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giovedì 7 giugno 2012

Legend Of Grimrock


Questa volta è il turno della creatura di una piccola software house finlandese (la Almost Human), Legend Of Grimrock, trovata su Steam ad un prezzo ragionevole. La mentalità scandinava colpisce ancora, con un gameplay spartano ma ragionato che rappresenta una buona sfida per un giocatore abile. Legend Of Grimrock è un vero e proprio tributo (con una grafica adeguatamente riadattata per risultare abbastanza godibile per un pubblico più moderno e "viziato" da una grafica dettagliata anche nel superfluo) ai videogiochi di ruolo della vecchia scuola come Eye Of The Beholder. Il giocatore guida un gruppo di 4 personaggi personalizzabili con una scelta di 4 razze(umano, minotauro, lucertoloide, e insettoide),  3 classi (guerriero, mago e ladro) e abilità varie con le armi, le armature le abilità furtive dei ladri o gli incantesimi dei maghi. Questo quartetto viene gettato in un profondo e pericoloso dungeon come pena di una misteriosa condanna di cui il giocatore non sa niente. Questo intricato sotterraneo è una sorta di prova per questi prigionieri, che verranno graziati se, improbabilmente, riusciranno a fuggire e a tornare in superficie. Nonostante la storia sia piuttosto vaga non ci troviamo di fronte ad un titolo banale e i motivi sono vari. la mappa di gioco è divisa in caselle, che vengono rappresentate abbastanza fedelmente come quadrati sulla minimappa e il gruppo occupa sempre una singola casella La visuale rigorosamente in prima persona e il sistema di combattimento a turni sono simili a quelli usati dell'attempata serie di giochi Might And Magic, e, più o meno si dividono in due grandi categorie: i combattimenti con mostri singoli, con cui un giocatore astuto può usare una tattica agile che consiste nell'attirare il nemico in un'area di almeno quattro caselle spostare i propri PG di casella in casella per fare in modo che il nemico sferri meno colpi possibili; poi ci sono i combattimenti "seri" contro più mostri. In questi casi il giocatore deve fare di tutto per non farsi sopraffare dai nemici che potrebbero circondarlo e avere la meglio. In questo caso il giocatore deve studiare attentamente il territorio per limitare i rischi, affrontando i nemici su una strettoia, in modo tale da annullare (o meglio ridurre) il vantaggio della superiorità numerica. Di rado i combattimenti avvengono con più di 3 avversari contemporaneamente ma in quei casi bisogna fare molta attenzione e misurare ogni singolo movimento. Detta così il gioco sembrerebbe piuttosto scarno, e a parte l'attenzione che bisogna riservare alle tattiche di combattimento. Naturalmente il gioco non si limita a questo: a rendere Legend Of Grimrock una scelta interessante è il fatto che può quasi sembrare un'avventura grafica data la grandissima quantità di enigmi posti al giocatore per proseguire con l'esplorazione del misterioso sotterraneo e a fornire utile equipaggiamento extra con cui fronteggiare i nemici. Questi enigmi sono molto variegati e vanno dall'elementare piastrella-interruttore che può far scattare una trappola o attivare/disattivare un meccanismo a più complessi trabocchetti che possono consistere in una serie di portali magici (mobili o immobili) da evitare o oltrepassare col giusto tempismo. In alcuni casi va anche aguzzata la vista in cerca di interruttori segreti nascosti sulle pareti e non sempre facili da trovare, e (per fortuna) nei casi più difficili il gioco dà un piccolo indizio che può essere una scritta su di un muro o una nota trovata sul pavimento contenenti un indizio utile a sbrogliare la matassa. Ben gestita nel gioco anche la fatica dei personaggi, che aumenta col passare del tempo e le azioni compiute come combattere. I personaggi  non sono degli automi e ogni tanto hanno necessità di consumare le rare e non proprio deliziose provviste (bisognerà cibarsi di quel che si trova, come funghi colti nel sotterraneo, carne di nemici morti come lumache e funghi mostruosi o addirttura insetti "precotti" trovati sparsi nelle stanze e nelle celle) per evitare varie penalità in combattimento e uno "stop" alla rigenerazione di salute e energia, anche in caso il gruppo decida di riposare per riguadagnare il vigore perduto in combattimento. Naturalmente il gioco può non piacere. I dialoghi sono assenti, e a parte dei messaggi regolarmente ricevuti in sogno la sensazione di solitudine è in alcuni casi opprimente, anche se comunque la compagnia dei mostri non è per niente piacevole, tanto che presto un giocatore imparerà il suono caratteristico di ogni nemico e a volte (dato che i sotterranei sono ben poco illuminati e le torce hanno realisticamente una durata limitata) la paura è in agguato. Secondo tuttavia Legend Of Grimrock rappresenta una buona alternativa rispetto a giochi più blasonati e famosi.
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domenica 15 aprile 2012

Mount & Blade: With fire and Sword

Questo è il primo gioco che ho provato della serie Mount & Blade, la serie di giochi altamente moddabili creata da una geniale coppia turca.
In questa serie, come prevedibile dal titolo, siete un guerriero che combatterà a dorso del proprio destriero i propri nemici su campi di battaglia nelle varie ambientazioni della serie. E meglio, potrete stare pure a piedi, ma personalmente non mi stacco dal cavallo fino a quando non lo abbattono durante la pugna.
La serie trae forte ispirazione a mio parere da giochi come Sid Meier's Pirates! e Sea Dogs, che univano in solo gioco caratteristiche arcade, tattiche, di gioco di ruolo e avventura grafica. Il tutto senza motori grafici pretenziosi e inutilmente spettacolari, ma che offrono quel minimo sindacale per poter manovrare i personaggi all'interno di mondi vasti e avventurosi.
Come nel vecchio Sea Dogs, guiderete il vostro alterego per le città della mappa, recluterete combattenti e ufficiali, parlerete coi cittadini per ottenere missioni e andare avanti con la trama, per poi scorrazzare in lungo e in largo per la mappa strategica.
A differenza di Sea Dogs, dove la mischia veniva rappresentata schematicamente da un duello simbolico fra i due capitani delle navi in abbordaggio, in questa serie la parte del combattimento è più realistica: voi guidate un intero esercito contro il nemico, potete combattere personalmente e comandare i vostri uomini.
La parte tattica è abbastanza intuitiva ed esauriente, mediante dei tasti a scelta rapida potrete ordinare alle vostre formazioni un serie di manovre che comprendono fra le più importanti il tipo dell'arma da scegliere, l'ordine del fuoco, la carica e la ripiegata.
Volendo potreste mandare i vostri uomini al massacro, rimandendo comodamente dietro le linee, ma non è una grande idea. Un vero comandante deve anche fare il lavoro sporco, quindi vi toccherà fare pratica con le armi, distribuire saggiamente i vostri punti esperienza nel combattimento oltre che nella gestione della vostra brigata, magari comprare qualche arma degna di un condottiero d'altro rango quale siete.
Questo è Mount & Blade, un compendio ben riuscito di vari generi.
Veniamo all'ambientazione seicentesca di With Fire and Sword.Il gioco è basato sull'omonimo romanzo del premio Nobel Henry Sienkiewicz, nel bel mezzo della rivolta ucraina contro la Polonia.
Potete seguire la storyline di tre grandi potenze in campo: Polonia, Russia e Ucraina.
Oppure fregarvene e giocare per il puro divertimento e senso di soddisfazione nel guidare un esercito che terrorizzi l'est europeo, e a quel punto potreste anche mettervi al servizio di Svezia o Crimea, che non hanno parte nella trama del gioco in quanto viste come fazioni esterne, ma hanno i loro rispettabili eserciti, capaci di dare filo da torcere agli altri contendenti. Specialmente la Svezia, che sa il fatto suo.
Il gioco fa affidamento su una ricca ricostruzione storica, che menziona importanti personaggi storici, concedendosi quale licenza poetica per romanzarli.
Ho sentito che il gioco, per quanto ricco e dettagliato, non è neanche il più completo della serie.
Qualche pecca c'è, ma si può risolvere con varie patch scaricabili, anche se non ne ho scaricate troppe per evitare problemi che potessero danneggiare il gioco e mettere a rischio le mie preziose partite avanzate (ah c'è anche la possibilità di giocare senza salvataggi, cosa che non ho avuto coraggio di fare). Ad esempio il numero di uomini visualizzabili in battaglia è limitato a un tot, questo significa che le battaglie più vaste saranno divise in più ondate, con grossi gruppi di uomini che appaiono dal nulla nel bel mezzo del combattimento; altro punto fastidioso è che il vostro esercito perde un numero variabile di uomini quando venite messo fuori combattimento, cosa che non succede quando crepa il comandante nemico.
Altra magagna è l'intelligenza artificiale dei vostri compagni, discreta nelle battaglie, ridicola sulla mappa strategica. Quando sarete maresciallo vi renderete conto quanto sono stupidi i seguaci del vostro esercito, che ogni tanto abbandonano la vostra colonna per andare a caccia di farfalle, rendendo così nulla la superiorità numerica della vostra armata.
Il punto più frustrante del gioco è quando vi ritrovate a detronizzare un capofazione per metterne un altro che vi ha chiesto di sostituirlo. In quel caso dovrete convincere la maggiorparte dei nobili del regno ad appoggiare il nuovo arrivato. Peccato che questa parte del gioco, per quanto potenzialmente sfiziosa, sia stata ridotta a un semplice dialogo da fare con ciascun nobilo, in cui ogni volta dovrete scegliere una frase per convincerlo magicamente, le cui modalità mi sembrano ancora alquanto aleatorie.
Ma a parte questo il gioco sa il fatto suo.
Nel peggiore dei casi bypassate questa fase di gioco, che almeno fin'ora ho trovato obbligatoria solo nella storyline dei Cosacchi
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martedì 5 aprile 2011

Borderlands Edizione Gioco dell'Anno


Sono due mesi che per pigrizia ho rimandato questa recensione, ma come si suol dire, meglio tardi che mai. Borderlands è un titolo particolare, creato utilizzando la grafica cel-shading ed un gioco ibrido tra il più "brutale" dei First Person Shooter e un Hack 'n slash à la Diablo. Non utilizzo come pietra di paragone il gioco della Blizzard a caso dato che, con esso, Borderlands ha qualcosa in comune, e in senso stretto. Prima fra tutte tali cose è infatti l'elevatissimo numero di armi presenti nel gioco, sia quelle vendute dai negozianti sia quelle lasciate cadere dai nemici che abbatteremo appaiono nel gioco in modo casuale (in rapporto al progresso dell'avventura e alla potenza dei nemici uccisi), secondo punto in comune col noto gdr è il "Level Up", che consente al PG di progredire nelle abilità tramite il classico sistema di abilità ad albero ad albero con relativi punti minimi necessari per raggiungere un'abilità particolarmente utile nel gioco e via dicendo. Poi c'è la modalità di salvataggio che consta in uno slot unico automaticamente aggiornato dal gioco e il conseguente respawn dei fastidiosi mostri che il nostro alter ego deve riaffrontare o evitare per transitare da A a B allo scopo di proseguire nella trama. Infine Borderlands è assolutamente conscio dell'eredità lasciata dal diavolo più amato dai nerd, tanto che alcuni nomi di armi e di mostri sono delle volute citazioni ai personaggi del predecessore. Ma ora dopo aver parlato delle "radici" di Borderlands passiamo al gioco vero. Il mondo dove siamo catapultati è Pandora, pianeta inospitale e prevalentmente desertico le cui più grandi città consistono semplicemente in bidonvilles piene di immondizia (al contrario dall'omonimo pianeta dei puffi alti 3 metri del film Avatar, tanto che a volte mi sono chiesto se la scelta del nome è davvero una coincidenza) e noi siamo portati a scegliere uno tra i 4 personaggi (il classico spaccatutto specializzato in armi esplosive, il cecchino, la gnugna dotata di poteri stealth e un soldato pratico in tutte le occasioni come un coltellino svizzero) ognuno con diverse caratteristiche, armi ed abilità iniziali. Il nostro PG è guidato dall'"angelo custode", una strana entità che apparirà nel gioco tramite un'ologramma nell' HUD, dalle fattezze di una bella e giovane donna che vuole portarci alla ricerca di una misteriosa Cripta aliena. La trama è più una scusa per farci immergere negli scontri più che altro dato che col gameplay frenetico e i tantissimi mostri, fuorilegge mutanti e mercenari ci si accorge che il vero punto di forza del gioco è la modalità multiplayer cooperativa e non la profondità del gioco, dato che il sistema di dialogo è pressoche assente e le uniche scelte che potremo fare consistono nello scegliere le quest secondarie disseminate all'interno del mondo di gioco. Nonostante il gioco diventi monotono alle lunghe (tanto che non ho giocato tutti i DLC dell'edizione speciale del gioco) ci sono tre punti di forza che aumentano molto il "valore del gioco" : varie citazioni al cinema d'azione di serie A e B, come ad esempio nomi di personaggi non giocanti di alcune quest (primarie e non) come Bruce Mclane (tributo a Die Hard), Skagzilla (penso sia ovvio) e Mad Mel (omaggio al quasi omonimo film con Mel Gibson), poi vi è la colonna sonora, che mostra dei temi orecchiabili e ben fatti che rispecchiano perfettamente l'aspetto umoristico del gioco e l'appena citato humour, irriverente, demenziale e soprattutto deliziosamente TRASH.

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giovedì 20 gennaio 2011

Mass Effect

Veniamo al primo episodio di Mass Effect.
La gloriosa Bioware, che ci ha già regalato titoli pregevoli ispirati al mondo di D&d, ha deciso di cambiare coordinate spaziotemporli per passare dalle terre del mondo fantasy allo spazio profondo del genere fantascientifico.
Nel mondo di Mass Effect la razza umana è incappata su Marte sulle rovine di un'antica razza aliena, dotata di tecnologie areospaziali che garantiscono agli umani di raggiungere velocemente qualsiasi punto dela Galassia...raggiungendo così forme di vita aliene civilizzate e non che prima soli i burini intervistati a Voyager dicevano di aver visto dal vivo.
In quanto ultimi arrivati gli umani si ritrovano a essere spesso snobbati dagli altri abitanti dell'Universo, che danno loro minor potere contrattuale all'interno di un'organizzazione poltica formata dalle razze dominanti.
Le razze con maggiore potere contrattuale che formano il Consglio sono:
- gli Asari, esseri unisex immortali e con predisposizioni biotiche, molto simili agli elfi, ma più simpatici e senza l'imbarazzante presenza di maschi eufebici, dato che hanno tutti le fattezze femminili (viene da sè che è prevista anche la riproduzione fra membri dello stesso sesso)
- i Turian, alieni avanzati e bellicosi
- I Salarian, dei nerd che vivono al massimo trent'anni
Seguono poi una serie di altre razze non meno importanti nel gioco, ma minoritarie rispetto a quelle che ho detto e dicerto non meno pittoresche; fra loro spiccano gli Elcor per originalità, una razza lenta perchè abituata a una forza gravitazionale che li costringe a movimenti cauti per non finire schiacciata al suo spesso peso e incapace di esprimere le emozioni attraverso il tono e quindi costretta a descrivere a parole ogni suo stato d'animo punto per punto.
Il personaggio che impersonerete è un membro della razza umana che inizia la issione a come ufficiale della Normandy, una nave molto veloce con la capacità di sfuggire ai radar dei nemici guidata da un tostissimo pilota soprannominato Joker, poco agile a causa di una rarissima malattia genetica che ha reso sue ossa fragilissime, ma che non gli impedisce di essere un Dio quando sta seduto davanti alla cloche.
Tornando al vostro personaggio, ha un cognome preso dal famoso astrnauta Alan Shepard e potete cambiare a vostro piacimento tutto il resto, come l'aspetto, il background e la classe.
Il gioco conserva elementi di gioco di ruolo ereditati dalla somma serie di Baldur's Gate, anche se le regole sono meno rigide per quanto riguarda le classi.
La vostra squadra è formata da 3 elementi che potete scegliere e a cui potete dare ordini con un sistema di comando che mette il gioco in pausa e vi permette di elaborare una strategia.
Le classi non combattenti sono senz'altro meno robuste delle altre, ma possono comnque usare qualsiasi tipo di arma, anche le più toste, sebbene non bene quanto le classi specializzate.
Come con Baldur's Gate, il gioco è definito da una serie di missioni che garantiscono il proseguimanto della trama, ma anche da quest secondarie, dove dovrete ogni volta formare una squadra quilibrata per quanto riguarda le capacità tecnologiche, che vi permettono di manomettere sistemi di accesso e infrmazione, quelle biotiche (in sostanza incantesimi in versione fantascientifica) e il caro vecchio personaggio combattente.
Peccato che l'intelligennza artificiale dei compagni non sia eccelsa, anche se la loro utilità è comunque indubbia e questo problema è per fortuna risolto col seguito.
I personaggi ogni volta chesalgono livello possono spendere i punti abilità guadagnati nelle varie specializzazioni che riguardano armi e poteri tecnologici o biotici.
Il vostro personaggio dovra tenere conto anche dei punti da spendere nell'e abilità intimidire e fascino, abilità che vi permetteranno, se avete abbastanza punti, di sbloccare passaggi durante i dialoghi e garantendovi di ottenere vantaggi, informazioni e punti esperienza che altrimenti non avreste guadagnato. Consiglio: appena potete mettete tutti i punti che avete in queste abilità, dato che solo voi potete mettervele.
I dialoghi sono importanti.
Per ogni passaggio significativo, avrete la maggiorparte delle volte tre scelte sul quadrante di destra<. quella in alto indica un comportamento buono, esemplare, quella al centro neutro, quella in basso è cattivo, rinnegato
Esemplare e rinnegato sono simili alla condotta morale di Baldur's Gate, anche se a livello morale non completamente sovrapponibili. Sono importanti perchè spesso producono reazioni diverse fra i personaggi e vi danno punti di conseguenza. La chicca di questa serie è la possiblità di esportare il vostro personaggio nel seguito.
E non saranno solo l'aspetto, i punti esperienza e le abilità (comunque potete cambiare aspetto e classe nel seguito se volete), ma le azioni del primo avranno influenza nel secondo episodio.
Del resto sfido chiunque a snobbare Miranda!
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sabato 16 ottobre 2010

Crusaders - Thy Kingdom Come


Come promesso sono riuscito dopo insidiose imprese a procurarmi il gioco della Neocore che ha formato le fondamenta per King Arthur recensito qualche mese fa. Come forse si è capito da quel che ho appena scritto, in Italia la distribuzione in lingua nostrana non ha seguito il giusto ordine cronologico. Nonostante King Arthur sia del 2009 e Crusaders dell'anno prima in Italia sono stati tradotti praticamente in contemporanea favorendo naturalmente la preferenza dei giocatori italici nei confronti di Re Artù trascurando quindi gli affascinanti scontri nella Terrasanta. Tuttavia, dopo aver gustato l'atmosfera celtica del primo e le sue chicche relative alla giocabilità ho avuto la curiosità di gettarmi anche sull'altro...Ma troppo tardi, tanto che l'ho ritrovato solo pochi giorni fa in un gamestop. Appena possibile mi sono ggettato a giocare a questo titolo, provando sopratutto nelle prime ore un inaspettato entusiasmo. La campagna consiste in 15 battaglie ( o meglio schermaglie dato che il numero dei soldati non è elevatissimo) sempre più complicate e pericolose, ed è la varietà di queste missioni che riesce a distogliere da una difficoltà a volte snervante: si va dal classico "ammazzali tutti quanti" a missioni in cui dobbiamo scortare un nobile compagno d'armi o un ambasciatore pontificio dall'altra parte della mappa, evitando che Selgiuchidi o Fatimidi lo uccidano e ne facciano un filetto di cristiano al gratin.Nonostante le apparenze il gioco tende a distanziarsi dalla linearità, spesso eccessiva per alcuni giochi di strategia e se il giocatore è particolarmente paziente la rigiocabilità del titolo è elevata: Ampia è la scelta del giocatore che permette di interpretare come alter ego uno tra 4 principi europei, ognuno con le sue truppe iniziali, specializzazioni in combattimento, livello di esperienza, "budget" e fede nella guerra santa indetta dal Papa. C'è il princpe spagnolo, un crociato pieno di fervore ma non di pecunia abile nella guerriglia e nel comando di truppe leggere, il francese di nobili (e ricchi) natali potente generale di cavalieri ma ancora giovane e inesperto, l'inglese, poco devoto ma buon comandante di arcieri , il principe tedesco senza particolari specializzazioni e quello che ho voluto scegliere io,il principe normanno, Roberto di Napoli, dotato di pochi "legami politici" (vedi dopo) non molta grana all'inizio della crociata, ma specializzato nel condurre fanteria pesante e con un esercito formato da truppe esperte e ben armate. Prima ho citato i legami politici ed essi sono determinanti nel corso della guerra, dato che influenzano sia i tipi di truppe che possiamo portare nelle nostre file (ad esempio i francesi ci permetteranno di reclutare la cavalleria francese,i normanni, se contenti del nostro operato ci concederanno i loro arcieri, particolarmente abili e via dicendo) sia possibili sconti nelle armi e nelle armature che se vogliamo possiamo potenziare nel corso dell'impresa, abilità uniche per il nostro eroe, oppure ancora un nuovo seguace di nobili natali disposto a combattere sotto la nostra bandiera. I modi per accaparrarsi questi "favori" sono due: il primo è scegliere di combattere la prossima battaglia con lo stendardo di tale fazione oppure svolgendo missioni secondarie nel corso delle battaglie, come punire crociati che si sono dati alla macchia, o uccidere spie di una fazione determinata (oppure semplicemente incontrarle "lavorando" per la suddetta fazione, a seconda della scelta che vogliamo intraprendere). Il difetto di questi obiettivi facoltativi è che spesso sono più difficili della missione primaria stessa e se falliscono danneggiano la reputazione del nostro alter ego in armatura. Il rapporto con la storia è ambiguo, anche se alcune unità possono risultare anacronistiche per la loro armatura troppo elaborata, le notizie storiche date nei briefing delle missioni sono interessanti e realistiche, tanto che (almeno per un appassionato di storia come il sottoscritto) a volte rappresentano un buon motivo per proseguire nel gioco facendosi anche una cultura. Due piccioni con una fava!

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venerdì 6 agosto 2010

Rising Kingdoms


Non penso che ci sia molto da dire su Rising Kingdoms. il risultato che lo sviluppatore bulgaro Haemimont Games ha ottenuto è un ibrido tra le sue precedenti creature come la saga di Imperium (RK eredita il motore grafico, il concetto degli accampamenti indipendenti e lo stile con cui sono raffigurati i ritratti delle unità e degli eroi in campo) e Warcraft 3 (nella trama e in particolare nell'eroe principale della campagna degli Umani, marcatamente simile ad Arthas, il principe saccente di Warcraft 3, anche lui della campagna umana del relativo gioco). Gli sviluppatori hanno avuto la triste idea di togliere dal gioco fantasy la razza nanica (noooooo!!!!) ma la bella idea di ridurre gli elfi ad una delle tante razze minori da sottomettere e sfruttare a dovere. La cosa interessante del gioco è la gestione del limite della popolazione che si ottiene, si, edificando le abitazioni, ma il "materiale" necessario non è tanto il legno, ma i "punti gloria" che sono simili ai classici punti d'esperienza dato che vanno spesi anche per potenziare le abilità degli eroi, ma che si ottengono in modo diverso in base alle popolazioni da noi sottomesse delle colonie di razze minori come troll, elfi e draghi, e in base al potere peculiare della fazione scelta dal giocatore. Ad esempio con gli umani i punti gloria si ottengono uccidendo le guardie delle colonie avversarie, se assoggettiamo i troll la gloria la si può ottenere in modo particolarmente pratico ovvero distruggendo edifici avversari. Portando il discorso verso le razze principali ci vediamo di fronte a tre razze: Umani, Abitanti delle foreste, e Abitanti delle Tenebre. I primi sono abbastanza classici: arcieri con arco lungo, spadaccini, picchieri e cavalleria, i secondi sono umanoidi selvaggi (non elfi per fortuna!) che tizi forzuti ma anche astuti evocatori specializzati nel soggiogare la natura e i terzi sono creature mostruose potenti e di indole malvagia con i classici desideri di conquistare il mondo e blablabla. La musica è carina e a volte offre pezzi dal sapore rock-metal che, come sempre sostengo, vanno su tutto sia dal fantasy alla fantascienza!
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giovedì 25 marzo 2010

Silent Storm

Mischiate cibernetica, qualche elemento dei giochi di ruolo a turni, l'affascinante periodo della seconda guerra mondiale e una grande varietà di armi. In questo modo avrete come risultato questo divertente e oserei dire ambizioso titolo. Il gioco ci mette nei panni di un agente speciale di cui possiamo scegliere sesso, aspetto fisico nazionalità (giapponese, tedesca e italiana, se vogliamo combattere con l'asse; russa, britannica e statunitense se si vuole combattere con gli alleati) e soprattutto la classe da usare in combattimento, ognuna delle quali ha talenti unici ad esempio il "soldato" è un ruolo che dà il meglio di sè con mitragliatrici pesanti, il "geniere" è paragonabile ad un "ladro" dei giochi di ruolo fantasy essendo particolarmente abile nel posizionare e disinnescare trappole e scassinare ecc. Finita la creazione del personaggio siamo già catapultati nell'azione e ci troviamo nel mezzo della seconda guerra mondiale, precisamente nel 1943 e dopo la prima missione, che consiste in una sorta di tutorial dovremo creare il nostro A-team personalizzato avendo a disposizione un buon numero di agenti speciali abbastanza caratterizzati. Con questa squadra di specialisti dovremo combattere sia l'avversario "di tutti i giorni" ovvero i tedeschi o gli alleati a seconda della fazione scelta e, col procedere della trama bisognerà affrontare una misteriosa organizzazione dotata di armamenti avveniristici quali potenti armi ad energia e letali armature da combattimento chiamate Panzerklein capaci di dare una gran dose di potenza extra ai vostri nemici come ai vostri soldati. Ma come funziona questo cocktail di fantascienza e storia? Silent Storm fonde gioco di ruolo e strategia a turni per i momenti di azione e nei (pochi) momenti di quiete si gioca in tempo reale. I soldati fanno esperienza e progrediscono tramite un classico sistema "ad albero" in cui il giocatore può scegliere tra varie abilità che vanno all'abilità con fucili di precisione alla riduzione del consumo di "punti azione" necessari a spostamenti e attacchi. Purtroppo la perfezione non è raggiungibile si sa, infatti Silent Storm ha qualche difetto. La colonna sonora, per quanto carina, dopo un po' tende a stancare e in alcune situazioni, i comandi possono risultare un po' troppo macchinosi per il giocatore standard.
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venerdì 19 febbraio 2010

King's Bounty: The Legend


Non ho purtroppo avuto modo di giocare al gioco originale, uscito nell'ormai lontanissimo 1990, e sono passato direttamente al remake, sia perchè è difficile trovare il gioco vecchio, sia perchè, mi duole ammetterlo, sono troppo viziato per una grafica di 20 anni fa. Da quanto ho avuto modo di sapere il vecchio KB ha gettato le radici per il gameplay della più famosa serie di giochi di Heroes Of Might And Magic, dando le basi per quanto riguarda la gestione dell'eroe e le regole dei combattimenti (Heroes aggiungerà al suo gameplay l'aggiunta della gestone dei castelli e della gestione di più di un eroe, e renderà il gioco completamente a turni, a differenza di KB che è a turni nei combattimenti e in tempo reale nella mappa strategica). il numero dell'esercito che fa parte del seguito dell'alter ego del giocatore dipende da un fattore particolare, il comando, che gli permette di reclutare un certo numero di unità in base al livello di questa (spiegandomi meglio con un tot di comando possiamo avere nell'esercito 20 unità di livello 1 e 10 di livello 2) quindi il nostro esercito non dipenderà solamente dalle nostre ricchezze in denaro, ma in particolare dal carisma dato dal fattore che ho citato sopra. Le chicche di questo gioco non si trovano nella trama che, mi dispiace dirlo, non è per nulla originale (tipico scenario fantasy in cui il giocatore deve salvare il regno blablablabla) ma si notano principalmente nella possibilità di sposarsi e generare una famiglia (anche se in tempi scandalosamente veloci). Questa famiglia non è fatta "per bellezza", ma a seconda della moglie che sceglieremo di rendere la nostra fedele consorte ne avremo dei bonus variegati che vanno dall'aumento dell'attacco delle truppe del giocatore e bonus a particolare unità. I figli faranno più o meno lo stesso occupando uno dei 4 slot aggiuntivi che la moglie ci regala (precludendoci però la possibilità di affidare alla moglie uno dei nostri oggetti che non possiamo indossare ma ci potrebbe essere utile in battaglia). Se ci siamo stancati della cara mogliera potremo ripudiarla al prezzo di lasciarle tutti i figli e un quinto del nostro budget per fare posto ad una più abile consorte o semplicissimo per purissimo piacere maschilista del rimanere SINGLE. Seconda peculiarità del gioco è rappresentata dal vaso della Rabbia, che contiene degli spiriti che supportano il nostro esercito se li nutriamo con la nostra rabbia. Questa rabbia è un energia che si ottiene in combattimento, sia perdendo le proprie truppe sia uccidendo quelle nemiche e, logicamente a differenza del Mana non si ricarica col passare del tempo ma si prosciuga quando non siamo in combattimento. La rabbia serve anche a mettere ad aumentare la percentuale con cui i nostri soldati possono infliggere potenti colpi critici. Terza innovazione è quella degli oggetti "viventi". Alcuni artefatti, che troviamo nel corso del gioco, sono controllati da creature magiche di un altra dimensione, che possiamo affrontare in combattimento per due motivi: o per potenziare il bonus dell'oggetto in questione, oppure per soggiogare queste creature se queste sono ribelli e si rifiutano di darci l'aiuto che ci spetta. Questi particolari combattimenti sono più complessi di quelli che affrontiamo di solito, dato che oltre che uccidere le i mostri evocati bisogna distruggere le torrette che ospitano i gremlin che controllano l'oggetto, tali maligne e odiose creaturine vorranno renderci difficile il compito o evocando ulteriori servitori vogliosi di trucidarci allegramente oppure maledicono e danneggiano le nostre schiere con incantesimi offensivi. Le classi con cui affrontare l'avventura sono tre e sono, anche se necessitano di un approccio diverso, abbastanza banali. La prima è il guerriero, generale carismatico che comanda eserciti numerosi e potenti, ma non è molto abile con gli incantesimi di supporto, la seconda classe è quella del paladino ed è un personaggio ibrido che ha sia abbastanza carisma per guidare un discreto esercito, che abbastanza abilità magiche per affrontare il nemico con un minimo di tattica, e infine la terza "professione" quella del mago che a differenza delle altre due classi preferisce di avere un esercito ridotto, ma abbondanti riserve di mana con cui castigare le forze nemiche tramite potenti incantesimi.

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venerdì 8 gennaio 2010

Demon Stone

Se qualche lettore è un amante, come me delle ambientazioni fantasy dei Reami Dimenticati, può provare e ritenere gradevole Demon Stone. I motivi sono semplici, questo titolo infatti ha dalla sua parte una trama interessante scritta nientepopodimeno che da R.A. Salvatore, scrittore americano conosciuto per avere scritto per il marchio Forgotten Realms le avventure dell'elfo oscuro votato al bene Drizzt Do'Urden (che fa anche una breve apparizione nel gioco come alleato dei tre protagonisti). Passando al gioco vero e proprio ci troviamo di fronte ad una conversione dell'universo di Dungeons And Dragons in un gioco d'azione, che purtroppo si vede, è stato portato di peso da una console diversa dal PC, tanto che è vivamente consigliato l'uso del joypad per non avere troppi problemi coi comandi e la telecamera spesso entrambi rigidi. Le regole tipiche di Dungeons And Dragons sono solo state ridimensionate parecchio per semplificare il gameplay visibilmente votato all'azione pura. Tuttavia l'universo del gioco di ruolo insieme a due dei suoi personaggi più famosi (il già citato Drizzt e lo stregone Khelben Black Staff) non ha ricevuto particolari "offese" anzi è stato trasferito in modo adeguato. Le vicende seguono le avventure di un trio di avventurieri rinnegati per motivi diversi. Rannek, un possente guerriero del Nord si è autoesiliato dal proprio clan per non essere stato capace di difendere il suo villaggio da un attacco di troll dei ghiacci; Zhai una cinica mezzosangue nata da un elfo dei boschi e una drow che è stata cacciata dal villaggio dove è cresciuta dopo che è morto il padre, l'unico nel villaggio a non trattarla da estranea e infine Illius, lo stregone del trio (doppiato dal leggendario Claudio Moneta) che ha imparato le arti magiche contro la volontà della famiglia, prestigiosa stirpe di cavalieri, che in risposta lo ha ripudiato come figlio e cacciato di casa. Insieme questi tre viaggiatori si troveranno per caso in mezzo ad una battaglia e si rifugiano in una caverna per sfuggire ad un drago. In questa grotta profonda vengono portati con l'inganno a rompere tre sigilli che tengono prigioniere due potenti creature del sottosuolo che si combattono da secoli e che potrebbero minacciare i Reami dimenticati portando caos e distruzione nel caso uno dei due mostri vincesse... Appena compreso il loro enorme errore gli eroi dovranno trovare il modo per riportare alla normalità il loro mondo. Un utilizzo equilibrato delle abilità dei tre personaggi è essenziale per raggiungere la fine del gioco, dato che ognuno ha le sue abilità. Il guerriero, devo purtroppo ammettere che non è il massimo dell'originalità si limita a picchiare e basta a parte qualche particolare abilità speciale, la ladra è essenziale per colpire i nemici in silenzio e senza farsi notare grazie alla sua abilità di rendersi invisibile e uccidere con un colpo solo nemici ignari, infine se vi piace il combattimento a lungo raggio dovrete specializzarvi con lo stregone in grado di aiutare il gruppo con incantesimi di supporto e insidiare i nemici con magie varie
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giovedì 3 dicembre 2009

Majesty 2: The Fantasy Kingdom Sim

Dopo quasi 10 anni dal primo episodio coloro che hanno apprezzato questa chicca dell'arte videoludica possono dare sfogo al loro entusiasmo più totale, il tutto, naturalmente, con un pc degno di questo nome. Io, per questo entusiasmo ho avuto la fretta di procurarmelo nonostante un computer che va ancora a muli e mi sono dovuto coraggiosamente battere con uno dei più fastidiosi nemici del videogiocatore, ovvero la lunghezza dei caricamenti, ostacolo parecchio coriaceo se hai un pc obsoleto. Ancora una volta, dopo la serie di Europa Universalis e dopo Hearts Of Iron 2, devo lodare la Paradox dal punto di vista sentimentale, perchè si è presa coraggiosamente l'incarico di pubblicare sugli scaffali una sequel ad un titolo unico. D'altra parte lo sviluppatore russo 1C Company ha avuto anche l'idea di aggiungere piccole risorse utili al giocatore, come la compressione del tempo e la presenza dei Lord (alla fine di ogni missione ci sarà concessa la scelta di un eroe da promuovere che potremo far scendere in campo nelle missioni successive) che sono aggiunte che migliorano il gameplay, ma che non contaminano in modo eccessivo quello che il giocatore aveva apprezzato nel primo Majesty. E quelle cose che facevano di quel titolo un gioco unico e rivoluzionario sono rimaste invariate. Quali cose ? Il controllo indiretto dei propri eroi, l'originale punto di vista, in cui noi non vestiamo i panni dell'eroe di turno che deve fare la determinata impresa per il sovrano inguaiato di turno: qui infatti siamo quel sovrano inguaiato, tanto che per difendere il nostro regno e compiere le nostre missioni dovremo promettere ricompense per taglie, missioni di ricognizione e di difesa nel nostro reame per mantenerlo pacifico e prospero. Se poi consideriamo un nemico o un edificio da evitare potremo imporre anche un bando che proibisce ai nostri servitori di averci a che fare, almeno fino a quando quel pericolo non sarà possibile da distruggere (anche in questo caso dovremo mettere mano al portafoglio per impedire agli eroi di avventurarsi in tale folle impresa) . A rendere particolarmente bello il gioco è anche la cura che è stata riservata ai legami col primo gioco, se un fan navigato del primo titolo si chiede " che fine ha fatto il dio Lunord?" dato che non sarà possibile reclutare gli adepti come era permesso invece nel primo titolo, verremo a sapere dalle descrizioni delle unità e gilde (e alcune di queste descrizioni sono pregne di uno humour graffiante nei confronti del genere Fantasy) che successivamente alle vicende di Majesty (non dimentichiamo che questo tiolo è ambientato ben mezzo secolo dopo!) quel dio è diventato malvagio ed è stato bandito dal Pantheon di Ardania, se invece ci chiediamo che fine hanno fatto i monaci di Dauros, sapremo che sono stati soppressi dopo il suddetto "cambiamento di rotta" di Lunord e sostituiti dai coriacei paladini. Passiamo alla trama. Un re, tale Leonard, si è accorto di essere ormai anziano e di non aver compiuto durante la sua vita delle imprese gloriose che gli consentano l'immortalità, almeno nella storia del regno di Ardania e quindi raduna i suoi migliori maghi per "procurarsi" una sfida che gli consenta di entrare nella storia come un re coraggioso. La sfida in questione è un potente demonio che in teoria sarebbe stato facilmente sconfitto dal re Leonard, tuttavia le cose non vanno secondo i piani e il demone riesce a vincere contro il povero re e prendere le redini del regno. E qui entra in gioco il nostro alter ego, ultimo erede della linea di discendenza reale trovato dal consigliere di Leonard, e nei panni di questo viziato principino dovremmo fare di tutto per riprendere il nostro trono che ci spetta di diritto e riportare la pace nel reame, dando ascolto al nostro pittoresco consigliere che nei suoi briefing e nei suoi interventi durante le missioni di gioco ci strappa qualche piacevole risata... Forse avrete capito che protagonista e motore del gioco è uno humour smaliziato e graffiante che prende in giro tutto l'immaginario fantasy, quindi immaginatevi elfe dandy, maghi che si cacciano quasi sempre nei guai, guerrieri sbruffoni e ladre non troppo coraggiose. Menzione d'onore al fatto che il simpatico doppiatore del consigliere reale non è stato cambiato dopo 10 anni!
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lunedì 9 novembre 2009

Sid Meier's Pirates!

Nonostante lo stile un po' fanciullesco (quando ci sono i pirati in mezzo è, aihmè, quasi inevitabile) questo gioco è un piccolo gioiellino. Il protagonista, la cui famiglia è stata rovinata da un malvagio marchese spagnolo, decide di imbarcarsi in cerca di fortuna e di vendetta. Nazionalità e abilità dell'eroe saranno ovviamente a discrezione del giocatore, si potranno acquistare durante il gioco anche oggetti che incrementano le capacità.
La trama del gioco è lineare, ma potete interrompere il gioco quando volete, anche alla prima spartizione del bottino. Questo ovviamente influirà sul punteggio, che in questo caso sarà scarso, dato che non sarete riuscito a raggiungere nè gli obbiettivi principali, ovvero la vostra vendetta e la ricostruzione della vostra famiglia, nè quelli secondari quali la ricchezza, la fama e una bella moglie.
I comandi di gioco sono semplici: durante la navigazione, le battaglie navali e i duelli degli arrembaggi potrete usare i tasti direzionali per virare, cannoneggiare e combattere di scherma.
Ma non dovrete vedervela solo con battaglie in mare aperto.
Potrete anche scegliere di portare in vostri uomini a combattere via terra contro le truppe di una guarnigione cittadina, improvvisarvi cartografi per trovare tesori e città mitiche e, cosa fin'ora trascurata nei pochi giochi pirateschi in circolazione, vedervela con le corti dei governatori, per ingraziarveli e ottenere favori, missioni e il privilegio di fare la corte alle loro (non sempre!) fascinose figlie.
Potete aver conquistato città con colpi di mano strabilianti, affondato galeoni da quaranta cannoni, catturato i criminali più temibili di tutti i Caraibi, ma c'è una cosa che, senza la giusta dose di pratica, vi sembrerà un ostacolo insormontabile: il ballo al gran galà con la figlia del governatore!
Il gioco ha uno schema un po' rigido, che presto diventa ripetitivo. Il Baron Raymundo potete averlo sconfitto anche dieci volte, ma un minuto dopo spunta dall'altra parte dei Caraibi con una nuova nave e un altro pezzo di mappa.
Ma in ogni caso, resta un gioco molto piacevole.
L'idea di usare un sistema di gioco che accomuni tutte le fasi del gioco, i duelli, i dialoghi, le battaglie navali, il ballo e le missioni stealth, è stata una mossa furba e redditizia.
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lunedì 26 ottobre 2009

Dragon Age: Origins - Io non posso ancora giocarci e SOFFRO!

Orgasmo Nerd. Ecco cosa si prova guardando il trailer di questo titolo. Gli ingredienti ci sono, al 100%: una veste grafica accattivante per i viziati della grafica, scene di combattimento dal sapore epico e violenza allo stato puro per gli amanti dell'azione che non disdegna un pizzico di buon vecchio splatter, una canzone "dura" che coinvolge lo spettatore (in questo caso This is New Shit di Marylin Manson) delle scene Hot per gli appassionati di...Vabbè avete capito e infine una Software House che è riuscita quasi sempre a farsi amare, ovvero la Bioware, degna dei maggiori onori per le sue serie giochi di ruolo come Baldur's Gate, Icewind Dale, Neverwinter Nights e Mass Effect. Ma c'è un però, che mi toglie il sorriso dalle labbra e lo sguardo ebete da innamorato: per fare girare in modo decente questo capolavoro bisognerà rubare il computer a Bill Gates, perchè si sa, l'ottima grafica per essere vista fluida e perfetta ha bisogno di un PC all'ennesima potenza di cui purtroppo ancora non dispongo, e questo mi fa venire voglia di cedere all' XBOX360 e alla Play Station 3, che hanno il vantaggio di non dovere essere potenziate ogni due secondi, ma che per uno della vecchia guardia informatica come il sottoscritto significherebbe cedere al lato oscuro del divertimento videoludico. Spero solo che presto avrò un Computer degno di questo nome.

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martedì 15 settembre 2009

The Witcher

Non ho letto il romanzo da cui è preso il gioco, purtroppo. Dico purtroppo sia perchè è impossibile trovare il libro (scritto da un abile autore polacco) tradotto nell'italica lingua e sia perchè non ho avuto modo di poter assaporare al meglio i collegamenti con l'originale. Non fatevi ingannare dalla mia intoduzione perchè il gioco è assolutamente un buon titolo e i motivi non sono pochi. Prima di tutto il gioco ci mostra una trama interessante e originale, in cui impersoneremo Geralt di Rivia. Questo enigmatico personaggio fa parte di un gruppo di mutanti che, sacrificando parte dell'umanità e la possibilità di avere figli, proteggono gli umani dai mostri. Tuttavia questa protezione non riceve gli onori che merita, anzi, questi cacciatori, gli Witcher, sono oggetto di feroci discriminazioni razziste che li hanno costretti a vivere lontani dalla civiltà. In seguito ad un assalto ad una delle poche fortezze di Witcher rimanenti i cacciatori sono decisi a fare luce su questo misterioso attacco e si dividono per indagare e scoprire cosa minaccia sia la razza umana che i Witcher. Il gioco sfrutta l'Aurora Engine (opportunamente aggiornato), che già aveva dato prova di sè col primo titolo della serie Neverwinter Nights, che permette (con un computer adeguatamente potente) dei paesaggi realistici e una resa grafica dei personaggi credibile . Se siete troppo pignoli per la grafica, potete potenziarla ulteriormente acquistando The Witcher Enhanced edition, che migliora alcuni particolari della grafica, in particolar modo dei personaggi, che oltre ad avere una nuova veste grafica gesticoleranno in modo più realistico dell'edizione originale. Sul Gameplay c'è ben poco da storcere il naso. Infatti le azioni possibili sono di un numero soddisfacentemente elevato, e sono anche divertenti. Persino il "banale" combattimento in mischia offre delle sorprese, infatti lo stile di attacco sarà facilmente e originalmente personalizzabile in tre comode modalità, ovvero attacco pesante, attacco veloce e attacco di gruppo. Il primo è buono contro personaggi potenti e coriacei il secondo contro nemici agili ma fragili e il terzo servirà quando il personaggio principale è circondato dagli avversari. Oltre al canonico spada contro spada potremo anche darci al gioco d'azzardo in combattimenti a mani nude nelle taverne, in cui dovremo mettere K.O. l'avversario senza uscire dal "Ring". Rimanendo tra le mura della taverna inoltre, si avrà la possibilità di fare delle gare di bevute per guadagnare denaro, oggetti o informazioni utili al proseguimento della trama. L'alcol come avrete capito non sarà un particolare ininfluente, e se il personaggio esagera barcollerà e sarà meno efficiente nel combattimento e sarà più lento. L'alchimia anche è un elemento centrale che sarà utilissimo al protagonista per potenziare le sue caratteristiche e per procurargli pozioni di ogni genere, speciali unguenti per migliorare temporaneamente le sue armi e bombe il cui uso penso sia chiaro a tutti. La gestione dell'armamento è semplice: avremo a disposizione 4 slot per le armi: uno occupato dalle spade a due mani di metallo (utili contro i nemici umani e animali) , un secondo coccupato dalle spade a due mani di argento (potenti invece contro i mostri) e due slot aggiuntivi tenuti in serbo per armi a una e a due mani che non siano necessariamente spade, come asce, mazze e pugnali.
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martedì 28 luglio 2009

The Bard's Tale

Questo gioco non ha ricevuto i giusti onori ed è presto finito nel dimenticatoio perchè nel 2004, anno di pubblicazione del titolo, c'era una concorrenza spietata sul fatto di gameplay e grafica e per il fatto che il gioco è stato rilasciato solo in parlato inglese. In effetti il gameplay è quello di un hack 'n slash standard con una gestione dell'inventario ridotta al minimo e poche azioni possibili. La grafica è carina, ma si sa, il videogiocatore medio non si accontenta facilmente e quindi tende a cestinare alcuni "acquisti videoludici". Ora che ho detto i principali difetti passiamo invece ai pregi. Bard's Tale è uno di quei giochi che vanno apprezzati non tanto per i combattimenti, le magie o altro. Anzi la ricchezza del gioco sta in altre cose. Primo punto di forza è la trama, un po' lineare, è vero, ma originale e dotata di uno humour irriverente tutto suo che inizialmente sembra un insieme di tutti i clichè della letteratura e della videoludica fantasy, ma man mano che si procede si avranno parecchie sorprese dove tutti i punti cardine di questo genere verranno ripetutamente presi in giro. Il gioco ci porta nei panni di un Bardo (come si capisce dal titolo) interessato solamente ad alcol, oro, belle donne e a modi per ottenere tutto questo. E il caso vuole che il nostro vanaglorioso eroe venga avvicinato da un misterioso gruppo che lo incarica di liberare una principessa da un malvagio druido che la tiene prigioniera in una torre, ma la missione si rivela molto più ardua del previsto e nel suo viaggio, tanto che si accorgerà che altri avventurieri, ben più virtuosi di lui abbiano avuto la peggio nel cercare di salvare la Principessa... Altro punto di forza del gioco è la musica, vedremo infatti ogni tanto, nel gioco PNG che si esibiranno in canzoni da taverna (ma anche in circostanze particolari, proposte in modi particolarmente demenziali) divertenti e orecchiabili.

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giovedì 25 giugno 2009

Dark Messiah Of Might And Magic


Dark Messiah ci porta nei panni di Sareth, giovane apprendista, dal passato sconosciuto, del mago Phenrig. Incaricato da questi per trovare un artefatto arcano, il Teschio delle Ombre, dovrà unirsi ad una spedizione guidata dall'affascinante Lady Leanna in un antico Tempio sorvegliato da potenti guerrieri orcheschi. Ma non finisce qui, il misterioso manufatto è ambito anche dai necromanti e man mano che Sareth viaggerà nel mondo di Ashan riuscirà a scoprire qualcosa di inquietante sul suo retaggio... Dopo aver parlato della trama, a mio parere gradevole ma non eccellente passiamo al punto focale del gioco, ovvero il Gameplay. Questo first Person Shooter è molto particolare. Infatti non si usano le solite mitragliatrici Thompson o i fucili d'assalto AK-47, ma armi bianche, incantesimi e archi. Questo rende il gioco molto ambizioso e dà buoni motivi per provarlo, data la buona varietà di combinazioni possibili per quanto riguarda magie e tattiche di combattimento, siano esse di scherma, o di tiro con l'arco. Divertente la possibilità(possibile grazie al Source Engine già visto in Half Life 2), data al giocatore, di utilizzare l'ambiente di gioco a suo piacimento: in un combattimento affollato di nemici, il giocatore potrà scegliere di utilizzare tattiche poco ortodosse come rompere con l'arma o con un semplice calcio i sostegni di legno di una piattaforma piena di barili, oppure recidere una corda per far cadere sulla testa di un nemico una cassa di legno. L'ambiente sarà un arma inestimabile, ad esempio l'incantesimo di congelamento potrà essere utilizzato per trasformare temporaneamente in ghiaccioli i nemici del giocatore, ma anche per rendere un pavimento più scivoloso, facendo di conseguenza inciampare l'ignaro avversario, avendo la possibilità di approfittare della situazione e trafiggerlo con la spada. Le superfici del gioco non sono solo ornamentali, infatti l'acqua sarà ugualmente sottoposta alla fisica, quindi se attiriamo un simpatico ciclope in una pozza d'acqua potremo divertirci ad arrostirlo con una letale scarica elettrica nell'acqua. Un oggetto irrinunciabile sarà l'arco delle liane che troveremo abbastanza presto nel gioco, che ci permetterà di creare delle liane semplicemente scoccando una freccia su di una superficie di legno e in questo modo avremo la possibilità di raggiungere aree segrete in cui trovare pozioni di cura o anche equipaggiamento extra. Naturalmente non potremo fare TUTTO a piacimento, molte abilità infatti le guadagneremo solo col procedere del gioco dato che bisognerà guadagnare l'esperienza per migliorare il nostro fisico, le abilità (e magie) varie e il nostro intelletto. Questi punti esperienza non li guadagneremo uccidendo nemici ma solo compiendo gli obiettivi del gioco, quindi non dovremo sempre fare piazza pulita di mostri siano zombies, ghoul, orchi e mercenari malvagi, perchè ci si guadagnano solo botte e poco spesso qualche oggetto utile.

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martedì 16 giugno 2009

Vampire The Masquerade Bloodlines


Nonostante la massiccia e fastidiosa presenza di bug, che potrebbe scoraggiare i videogiocatori meno pazienti, non si può certo dire che questo sia un titolo da buttare. Armandosi di pazienza e di una carrellata di patches questo gioco può diventare eccellente. Certamente non lo si può etichettare come un semplice gioco di ruolo dato che convergono moltissimi aspetti del First Person Shooter e dei giochi stealth. I combattimenti (a parte qualche potere vampirico particolarmente coreografico) però, sono una parte secondaria , è molto influente invece è la parte dedicata ai dialoghi in cui potremmo giostrarci grazie al nostro retaggio vampirico. Chi è un seduttore potrà usare il proprio aspetto per affascinare i nostri interlocutori per nutrirci da bravi succhiasangue, avere informazioni interessanti o oggetti. Lo stesso effetto (tranne che per il nutrimento) lo si potrà ottenere intimidendo o persuadendo. Oppure a volte alcuni clan vampirici particolari potranno utilizzare le peculiarità della loro personalità. Chi è un Malkavian (un vampiro con turbe psichiche) potrà "contagiare" con la propria demenza il povero interlocutore, oppure un Ventrue (un vampiro aristocratico) potrà ipnotizzarlo. Ma passiamo alla trama, primo vero punto di forza del gioco. Non c'è bisogno di dire chi impersonate dopo che ho nominato tante volte la parola "vampiro". Siete a Los Angeles nel 2004 e siete costretti a servire il Principe-Vampiro che domina la città, dopo essere stati vampirizzati illegalmente e che il vostro "Sire" (così si chiama colui che trasforma un umano in vampiro) è stato giustiziato. Venite mandato ad aiutare vari lacchè (ma anche rivali, a volte) del Principe in giro per i vari quartieri della "Città degli Angeli" , che sono quattro e verranno sbloccati col procedere della trama: l'aerea portuale di Santa Monica, il Centro della Città, Hollywood e infine Chinatown. Man mano che vi guadagnate la fiducia del Principe Lacroix vi rendete conto che ci sono varie fazioni di vampiri:
una è quella del Sabbat, che cede al lato bestiale del Vampiro, poi vi è la Camarilla, quella di cui fate parte, che mira a nascondere l'esistenza dei vampiri ponendo delle leggi; poi vi è la fazione dell'Anarchia, spinta da sentimenti di libertà e odio nei confronti della Camarilla. Infine c'è ua fazione misteriosa, che viene dall'estremo oriente ed è costituita da vampiri di natura diversa dalla controparte occidentale. A incrinare il delicato equilibrio di queste fazioni è il ritrovamento di un sarcofago misterioso in Turchia, che verrà portato a Los Angeles. E saremo noi l'ago della bilancia che ci farà scoprire il contenuto del reperto, cercando di destreggiarsi nelle nostre alleanze all'interno della città. Molto apprezzabile la scelta delle canzoni che sentiremo nei vari club della città, come "Lecher Bitch" dei Genitorturers. Ultima ma non meno interessante caratteristica del gioco è la gran quantità di temi trattati parecchio scomodi(droga, criminalità, omosessualità e altro ancora) e di citazioni . Giusto per dirne qualcuna basta dire che sono nominati politici, attori realmente esistenti. Ma non solo: vi sono molte chicche per gli esperti tra cui:

Il cimitero di Hollywood è protetto da un custode di nome Romero(come il regista di film horror).
Il gestore di un negozio di pornografia sempre a Hollywood si chiama Flynn (Larry Flint vi dice niente?)
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martedì 28 aprile 2009

Lionheart

Il titolo in questione non è molto conosciuto dal giocatore medio, tuttavia ci troviamo comunque davanti ad un piccolo gioiello dell'industria videoludica. Il gioco porta infatti un marchio di qualità: Black Isle, creatrice della ottima serie di Baldur's Gate e della famosa saga di Fallout. Con quest'ultimo Lionheart condivide il sistema di caratteristiche psicofisiche (forza, costituzione, intelligenza, fortuna, agilità, percezione e carisma) , e alcune abilità e talenti. L'atmosfera tuttavia è diversa dalla devastazione post nucleare e ci porta invece ad una affascinante versione distorta della storia. Nel 1191 re Riccardo Cuor Di Leone, dopo l'assedio di San Giovanni D'Acri ha dato ascolto al suo malvagio consigliere che gli ha suggerito di "farsi" rispettare dal nemico saraceno massacrando i 3000 prigionieri che si erano arresi in battaglia. Così facendo Riccardo ha scatenato la furia delle peggiori creature del mondo. Ma il coraggioso re non è stato con le mani in mano e ha combattuto tali creature fino alla fine della sua vita arrivando perfino ad allearsi con l'antico nemico Saladino, per scacciare il diabolico nemico. Dopo molte fatiche i due antichi nemici riescono a sconfiggere il Male, ma questo ha lasciato una traccia indelebile nel mondo: le creature hanno contaminato il genere umano lasciando tracce di sè nell'indole e nell'aspetto di alcuni uomini, e la progenie non si è fermata dando vita a tre nuove razze: la razza demokin, il cui retaggio demoniaco ha dato all'uomo sangue demoniaco e caratteristiche diaboliche, quali lingua biforcuta e corna; la razza Feralkin, che ha reso le sue vittime di aspetto e indole più bestiale e caotica; e infine la razza Sylvant, di indole saggia ma misteriosa e con un innato talento nel controllo degli elementi. E non finisce qui, anche la storia successiva è stata segnata: l'Italia e parte dell'Europa sono state conquistate dal Kahanato mongolo, che ha stretto patti con alcune creature; la spedizione contro gli Aztechi che, alleati con i mostri hanno costretto alla ritirata gli spagnoli, dopo una violenta battaglia in cui il condottiero Hernàn Cortes ha persino perso un braccio. Questo è parte dell'inquietante quadro con cui dovrà avere a che fare il giocatore, che viene catapultato nella Barcellona del 1588 e che ha la possibilità di interpretare un normale essere umano o una delle tre razze elencate prima, incontrando celebri personaggi storici (e anche letterari, come Shylocke), alcuni cronologicamente "giusti",quali William Shakespeare altri portati nel 1588 con licenze poetiche, quali Leonardo Da Vinci, Cortès e Machiavelli.
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giovedì 5 febbraio 2009

Majesty

In attesa del seguito vi raccomando di godetevi il primo della serie!
Majesty è un gioco di strategia molto originale, un innovazione che non ha avuto una diffusione capillare, dato che è l'unico gioco che conosca con questo gameplay e questo lo rende ancora più speciale. Voi siete il re di un regno fantasy che dovrà vedersela contro mostri malvagi, maghi megalomani, ondate di creature assassine che vanno dai semplici ratti giganti ei dragoni a due teste. Fin qui niente di sconosciuto per i giocatori appassionati.
La grande differenza rispetto agli altri giochi di strategia è semplice quanto geniale: le unità del vostro regno non sono controllabili, a differenza della gestione delle costruzioni e dell'economia del vostro regno.
Le unità sono indipendenti, ciascuna di essa è un eroe che avete reclutato al servizio del vostro feudo, non vi attaccherà, difenderà i vostri cittadini, combatterà i nemici e vi darà una parte del suo bottino. Vi sono svariati tipi di unità, divisi per classi, credo e razze, dai nani agli elfi, dai maghi ai paladini. Ma non potete comandarli, potete al massimo mettere una taglia su qualche particolare obiettivo, sperando che la taglia sia abbastanza alta o che il personaggio sia abbastanza nobile e coraggioso da compiere la missione che gli avete affidato. Ogni unità è unica, è un eroe assoldato al servizio del vostro regno e ciascun eroe ha le sue caratteristiche, i suoi punti di forza e di debolezza e una sua personalità. Ovviamente i ladri saranno ben disposti a combattere per denaro e riscuotere facili bottini, mentre i guerrieri si getteranno spesso alla carica, salvo magari cedere alla paura se il nemico sembra loro troppo potente. Anche il sistema economico è più raffinato del solito Dovrete gestire un regno intero costruendo e tassando, creando beni di consumo che gli stessi eroi acquistano per diventare più potenti, riempire le casse dei vari empori e fabbri che, una volta tassati arricchiscono di conseguenza anche il vostro tesoro.
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venerdì 26 settembre 2008

Bioshock




Affascinante. Questa è la prima parola che viene in mente quando si ha tra le mani questo videogame. L'idea degli sviluppatori di ambientare questo gioco in una misteriosa Atlantide in versione Art Decò è a dir poco geniale. E i risultati (se si ha un computer particolarmente potente) si vedono molto bene. In genere, per giudicare la qualità grafica di un gioco si usa come indice di qualità il realismo dell'acqua, e molte recensioni su questo gioco si sno soffermate, a mio parere troppo, su questa, ma io la penso diversamente, non ritengo sia una cosa particolarmente ammirevole, dato che questo gioco è ambientato SOLO in un mondo acquatico, quindi gli sviluppatori ne hanno basato uno dei punti di maggior qualità. Ciò che è interessante, invece, di questo gioco è la varietà. La varietà di molti fattori: la possibilità di utilizzare potenziamenti per le armi, di sabotare marchingegni elettrici per usarli a proprio favore e le interessanti (e che spesso rasentano il macabro) modificazioni genetiche che il protagonista del gioco è costretto ad impiantare nel proprio organismo per proseguire nell'esplorazione della città "atlantidea" chiamata Rapture. Ma un applauso sentito va, a mio parere dato alla splendida ed evocativa colonna sonora, che offre sia brani famosi come "Somewhere beyond the sea" Di Frank Sinatra ( ma chi se lo aspettava guarda!) e il "Walzer dei fiori" di Tchaikovsky (in una memorabile sequenza d'azione che io mi son goduto a suon di Tommy Gun) ; sia pezzi di musica esclusivi. Dulcis in fundo va detta la chicca migliore di questo gioco: la presenza di ben due finali che dipendono dal trattamento che il giocatore riserverà alle cosiddette "sorelline" (traduzione che non c'entra una beata mazza con l'originale inglese "gatherers") ovvero delle bambine "ogm" che sono incaricate di prelevare la sostanza necessaria alle trasformazioni genetiche, il cosiddetto "Adam": noi potremmo scegliere (dopo aver lottato non poco col loro guardiano, il "Big Daddy", un gigantesco umanoide vestito da palombaro) di risucchiare tutta la sostanza, prosciugandole in modo da ucciderle, oppure di salvarle utilizzando una speciale fiala. Da non perdere.


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giovedì 11 settembre 2008

Baldur's Gate II: shadows of Amn.

Il secondo gioco della serie Baldur’s Gate 2 Shadows of Amn, è un progetto più vasto e ambizioso.
Il protagonista è sempre quello del gioco precedente, non è più un viandante che nel primo episodio aveva pochi punti ferita e abilità e si doveva dannare per ammazzare i nemici più “innocui”, ora è un avventuriero potente, come lo sono alcuni dei vecchi compagni che ritrova in questa nuova avventura.
Il gioco inizia con un prologo cupo e intrigante nel quale, dopo aver salvato Baldur’s Gate, il protagonista viene allontanato dalla città e costretto ad allontanarsi insieme al gruppo di compagni avventurieri che lo segue.
Durante il viaggio il gruppo viene attaccato da feroci creature ben più forti e numerose che lo fa prigioniero…e il personaggio principale si ritrova in una stretta e buia cella nella quale il suo aguzzino, un mago che sembra essere infinitamente potente e parecchio crudele, lo sottopone a incantesimi dolorosi per tastarne in qualche modo e non si sa come le qualità.
Il protagonista dovrà fuggire insieme al gruppo dalla tetra prigione per poi rispuntare in una città mai vista e realizzare che la grande avventura è solamente appena cominciata!
A differenza del primo, le ambientazioni sono diventate più variegate e, in alcuni casi, meno ortodosse per un gioco fantasy ambientato in uno scenario medioevale: ambientazioni dal gusto orientale, rinascimentale, ma anche fantascientifico a volte.
Il gioco, a tratti più cupo e claustrofobico del predecessore, assume le caratteristiche di un kolossal hollywoodiano. Oltre alla tensione e ai colpi di scena già visti nel primo, in questo seguito si potrà anche assistere (se si sono compiute le giuste azioni e dette le giuste parole) alla storia d’amore fra il protagonista e una delle sue compagne di avventura.
Il giocatore si ritroverà più volte di fronte a un bivio che, a seconda della scelata determinerà la trama in maniera più netta rispetto al primo gioco.
Il gioco ha anche una Morale che si esplicita con un tema ricorrente durante tutta la durata della trama: la vita.
La vita eterna che ricerca l’antagonista di turno, la vita eterna che lui anela come bene più prezioso e che, in alcuni casi, è la dannazione di chi la possiede, perché mette l’individuo di fronte alla grandezza dell’eterno e alla ripetitività di una vita che può a volte sembrare vuota e straziante. Un messaggio moraleggiante e filosofico che rende questo gioco sempre più vicino a una saga giocabile.
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