Visualizzazione post con etichetta Tattica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Tattica. Mostra tutti i post

giovedì 7 giugno 2012

Legend Of Grimrock


Questa volta è il turno della creatura di una piccola software house finlandese (la Almost Human), Legend Of Grimrock, trovata su Steam ad un prezzo ragionevole. La mentalità scandinava colpisce ancora, con un gameplay spartano ma ragionato che rappresenta una buona sfida per un giocatore abile. Legend Of Grimrock è un vero e proprio tributo (con una grafica adeguatamente riadattata per risultare abbastanza godibile per un pubblico più moderno e "viziato" da una grafica dettagliata anche nel superfluo) ai videogiochi di ruolo della vecchia scuola come Eye Of The Beholder. Il giocatore guida un gruppo di 4 personaggi personalizzabili con una scelta di 4 razze(umano, minotauro, lucertoloide, e insettoide),  3 classi (guerriero, mago e ladro) e abilità varie con le armi, le armature le abilità furtive dei ladri o gli incantesimi dei maghi. Questo quartetto viene gettato in un profondo e pericoloso dungeon come pena di una misteriosa condanna di cui il giocatore non sa niente. Questo intricato sotterraneo è una sorta di prova per questi prigionieri, che verranno graziati se, improbabilmente, riusciranno a fuggire e a tornare in superficie. Nonostante la storia sia piuttosto vaga non ci troviamo di fronte ad un titolo banale e i motivi sono vari. la mappa di gioco è divisa in caselle, che vengono rappresentate abbastanza fedelmente come quadrati sulla minimappa e il gruppo occupa sempre una singola casella La visuale rigorosamente in prima persona e il sistema di combattimento a turni sono simili a quelli usati dell'attempata serie di giochi Might And Magic, e, più o meno si dividono in due grandi categorie: i combattimenti con mostri singoli, con cui un giocatore astuto può usare una tattica agile che consiste nell'attirare il nemico in un'area di almeno quattro caselle spostare i propri PG di casella in casella per fare in modo che il nemico sferri meno colpi possibili; poi ci sono i combattimenti "seri" contro più mostri. In questi casi il giocatore deve fare di tutto per non farsi sopraffare dai nemici che potrebbero circondarlo e avere la meglio. In questo caso il giocatore deve studiare attentamente il territorio per limitare i rischi, affrontando i nemici su una strettoia, in modo tale da annullare (o meglio ridurre) il vantaggio della superiorità numerica. Di rado i combattimenti avvengono con più di 3 avversari contemporaneamente ma in quei casi bisogna fare molta attenzione e misurare ogni singolo movimento. Detta così il gioco sembrerebbe piuttosto scarno, e a parte l'attenzione che bisogna riservare alle tattiche di combattimento. Naturalmente il gioco non si limita a questo: a rendere Legend Of Grimrock una scelta interessante è il fatto che può quasi sembrare un'avventura grafica data la grandissima quantità di enigmi posti al giocatore per proseguire con l'esplorazione del misterioso sotterraneo e a fornire utile equipaggiamento extra con cui fronteggiare i nemici. Questi enigmi sono molto variegati e vanno dall'elementare piastrella-interruttore che può far scattare una trappola o attivare/disattivare un meccanismo a più complessi trabocchetti che possono consistere in una serie di portali magici (mobili o immobili) da evitare o oltrepassare col giusto tempismo. In alcuni casi va anche aguzzata la vista in cerca di interruttori segreti nascosti sulle pareti e non sempre facili da trovare, e (per fortuna) nei casi più difficili il gioco dà un piccolo indizio che può essere una scritta su di un muro o una nota trovata sul pavimento contenenti un indizio utile a sbrogliare la matassa. Ben gestita nel gioco anche la fatica dei personaggi, che aumenta col passare del tempo e le azioni compiute come combattere. I personaggi  non sono degli automi e ogni tanto hanno necessità di consumare le rare e non proprio deliziose provviste (bisognerà cibarsi di quel che si trova, come funghi colti nel sotterraneo, carne di nemici morti come lumache e funghi mostruosi o addirttura insetti "precotti" trovati sparsi nelle stanze e nelle celle) per evitare varie penalità in combattimento e uno "stop" alla rigenerazione di salute e energia, anche in caso il gruppo decida di riposare per riguadagnare il vigore perduto in combattimento. Naturalmente il gioco può non piacere. I dialoghi sono assenti, e a parte dei messaggi regolarmente ricevuti in sogno la sensazione di solitudine è in alcuni casi opprimente, anche se comunque la compagnia dei mostri non è per niente piacevole, tanto che presto un giocatore imparerà il suono caratteristico di ogni nemico e a volte (dato che i sotterranei sono ben poco illuminati e le torce hanno realisticamente una durata limitata) la paura è in agguato. Secondo tuttavia Legend Of Grimrock rappresenta una buona alternativa rispetto a giochi più blasonati e famosi.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

domenica 15 aprile 2012

Mount & Blade: With fire and Sword

Questo è il primo gioco che ho provato della serie Mount & Blade, la serie di giochi altamente moddabili creata da una geniale coppia turca.
In questa serie, come prevedibile dal titolo, siete un guerriero che combatterà a dorso del proprio destriero i propri nemici su campi di battaglia nelle varie ambientazioni della serie. E meglio, potrete stare pure a piedi, ma personalmente non mi stacco dal cavallo fino a quando non lo abbattono durante la pugna.
La serie trae forte ispirazione a mio parere da giochi come Sid Meier's Pirates! e Sea Dogs, che univano in solo gioco caratteristiche arcade, tattiche, di gioco di ruolo e avventura grafica. Il tutto senza motori grafici pretenziosi e inutilmente spettacolari, ma che offrono quel minimo sindacale per poter manovrare i personaggi all'interno di mondi vasti e avventurosi.
Come nel vecchio Sea Dogs, guiderete il vostro alterego per le città della mappa, recluterete combattenti e ufficiali, parlerete coi cittadini per ottenere missioni e andare avanti con la trama, per poi scorrazzare in lungo e in largo per la mappa strategica.
A differenza di Sea Dogs, dove la mischia veniva rappresentata schematicamente da un duello simbolico fra i due capitani delle navi in abbordaggio, in questa serie la parte del combattimento è più realistica: voi guidate un intero esercito contro il nemico, potete combattere personalmente e comandare i vostri uomini.
La parte tattica è abbastanza intuitiva ed esauriente, mediante dei tasti a scelta rapida potrete ordinare alle vostre formazioni un serie di manovre che comprendono fra le più importanti il tipo dell'arma da scegliere, l'ordine del fuoco, la carica e la ripiegata.
Volendo potreste mandare i vostri uomini al massacro, rimandendo comodamente dietro le linee, ma non è una grande idea. Un vero comandante deve anche fare il lavoro sporco, quindi vi toccherà fare pratica con le armi, distribuire saggiamente i vostri punti esperienza nel combattimento oltre che nella gestione della vostra brigata, magari comprare qualche arma degna di un condottiero d'altro rango quale siete.
Questo è Mount & Blade, un compendio ben riuscito di vari generi.
Veniamo all'ambientazione seicentesca di With Fire and Sword.Il gioco è basato sull'omonimo romanzo del premio Nobel Henry Sienkiewicz, nel bel mezzo della rivolta ucraina contro la Polonia.
Potete seguire la storyline di tre grandi potenze in campo: Polonia, Russia e Ucraina.
Oppure fregarvene e giocare per il puro divertimento e senso di soddisfazione nel guidare un esercito che terrorizzi l'est europeo, e a quel punto potreste anche mettervi al servizio di Svezia o Crimea, che non hanno parte nella trama del gioco in quanto viste come fazioni esterne, ma hanno i loro rispettabili eserciti, capaci di dare filo da torcere agli altri contendenti. Specialmente la Svezia, che sa il fatto suo.
Il gioco fa affidamento su una ricca ricostruzione storica, che menziona importanti personaggi storici, concedendosi quale licenza poetica per romanzarli.
Ho sentito che il gioco, per quanto ricco e dettagliato, non è neanche il più completo della serie.
Qualche pecca c'è, ma si può risolvere con varie patch scaricabili, anche se non ne ho scaricate troppe per evitare problemi che potessero danneggiare il gioco e mettere a rischio le mie preziose partite avanzate (ah c'è anche la possibilità di giocare senza salvataggi, cosa che non ho avuto coraggio di fare). Ad esempio il numero di uomini visualizzabili in battaglia è limitato a un tot, questo significa che le battaglie più vaste saranno divise in più ondate, con grossi gruppi di uomini che appaiono dal nulla nel bel mezzo del combattimento; altro punto fastidioso è che il vostro esercito perde un numero variabile di uomini quando venite messo fuori combattimento, cosa che non succede quando crepa il comandante nemico.
Altra magagna è l'intelligenza artificiale dei vostri compagni, discreta nelle battaglie, ridicola sulla mappa strategica. Quando sarete maresciallo vi renderete conto quanto sono stupidi i seguaci del vostro esercito, che ogni tanto abbandonano la vostra colonna per andare a caccia di farfalle, rendendo così nulla la superiorità numerica della vostra armata.
Il punto più frustrante del gioco è quando vi ritrovate a detronizzare un capofazione per metterne un altro che vi ha chiesto di sostituirlo. In quel caso dovrete convincere la maggiorparte dei nobili del regno ad appoggiare il nuovo arrivato. Peccato che questa parte del gioco, per quanto potenzialmente sfiziosa, sia stata ridotta a un semplice dialogo da fare con ciascun nobilo, in cui ogni volta dovrete scegliere una frase per convincerlo magicamente, le cui modalità mi sembrano ancora alquanto aleatorie.
Ma a parte questo il gioco sa il fatto suo.
Nel peggiore dei casi bypassate questa fase di gioco, che almeno fin'ora ho trovato obbligatoria solo nella storyline dei Cosacchi
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

giovedì 20 gennaio 2011

Mass Effect

Veniamo al primo episodio di Mass Effect.
La gloriosa Bioware, che ci ha già regalato titoli pregevoli ispirati al mondo di D&d, ha deciso di cambiare coordinate spaziotemporli per passare dalle terre del mondo fantasy allo spazio profondo del genere fantascientifico.
Nel mondo di Mass Effect la razza umana è incappata su Marte sulle rovine di un'antica razza aliena, dotata di tecnologie areospaziali che garantiscono agli umani di raggiungere velocemente qualsiasi punto dela Galassia...raggiungendo così forme di vita aliene civilizzate e non che prima soli i burini intervistati a Voyager dicevano di aver visto dal vivo.
In quanto ultimi arrivati gli umani si ritrovano a essere spesso snobbati dagli altri abitanti dell'Universo, che danno loro minor potere contrattuale all'interno di un'organizzazione poltica formata dalle razze dominanti.
Le razze con maggiore potere contrattuale che formano il Consglio sono:
- gli Asari, esseri unisex immortali e con predisposizioni biotiche, molto simili agli elfi, ma più simpatici e senza l'imbarazzante presenza di maschi eufebici, dato che hanno tutti le fattezze femminili (viene da sè che è prevista anche la riproduzione fra membri dello stesso sesso)
- i Turian, alieni avanzati e bellicosi
- I Salarian, dei nerd che vivono al massimo trent'anni
Seguono poi una serie di altre razze non meno importanti nel gioco, ma minoritarie rispetto a quelle che ho detto e dicerto non meno pittoresche; fra loro spiccano gli Elcor per originalità, una razza lenta perchè abituata a una forza gravitazionale che li costringe a movimenti cauti per non finire schiacciata al suo spesso peso e incapace di esprimere le emozioni attraverso il tono e quindi costretta a descrivere a parole ogni suo stato d'animo punto per punto.
Il personaggio che impersonerete è un membro della razza umana che inizia la issione a come ufficiale della Normandy, una nave molto veloce con la capacità di sfuggire ai radar dei nemici guidata da un tostissimo pilota soprannominato Joker, poco agile a causa di una rarissima malattia genetica che ha reso sue ossa fragilissime, ma che non gli impedisce di essere un Dio quando sta seduto davanti alla cloche.
Tornando al vostro personaggio, ha un cognome preso dal famoso astrnauta Alan Shepard e potete cambiare a vostro piacimento tutto il resto, come l'aspetto, il background e la classe.
Il gioco conserva elementi di gioco di ruolo ereditati dalla somma serie di Baldur's Gate, anche se le regole sono meno rigide per quanto riguarda le classi.
La vostra squadra è formata da 3 elementi che potete scegliere e a cui potete dare ordini con un sistema di comando che mette il gioco in pausa e vi permette di elaborare una strategia.
Le classi non combattenti sono senz'altro meno robuste delle altre, ma possono comnque usare qualsiasi tipo di arma, anche le più toste, sebbene non bene quanto le classi specializzate.
Come con Baldur's Gate, il gioco è definito da una serie di missioni che garantiscono il proseguimanto della trama, ma anche da quest secondarie, dove dovrete ogni volta formare una squadra quilibrata per quanto riguarda le capacità tecnologiche, che vi permettono di manomettere sistemi di accesso e infrmazione, quelle biotiche (in sostanza incantesimi in versione fantascientifica) e il caro vecchio personaggio combattente.
Peccato che l'intelligennza artificiale dei compagni non sia eccelsa, anche se la loro utilità è comunque indubbia e questo problema è per fortuna risolto col seguito.
I personaggi ogni volta chesalgono livello possono spendere i punti abilità guadagnati nelle varie specializzazioni che riguardano armi e poteri tecnologici o biotici.
Il vostro personaggio dovra tenere conto anche dei punti da spendere nell'e abilità intimidire e fascino, abilità che vi permetteranno, se avete abbastanza punti, di sbloccare passaggi durante i dialoghi e garantendovi di ottenere vantaggi, informazioni e punti esperienza che altrimenti non avreste guadagnato. Consiglio: appena potete mettete tutti i punti che avete in queste abilità, dato che solo voi potete mettervele.
I dialoghi sono importanti.
Per ogni passaggio significativo, avrete la maggiorparte delle volte tre scelte sul quadrante di destra<. quella in alto indica un comportamento buono, esemplare, quella al centro neutro, quella in basso è cattivo, rinnegato
Esemplare e rinnegato sono simili alla condotta morale di Baldur's Gate, anche se a livello morale non completamente sovrapponibili. Sono importanti perchè spesso producono reazioni diverse fra i personaggi e vi danno punti di conseguenza. La chicca di questa serie è la possiblità di esportare il vostro personaggio nel seguito.
E non saranno solo l'aspetto, i punti esperienza e le abilità (comunque potete cambiare aspetto e classe nel seguito se volete), ma le azioni del primo avranno influenza nel secondo episodio.
Del resto sfido chiunque a snobbare Miranda!
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

venerdì 26 novembre 2010

Close Combat

Questa piccola grande serie è un altro di quei giochi di strategia che seguo con passione più o meno dai tempi delle medie.
Close Combat, il cui iniziatore era della Microsoft e della Atomic Games, ha subito qualche cambiamento nella casa sviluppatrice nel corso del tempo, ma ha conservato con gelosia la sostanza di gioco strategico in tempo reale.
Gli scenari messi sullo schermo della serie riguardano - in ordine crescente e per quanto concerne i titoli di cui sono a conoscenza - il Fronte in Normandia, l'operazione Market Garden, il Fronte Orientale, la Battaglia nelle Ardenne e una serie di Remake che ripercorrono i già citati scenari (escludendo la Battaglia delle Ardenne per quanto ne so).
La serie ha adottato uno stile di gioco che riguardava principalmente la tattica nei primi 3 episodi della serie: il giocatore doveveva disporre le sue truppe all'interno della mappa tattica e comandare i suoi uomini in modo da occupare punti di interesse strategico infliggendo il maggior numero possibile di perdite e con meno perdite possibili. Come tutti i giochi di strategia che apprezzo di più, Close Combat dà un'importanza particolare al morale degli uomini, insegnando all'inesperto comandante che non si può far correre i propri uomini in giro per la mappa sotto il fuoco, dato che la fatica e il morale possono far indietreggiare o addirittura paralizzare per il terrore gli uomini di una squadra.
Mai mandare alla carica plotoni di fanteria come se fosse una partita a Call of Duty o vi ritroverete una marea di fosse da sentire e i pochi sopravvissuti in preda a un post traumatico, meglio impostare un fuoco di copertura che faccia del fuoco di saturazione sul bersaglio da attaccare, costringendo i nemici a tenere giù la testa e a rialzarla quando gli altri vostri uomini saranno a portata di granate. Sono riuscito ad arrivare a un combattimento ravvicinato nel vero senso della parola, con tanto di granate in volo e perfino qualche combattimento corpo a corpo. Ma sono episodi rari o comunque non consigliabili se volete vincere, sebbene diano grande soddisfazione.
Il giocatore si troverà a gestire situazioni fedeli dal punta di vista storico, come un'agghiacciante inferiorità numerica dei tedeschi in alcuni scenari, l'imbarazzante mediocrità degli Sherman paragonati ai Tiger, nonchè il modo in cui alcune forze dell'Asse sono state messe su mandando a combattere coscritti appena reclutati dai territori appena conquistati, con tanto di cognomi dei soldati tutt'altro che ariani!
Alla fine di ogni combattimento potrete consultare una scheda dove sono riportate le uccisioni dei vostri uomini, eventuali atti di coraggio e vigliaccheria con tanto di decorazioni.
La parte strategica è appena accennata nel secondo e terzo episodio con la possibilità di poter scegliere le unità da mandare in combattimento e mandare a riposare quelle esauste, ma è meglio caratterizzata a partire dall'episodio IV con la battaglia delle Ardenne, dove potrete disporre le vostre unità sulla plancia e affidare loro supporti aerei e dell'artiglieria.
In ogni caso, a meno che non vogliate eliminare l'effetto del morale (a questo punto fatevi una partita a Red Alert!) rimane un gioco di nicchia, fuori portata dei giocatori meno raffinati e ostici.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

martedì 5 ottobre 2010

La serie di Cossacks


Faccio un post unico che comprende il primo episodio con annessi aggiornamenti e il secondo.
La serie Cossacks è prodotta da la GSC Game, la casa ucraina che ci ha anche regalato STALKER e che ci dimostra che dai paesi dell'ex blocco sovietico non sanno farci pervenire solo prodotti celebri ma rudimentali come Tetris o l'AK-47. Il primo episodio Cossacks era un gioco strategico in tempo reale dalla grafica abbastanza elaborata per l'epoca e che come fiore all'occhiello aveva la capacità di supportare sullo schermo eserciti con tanto di reggimenti in formazione fino al non poco invidiabile numero di 10000 unità. L'altra caratteristica del gioco - già sfruttata in altri giochi ma ben gradita - dell'influenza che hanno le risorse sul proprio esercito: il carbone serve per garantire il rifornimento di munizioni, l'oro per pagare i mercenari che altrimenti si ribellano, il cibo per foraggiare gli uomini, che altrimenti crepano di fame.
Ultimo elemento innovativo era la possibilità di catturare o distruggere strutture non presidiate, aprofondito nell'aggiornamento di Cossacks American Conquest, che permetteva agli uomini di barricarsi all'interno delle costruzioni.
Quest'ultimo punto è stato forse quello che non mi ha permesso di apprezzare in pieno il primo episodio poichè l'enorme quantità di forze in campo rendeva quasi impossibile vincere la partita in schermaglia, dato che imponeva che vi fosse una battaglia infinita per ogni singola dannatissima struttura da espugnare, mentre nei precedenti giochi strategici qualunque unità poteva attaccarla direttamente fino a distruggerla per esaurimento di punti ferita.
Il gioco che ho potuto invece meglio apprezzare è Cossacks 2, che si concentra nel periodo Napoleonico (il primo toccava un lasso di tempo che andava dal XVI al XVIII secolo).
L'innovazione per me più gradita è stata l'introduzione della modalità Battle for Europe nella quale è possibile impersonare le grandi potenze europee di Francia, Gran Bretagna, Prussia, Russia e Impero Ottomano (nell'espansione stand alone anche Spagna, Polonia, Confederazione del Reno).
In questa grande campagna si alternano fasi strategiche in stile risiko! a frasi tattiche sul campo, dove è possibile anche condurre missioni secondarie che permettono di avere risorse in più, unità o punti esperienza che permettono al personaggio di salire di grado e di poter comandare per le prossime battaglie sempre più unità.
Altra buona innovazione è l'introduzione dei villaggi, centri abitati forniti di miniere o fattorie che, una volta conquistati hanno una piccola guarnigione autonoma a difenderli e nella modalità schermaglia vi riforniscono di beni di necessità, permettendo anche che i vostri reggimenti nelle vicinanze possano sostituire gli uomini persi con delle reclute del villaggio che riempiranno progressivamenti i ranghi fino al massimo.
Ultimo e sempre da me gradito miglioramento è l'influenza del morale, già accennato nei primi episodi, ma definitivamente imposto in Cossacks II. Qui le vostre formazioni si disperdono se subiscono perdite oltre il 70% e vi sono anche altri fattori che condizionano la stabilità del reggimento, come la fatica, gli attacchi di fianco o l'inesperienza. Quest'ultimo punto è ovviamente la cosa che più vi farà rodere quando perderete un'unità perchè, oltre a perdere forze in campo perderete anche un'unità con esperienza se si dà alla fuga il vostro reggimento che ha combattuto più battaglie, quindi più abile degli altri in termini di potenza di fuoco, abilità nel corpo a corpo e minor consumo di munizioni.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

sabato 19 giugno 2010

Necrovision


Scrivere questa recensione è liberatorio.Ho finalmente terminato questo gioco. Ero partito con calma per gustarmelo bene prima di "voltare pagina" ludicamente parlando, ma poi non ce l'ho fatta più, tanto che alla fine armandomi di coraggio me lo sono divorato in fretta e furia, e da una parte mi dispiace ma c'è un motivo per giustificare questa scelta. Necrovision è un gioco che, a lungo andare non fa per me. Non è una questione di violenza tollero mediamente bene lo splatter, ma è l'insieme di cose. Necrovision soffre principalmente di 3 mali.
Il primo è sicuramente la lunghezza spropositata di alcuni livelli di gioco e il livello davvero esagerato di tedeschi e mostri che saremo costretti ad affrontare per proseguire, e questa coppia di difetti viene accentuata nei livelli finali del gioco dove si affrontano orde ferocissime di zombie e vampiri che caricano verso di voi ad una velocità che a tratti sembra davvero eccessiva, e tutto questo non è altro che un eredità del gioco con cui Necrovision condivide il motore grafico, ovvero Painkiller, in cui il protagonista doveva a che fare con innumerevoli rompiballe non morti assetati di sangue. Il secondo punto a togliermi coraggio è stata la pesantezza delle ambientazioni di gioco. Non perchè non sono riuscite, anzi! Infatti come i lettori più affezionati al blog (sempre se ci sono!) sapranno che per la grafica io sono di bocca buona La "scenografia" ludica è così riuscitache sa essere terribilmente spettrale e claustrofobica. Il terzo punto è il gameplay. Innovativo a tratti, macchinoso in altri. Il combattimento corpo a corpo infatti è, come in giochi come Condemned, molto presente e ben fatto, tanto sviluppato da introdurre anche delle combo che includono oltre che violente "baionettate" anche spietati calci che se combinati opportunamente non solo uccidono il nemico in modo brutalmente efficace ma aumentano il livello di adrenalina del protagonista consentendogli di potenziare per breve tempo i riflessi e fare più danni ai malcapitati avversari (e nei punti avanzati del gioco l'adrenalina funge da mana per lanciare gli incantesimi). Tuttavia nonostante ciò nel bel mezzo dell'azione, dati i combattimenti a dir poco caoitici con le orde che ho citato prima il tutto ci si limita ad un frenetico digitare del tasto scelto per il corpo a corpo per "stendere" più bastardi possibile senza essere ammazzato a sua volta. Il tutto poi viene peggiorato da un gran numero di comandi che è difficile tenere a mente e raggiungere nei momenti più concitati, per non parlare della gestione dell'inventario che a volte risulta difficile da gestire quando si è in movimento, e vi assicuro che cambiare arma rapidamente contro un bestione che ci sta preparando una simpatica martellata è a dir poco cruciale.Leggendo quel che ho scritto finora probabilmente avrò invogliato molti lettori a evitare questo gioco come la peste, ma si sbaglierebbero. Necrovision non ha solo difetti. L'arsenale a disposizione del giocatore è ampio e va da armature stile "Mech" e armi futuribili come mitragliette e lanciafiamme di "manifattura" vampiresca a fedeli riproduzioni di cannoni e veicoli (come i rudimentali carri armati della grande guerra ) e soprattutto armi della prima guerra mondiale come
  • Fucile britannico SMLE
  • Gewehr 98 tedesco dotato di baionetta, lanciagranate e mirino con ottica
  • Mitragliatrice "crucca" Mg15 (una scelta parecchio discutibile consente all'eroe di impugnarne DUE, cosa che non succede con la mitraglietta MP18, ben più leggera!)
  • vari esplosivi dell'esercito tedesco (si va dalle classiche granate a bastoncino alle cariche da demolitori)
  • le immancabili pistole Colt 1911 e Luger Parabellum
Carina è poi stata l'idea di aggiungere come oggetto le lanterne a gas, che potremo utilizzare sia per un uso logico che è l'illuminazione di sentieri poco illuminati, sia per improvvisarle molotov da scagliare contro dei miseri nemici. Il protagonista vinto il quinto livello di gioco otterrà un guanto dai poteri misteriosi che gli consentirà di rianimare i morti come zombie e lanciare potenti incantesimi, e questo è il dettaglio "Principe" del gioco dato che da ad esso un aspetto più tattico della massa degli FPS. Il gioco gode inoltre di una trama molto coinvolgente, ed è stata la voglia di sapere come andava a concludersi che mi ha impedito di disinstallare il gioco in preda ad una crisi isterica. Il gioco è ambientato nella fine del 1916, precisamente durante la terribile battaglia di Verdun in cui si sono massacrati a vicenda inglesi e tedeschi
. il protagonista è un giovane volontario americano rozzo e dalla battuta facile, chiamato Simon e si trova solo quando il suo plotone viene sterminato dai gas venefici rilasciati dai nemici tedeschi durante un'imboscata. In preda alla confusione il nostro eroe cerca riparo facendosi strada tra i nemici in una trincea avversaria, dove vede una strana cosa: i suoi nemici stanno uccidendo dei propri compagni in un ospedale da campo uccidendoli con il gas e sparando ai sopravvissuti. Simon capisce che qualcosa non va e viene a scoprire che nel fronte tedesco ci sono dei problemi con delle spaventose creature non morte che successivamente si capisce che sono state animate da Zimmerman ufficiale tedesco che ha imparato l'arte necromantica e ha ottenuto una tecnologia superiore grazie, a quanto pare, ad un patto con i vampiri, creature del sottosuolo in guerra contro i demoni. Tutto questo dona al gioco una certa componente fantasy che stranamente a differenza di quel che avrei pensato io prima di provare il gioco, si intrega discretamente bene col background storico della grande guerra. Fa un certo effetti vedere un dragone fare a pezzi un malcapitato biplano! In conclusione posso dire che se un giocatore si arma di notevoli dosi di pazienza può apprezzare in modo adeguato questo titolo.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

venerdì 19 marzo 2010

Brothers in arms: Hell's Highway

Rassegnatevi all'idea che vi sorbirete almeno un altro gioco d'azione spara spara fra le recensioni perchè - udite udite - mi sono fatto il computer nuovo e posso permettermi qualche gioco un po' più moderno di Pacman senza il rischio di vederlo muoversi a scattoni. Mi ero quasi dimenticato che con un pc decente le immagini del gioco si muovessero come nel mondo vero invece che a singhiozzo.
Comunque, è abbastanza grossolano definire questo gioco come un semplice FPS.
Si, volendo potete assaltare i nazi a testa bassa e con l'm60 spianata. Ma vi risulterà più difficile uscirne vivi e fra l'altro l'm60 non la troverete per evitare anacronismi.
Come nei precedenti episodi, qui dovrete aguzzare l'ingegno oltrechè la mira, dovrete elaborare manovre di fiancheggiamento e avere dei compagni alle spalle che vi offrano una buona copertura quando sarete nei guai.
Per fortuna i creatori del gioco hanno chiuso un occhio sull'ultimo baluardo di realismo che poteva avere questo gioco: le munizioni limitate.
Sennò probabilmente vi sareste trovati ad avere le vostre squadre di supporto a secco dopo i primi 5 minuti di missione, dato che non lesinano nelle munizioni sparate.
La novità di questo gioco, dopo un secondo episodio quasi totalmente privo di innovazioni rispetto al primo, è che potrete fare affidamento a elementi del terreno che vi offriranno una copertura durante le sparatorie; ma occhio, va bene ripararsi dietro a un sasso o un muretto, ma non fate l'errore di mettervi dietro a un riparo in legno, dato che verrà facilmente bucherellato fino a diventare utile quanto un mazzo di fiori.
Siamo durante la grande Operazione Market Garden e il 101simo si prepara a prenderle, considerando che il vecchio Monty, ideatore di questa spettacolare quanto stupida operazione, credeva di trovarsi di fronte a un esercito tedesco allo sbando.
Dopo la parentesi del secondo episodio con il sergente Hartsock, qui riprenderete a impersonare il sempre più depresso sergente Baker, alle prese coi fantasmi del passato e una marea di rimorsi.
L'elemento caratterizzante di questo episodio è senz'altro la trama, un misto di flashback, colpi di scena, e momenti di paura da rasentare l'horror grazie alla testolina di Baker che, provata da traumi e sensi di colpa, lo porterà ad avere allucinazioni che potrete gustare durante il gioco.
Non solo la trama permette di scavare sempre più a fondo nel passato del ciclotimico protagonista e di vederlo alle prese con una truppa sempre più imbarazzata nel vederlo così scosso, ma arriveremo anche a ripescare elementi rimasti irrisolti nel primo episodio.
Se proprio devo dire una cosa cattiva sul gioco è il fatto che, come molti altri giochi ormai, permette al giocatore di rmettirsi in salute ogni volta che trova un riparo, rendendo le missioni infinitamente più facili rispetto agli episodi precedenti.
Ovviamente potete sbloccare la modalità realistica di gioco, con tutte queste facilitazioni annulate.
Ma chi ha il coraggio di farla dopo averla vinta in versione facile?
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

lunedì 25 gennaio 2010

Overlord

Gli dei benedicano Internet. Grazie a questa genialità dell'informatica sono entrato nel tunnel dei film in streaming, del messenger e cose che un lettore ben pensante non dovrebbe sapere. Ma una cosa che ho recentemente preso dalla rete globale è questo simpatico giochino della ottima Codemasters (già "padre di giochi come l'acclamato Operation Flashpoint e Severance:Blade Of Darkness). Nonostante sia un gioco palesemente e forzatamente portato dalle Console al PC le chicche che ci mostra Overlord sono senza dubbio gradevoli. Nel gioco impersoniamo il signore del male di turno (l'overlord per l'appunto) in precedenza sconfitto dalle forze del bene e ora rinato per far valere il proprio malvagio potere su un mondo che altro non è che una parodia esasperata dei clichè del Fantasy, ci sono tutti. Halfling insaziabili, elfi malinconici, avidi nani eccetera eccetera. Il gioco non è semplicissimo, i comandi sono inizialmente complicati e rigidi(anche se col passar del tempo ci si abitua decentemente) e il nostro signore del male non è sempre il "bestione invincibile" che si vede nel Fantasy, ma ha spessissimo bisogno dei suoi serventi per fare le azioni che un carismatico leader del male non dovrebbe abbassarsi a compiere, come girare grossi meccanismi e portare al quartier generale oggetti pesanti che portano bonus al nostro alter ego o che sono necessari per procedere nello scenario di gioco. Questi serventi sono esserini simili ai gremlins che ci seguiranno ovunque e sono di vario tipo, ad esempio vi sono quelli Rossi il cui compito è fornire supporto a distanza e devono essere protetti per evitare tragiche fini dai Marroni, che invece sono i primi scagnozzi che avremo, equipaggiati per il corpo a corpo e in grado di potenziarsi con le armi e elmi che trovano addosso ai cadaveri per servire al meglio il padrone. Punto decisamente importante è la torre, che altro non è che la base operativa dell'Overlord. Questa base può essere modellata a piacimento da un certo punto del gioco in poi e ospita oltre che il portale per raggiungere le località da visitare per espandere i nostri domini, un arena per allenare l'alter ego e i suoi lacchè e di una fucina per potenziare armi armature ed elmi (e in questo darete soddisfazione al vostro sadismo perchè per potenziare gli oggetti li fonderete insieme ai vostri cari servitori!). Se volete provare l'ebbrezza di passare al lato oscuro senza dovere installare un carino ma attempato Dungeon Keeper, Overlord fa per voi!
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

giovedì 19 novembre 2009

Doppio omaggio di The Thing - La cosa, ovvero la recensione sia del film( 1982) che del sequel videoludico (2002)

Non posso esimermi dal recensire questi due titoli che appartengono a due arti diverse, il cinema e il videogioco, per molteplici motivi. Primo di tutti è sicuramente il contributo che mi hanno dato per farmi imparare ad apprezzare il genere horror grazie allo sforzo di entrambe le "ciurme" che si sono occupate di generare una quantità notevole di suspense tale da rendere sia il gioco che il film veri e propri capolavori della tensione e della paura. Ma passiamo alla trama. Il film è ambientato in una stazione metereologica tenuta da una squadra statunitense dell'Antartide viene un'entità aliena in grado di riprodursi facilissimamente e che ha l'abilità di mutare la propria forma in quella degli animali, o delle persone, che uccide. Questo la rende imprevedibile e più di una volta tra i membri della squadra c'è un sacco di tensione, sospetto e paranoia che spinge ognuno di loro a credere di essere di fronte all'alieno assassino, e spesso non hanno torto, ma grazie al fatto che il pilota d'elicottero della base, interpretato dal grande Kurt Russel e al medico di bordo presto si viene a capire che l'unico modo per impedire che quest'alieno possa espandersi oltre i ghiacci dell'Antartide è isolarlo e cercare di farlo morire congelato, rischiando però la morte di buona parte degli addetti, dato che bisogna togliere i contatti con il mondo civilizzato. Tutto questo non serve perchè qualche anno dopo (e qui si parla del gioco) un colonnello (il giocatore) viene mandato ad indagare sul misterioso "silenzio radio" della stazione ed è costretto a vivere la stessa situazione di panico dei precedenti abitanti della base USA...
Il bello della trasposizione videoludica è che i compagni di sventura che aiuteranno Blake non saranno certo dei Robot, anzi! Il giocatore dovrà fare i conti con la loro fiducia (che potrà aumentare o uccidendo le "Cose" assassine oppure sottoponendosi ad esami del sangue che confermino la sua umanità, non dimentichiamoci infatti che un soldato della base potrebbe benissimo pensare che noi siamo un alieno!) e con la loro paura. Se uno dei compagni entra in una stanza particolarmente inquietante il suo nervosismo salirà a dismisura e potrebbe impazzire. E quindi per impedirlo bisognerà somministrargli dell'adrenalina o dargli un po' di potenza di fuoco extra, oppure ancora cacciarlo dalla stanza direttamente!
In entrambi i titoli la colonna sonora è di ottima qualità, e farei una menzione d'onore per i titoli di coda del gioco che esibisce la canzone "After Me" del gruppo americano SALIVA. Da non perdere !

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

giovedì 12 novembre 2009

Brother in arms

Brothers in Arms e ralativi seguiti si pongono come qualcosa ben al di sopra di un semplice spara spara ambientato nella Seconda Guerra Mondiale in mercato.
In questa serie non basta gettarsi col mitra spianato, lanciando granate, saltellando come scemi e buttando giù qualche nazi col corpo a corpo per fare il figo.
Siete liberi di farlo. Ma è improbabile che questa strategia paghi, perfino durante le prime missioni. Scordatevi le eroiche azioni di Call of Duty o Medal Of Honour, se volete ammazzare 500 tedeschi da soli, avete sbagliato gioco; avete sbagliato gioco anche se avete la pretesa di portare sia mitra che fucile da cecchino nello stesso inventario.
In questo gioco la guerra è guerra, signorinelle, non una partita di Unreal con una parvenza di riproduzione storica!
I giochi della serie, con un alternarsi di protagonisti fra il caporale Baker e il caporale Hartsock, rappresentano le peripezie dei soldati della 101ma aviotrasportata.
Per ora sono stati rappresentati gli scenari del lancio durante il D-Day e quello dell'operazione Market Garden.
La grandiosa innovazione del gioco consiste in un sistema di controllo che permette di dare ordini ai propri soldati dalla stessa schermata di combattimento. E i comandi stavolta non si limitano alla semplice avanzata o ritirata, ma permettono di dire ai soldati dove andare di preciso, dicendo addirittura a chi sparare o meglio, verso chi sparare.
In questo gioco non si mira solo per colpire il nemico, i nemici sono molto bravi a mettersi al riparo e quando il nemico si ripara dietro una protezione è abbastanza difficile colpirlo col sistema di puntamento realisticamente traballante del gioco. Per ovviare questo inconveniente si ricorre al cosiddetto fuoco di soppressione, si spara verso il nemico, costringendolo a mettere la testa al riparo, facendo avanzare l'altra squadra che cerca di aggirare la postazione nemica e mandarla nel regno dei più. Vi ritroverete a comandare una o più squadre, ciascuna col suo ambito di specializzazione e dovrete sfruttarle, cercando di non perderle, dato che le rimpiangerete altrimenti.
Grazie a questo stile di combattimento innovativo credo che questo gioco riproduca in maniera davvero completa la ferocia di una guerra moderna. Non è soft e pieno di licenze poetiche come un Call Of Duty, un Medal of Honour o un Hidden n' Dangerous, ma neanche troppo distaccato e concentrato sul lato tattico o strategico come un Close Combat o uno Steel Panthers.
Qui c'è la guerra ed è riprodotta davvero bene, grazie anche a una ricostruzione che in uno spara spara è rara.
Altra cosa che salta all'occhio nel confronto con gli altri del suo genere è che qui il gioco non rappresenta dei combattimenti particolarmente duri in momenti distinti nel corso di tutta la guerra come, per esempio, in Call of Duty; in questo gioco viene rappresentata la guerra ora per ora, il tutto in un lasso di tempo brevissimo, massimo qualche settimana e non qualche mese. Il che ti dà una vaga idea della quantità di stress psicologico subito da quei soldati, facendotici addirittura immedesimare e a volte dispiacere per un commilitone morto. E questo non mi è mai successo con gli altri giochi, non perchè visivamente meno forti, ma perchè solo questo gioco riesce a darti un'idea palpabile di una situazione simile, dato il suo realismo!



Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

domenica 28 giugno 2009

Clive Barker's Jericho


Si vede, purtroppo, che il titolo è ereditato dall'XBOX360, ma ormai si sa: il regno dei giochi d'azione appartiene alle console, dato che i giochi di questo genere più recenti consigliano sempre l'uso di un Joypad, possibilmente quello delle XBOX360. Tecnicamente il gioco è ben fatto, le armi sono (anche se limitate rispetto ad altri giochi) ben bilanciate e i personaggi sono dotati di buon carisma. Il gruppo comprende vari membri di cui il giocatore potrà servirsi a suo piacimento. La cosa originale del gioco è infatti la possibilità di controllare ogni membro del team di cui abbiamo a disposizione (in tutto 7, che verranno gradualmente "sbloccati" man mano che il gioco procede): ad esempio se vogliamo una buona dose di forza bruta ci basterà utilizzare il mitragliere del gruppo, dotato di un Vulcan portatile dotato di immensa potenza di fuoco, di un pistolone di grosso calibro, nel caso ce ne sia bisogno e della possibilità di evocare un demone del fuoco pronto ad aiutarci a falciare i nemici, se vogliamo uno stile di combattimento preciso interpreteremo la cecchina, in grado di lanciare , oltre che i proiettili convenzionali del fucile da cecchino (con implementato un simpatico lanciagranate), anche un proiettile spettrale in grado di penetrare più nemici, nonchè della possibilità di spostare oggetti pesanti con la telecinesi. L'unica grande pecca del gioco a livello tecnico è il doppiaggio, fatto malissimo, da dilettanti (in particolare un membro del team che si sente benissimo il fatto che non ha nemmeno tentato a nascondere il suo accento milanese). Al contrario si può dire che la trama sia di buona fattura (anche se Clive Barker sembra che si sia impegnato a rendere alcuni particolari parecchio morbosi, anche per un horror) : la squadra Jericho, un team dedito a fenomeni occulti guidato dal Capitano Ross, viene inviata in una città antichissima e misteriosa in Medio Oriente appena "riemersa" in seguito ad una violenta tempesta di sabbia. Qui inizia una corsa contro il tempo perchè un criminale, Leach ha deciso di liberare un'entità demoniaca chiamata il Primogenito. Ma poco dopo si capisce che è già troppo tardi. Leach, uccide Ross e libera il demone. Il tempo viene stravolto e mandato nel caos più totale, sia nel presente che nel passato. Ross non è totalmente morto, anzi, il suo spirito è ancora vivo e ha la possibilità di possedere il corpo dei propri commilitoni per sfruttarne le relative abilità necessarie a sconfiggere il Primogenito e i suoi servitori che si sono susseguiti in varie epoche.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

sabato 25 aprile 2009

Kane & Lynch:Dead Man

Direttamente dagli studi danesi dell'Io Interactive, già creatori della serie di Hitman, ecco un titolo molto diverso. Dall'azione stealth si passa allo sparatutto in terza persona, dove il silenzio dei movimenti furtivi lascia il posto al caos di violente sparatorie. Il giocatore potrà anche dare ordini intuitivi ai seguaci che incontrerà nello sciogliersi dell'intreccio. L'alter ego del giocatore è un mercenario pieno di cicatrici, Kane, che viene strappato al braccio della morte dai suoi vecchi compagni. Ma non per amicizia. Al contrario, i misteriosi salvatori vogliono tutto meno che la felicità del nostro Kane e lo hanno invece liberato per saldare un vecchio conto in sospeso. Il nostro sfregiato protagonista dovrà restituire un grosso malloppo ai suoi ex compagni, pena la morte della ex moglie e della figlia. Per essere sicuri di non vedere sfumati i loro vecchi guadagni i Sette, così si chiama il gruppo dei malvagi liberatori di Kane, inviano a controllare questi un misterioso uomo, Lynch, scappato con Kane dalla condanna a morte, che mostrerà presto il suo squilibrio mentale...
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

venerdì 17 aprile 2009

Hidden & Dangerous 2 Courage under fire

Courage Under Fire è l'edizione limitata di Hidden And Dangerous 2 che comprende l'originale e l'espansione ufficiale "Sabre Squadron". Il gioco è ambientato nella seconda guerra mondiale e ci porta a tenere le redini di un commando armato dello Special Air Service (S.A.S.) . Per chi non lo sapesse la S.A.S. è un corpo militare d'elitè britannico fondato durante la Seconda Guerra Mondiale destinato a compiere pericolose missioni in pieno territorio nemico. I teatri in cui si svolgono le operazioni sono vari: si va dalla Scandinavia all'Africa, Dal Borneo alla Francia, e dalla Cecoslovacchia alla Sicilia. Le missioni che il giocatore dovrà portare a termine sono di vario tipo. dal furto di documenti alla cattura di un ufficiale nemico, dalla distruzione di una batteria di cannoni alla difesa di una piccola città. Il motore grafico utilizzato è una versione più rinnovata di quello del capolavoro Mafia: The City Of Lost Heaven L'armamentario di cui potranno disporre i nostri eroi è vario e ricco di dettagli realistici. L'uniforme che utilizzeremo in battaglia non sarà solo decorativa, dato che, in caso d cattura di un soldato avversario potremo fare uno scambio di uniformi per ingannare il nemico. Sarà inoltre determinante, e non solo esteticamente parlando, la presenza di un pratico zaino da riempire con ulteriori munizioni e oggetti vari. quali bussole, granate e kit di pronto soccorso. Ogni componente della squadra che manderemo nelle azioni commando sarà dotato di caratteristiche proprie che aumenteranno man mano che il gioco procede. Uno dei punti migliori del gioco è che il giocatore non dovrà fronteggiare solamente tedeschi, ma come raramente accade, dovrà combattere anche contro italiani e giapponesi. I fronti saranno inoltre diversi tra loro.
I Buoni vecchi tedeschi sono i più armati di tutti, hanno un buon morale e si arrenderanno poco spesso.
Gli italiani, come prevedibile, sono male armati e sono quelli che si arrenderanno più facilmente, mentre i Giapponesi saranno nemici infidi, pronti a suicidarsi in caso di cattura. Tecnicamente, ci troviamo di fronte ad un gioiellino che propone un'interessante miscuglio tra Azione e strategia in Tempo Reale, il tutto condito da un doppiaggio pregevole.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

martedì 2 settembre 2008

Operation Flashpoint Cold War Crisis+ Resistance+ Red Hammer


Lo sò. Come immagine quella che ho creato è molto posticcia e fa anche un po' schifo, però ho ritenuto giusto fare una recensione di tutta la serie originale, non solo per purissima pigrizia, (Lo sono davvero, pigro, e se lo chiedete a qualcuno che mi conosce ve lo confermerà abbondantemente, ma questa è un'altra storia) ma anche perchè ritengo che questo gioco sia da provare con tutte le espansioni installate. Non mi dilungherò troppo sulla trama dato che secondo me, da buon filosovietico e antiamericano la ritengo la pecca peggiore del gioco, ma mi soffermerò sulle unicità di questo gioco: un sistema di comando realistico e innovativo che permette di utilizzare tattiche militari realmente sfruttate nei moderni campi di battaglia utilizzando le coordinate e ordini speciali, formazioni di vario genere, in secondo luogo ritengo di particolare merito un'altro particolare realistico di questo gioco, ovvero il realismo delle ferite riportate durante le azioni: oltre ad essere molto vulnerabile (cosa che ha spinto molti videogiocatori a snobbare questo gioco) le ferite influiscono sul gameplay: con un colpo alle gambe il soldato sarà costretto a trascinarsi lentamente strisciando per il campo di battaglia e se colpito alle braccia avrà difficoltà a mirare con la propria arma, inutile dire cosa porta l'essere colpiti alla testa, dato che la faccia diventa simile ad una braciola di maiale cruda e dulcis in fundo voglio parlare del merito più grande di questo gioco, che è un editor di gioco facile e intuitivo che permette di creare il proprio scenario e aggiungere varie chicche, triggers che attivano canzoni della colonna sonora (di ottima qualità anch'essa)o effetti sonori quali colpi di fucile e urla.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!