Visualizzazione post con etichetta fantasy. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fantasy. Mostra tutti i post

giovedì 7 giugno 2012

Legend Of Grimrock


Questa volta è il turno della creatura di una piccola software house finlandese (la Almost Human), Legend Of Grimrock, trovata su Steam ad un prezzo ragionevole. La mentalità scandinava colpisce ancora, con un gameplay spartano ma ragionato che rappresenta una buona sfida per un giocatore abile. Legend Of Grimrock è un vero e proprio tributo (con una grafica adeguatamente riadattata per risultare abbastanza godibile per un pubblico più moderno e "viziato" da una grafica dettagliata anche nel superfluo) ai videogiochi di ruolo della vecchia scuola come Eye Of The Beholder. Il giocatore guida un gruppo di 4 personaggi personalizzabili con una scelta di 4 razze(umano, minotauro, lucertoloide, e insettoide),  3 classi (guerriero, mago e ladro) e abilità varie con le armi, le armature le abilità furtive dei ladri o gli incantesimi dei maghi. Questo quartetto viene gettato in un profondo e pericoloso dungeon come pena di una misteriosa condanna di cui il giocatore non sa niente. Questo intricato sotterraneo è una sorta di prova per questi prigionieri, che verranno graziati se, improbabilmente, riusciranno a fuggire e a tornare in superficie. Nonostante la storia sia piuttosto vaga non ci troviamo di fronte ad un titolo banale e i motivi sono vari. la mappa di gioco è divisa in caselle, che vengono rappresentate abbastanza fedelmente come quadrati sulla minimappa e il gruppo occupa sempre una singola casella La visuale rigorosamente in prima persona e il sistema di combattimento a turni sono simili a quelli usati dell'attempata serie di giochi Might And Magic, e, più o meno si dividono in due grandi categorie: i combattimenti con mostri singoli, con cui un giocatore astuto può usare una tattica agile che consiste nell'attirare il nemico in un'area di almeno quattro caselle spostare i propri PG di casella in casella per fare in modo che il nemico sferri meno colpi possibili; poi ci sono i combattimenti "seri" contro più mostri. In questi casi il giocatore deve fare di tutto per non farsi sopraffare dai nemici che potrebbero circondarlo e avere la meglio. In questo caso il giocatore deve studiare attentamente il territorio per limitare i rischi, affrontando i nemici su una strettoia, in modo tale da annullare (o meglio ridurre) il vantaggio della superiorità numerica. Di rado i combattimenti avvengono con più di 3 avversari contemporaneamente ma in quei casi bisogna fare molta attenzione e misurare ogni singolo movimento. Detta così il gioco sembrerebbe piuttosto scarno, e a parte l'attenzione che bisogna riservare alle tattiche di combattimento. Naturalmente il gioco non si limita a questo: a rendere Legend Of Grimrock una scelta interessante è il fatto che può quasi sembrare un'avventura grafica data la grandissima quantità di enigmi posti al giocatore per proseguire con l'esplorazione del misterioso sotterraneo e a fornire utile equipaggiamento extra con cui fronteggiare i nemici. Questi enigmi sono molto variegati e vanno dall'elementare piastrella-interruttore che può far scattare una trappola o attivare/disattivare un meccanismo a più complessi trabocchetti che possono consistere in una serie di portali magici (mobili o immobili) da evitare o oltrepassare col giusto tempismo. In alcuni casi va anche aguzzata la vista in cerca di interruttori segreti nascosti sulle pareti e non sempre facili da trovare, e (per fortuna) nei casi più difficili il gioco dà un piccolo indizio che può essere una scritta su di un muro o una nota trovata sul pavimento contenenti un indizio utile a sbrogliare la matassa. Ben gestita nel gioco anche la fatica dei personaggi, che aumenta col passare del tempo e le azioni compiute come combattere. I personaggi  non sono degli automi e ogni tanto hanno necessità di consumare le rare e non proprio deliziose provviste (bisognerà cibarsi di quel che si trova, come funghi colti nel sotterraneo, carne di nemici morti come lumache e funghi mostruosi o addirttura insetti "precotti" trovati sparsi nelle stanze e nelle celle) per evitare varie penalità in combattimento e uno "stop" alla rigenerazione di salute e energia, anche in caso il gruppo decida di riposare per riguadagnare il vigore perduto in combattimento. Naturalmente il gioco può non piacere. I dialoghi sono assenti, e a parte dei messaggi regolarmente ricevuti in sogno la sensazione di solitudine è in alcuni casi opprimente, anche se comunque la compagnia dei mostri non è per niente piacevole, tanto che presto un giocatore imparerà il suono caratteristico di ogni nemico e a volte (dato che i sotterranei sono ben poco illuminati e le torce hanno realisticamente una durata limitata) la paura è in agguato. Secondo tuttavia Legend Of Grimrock rappresenta una buona alternativa rispetto a giochi più blasonati e famosi.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

venerdì 6 agosto 2010

Rising Kingdoms


Non penso che ci sia molto da dire su Rising Kingdoms. il risultato che lo sviluppatore bulgaro Haemimont Games ha ottenuto è un ibrido tra le sue precedenti creature come la saga di Imperium (RK eredita il motore grafico, il concetto degli accampamenti indipendenti e lo stile con cui sono raffigurati i ritratti delle unità e degli eroi in campo) e Warcraft 3 (nella trama e in particolare nell'eroe principale della campagna degli Umani, marcatamente simile ad Arthas, il principe saccente di Warcraft 3, anche lui della campagna umana del relativo gioco). Gli sviluppatori hanno avuto la triste idea di togliere dal gioco fantasy la razza nanica (noooooo!!!!) ma la bella idea di ridurre gli elfi ad una delle tante razze minori da sottomettere e sfruttare a dovere. La cosa interessante del gioco è la gestione del limite della popolazione che si ottiene, si, edificando le abitazioni, ma il "materiale" necessario non è tanto il legno, ma i "punti gloria" che sono simili ai classici punti d'esperienza dato che vanno spesi anche per potenziare le abilità degli eroi, ma che si ottengono in modo diverso in base alle popolazioni da noi sottomesse delle colonie di razze minori come troll, elfi e draghi, e in base al potere peculiare della fazione scelta dal giocatore. Ad esempio con gli umani i punti gloria si ottengono uccidendo le guardie delle colonie avversarie, se assoggettiamo i troll la gloria la si può ottenere in modo particolarmente pratico ovvero distruggendo edifici avversari. Portando il discorso verso le razze principali ci vediamo di fronte a tre razze: Umani, Abitanti delle foreste, e Abitanti delle Tenebre. I primi sono abbastanza classici: arcieri con arco lungo, spadaccini, picchieri e cavalleria, i secondi sono umanoidi selvaggi (non elfi per fortuna!) che tizi forzuti ma anche astuti evocatori specializzati nel soggiogare la natura e i terzi sono creature mostruose potenti e di indole malvagia con i classici desideri di conquistare il mondo e blablabla. La musica è carina e a volte offre pezzi dal sapore rock-metal che, come sempre sostengo, vanno su tutto sia dal fantasy alla fantascienza!
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

sabato 19 giugno 2010

Necrovision


Scrivere questa recensione è liberatorio.Ho finalmente terminato questo gioco. Ero partito con calma per gustarmelo bene prima di "voltare pagina" ludicamente parlando, ma poi non ce l'ho fatta più, tanto che alla fine armandomi di coraggio me lo sono divorato in fretta e furia, e da una parte mi dispiace ma c'è un motivo per giustificare questa scelta. Necrovision è un gioco che, a lungo andare non fa per me. Non è una questione di violenza tollero mediamente bene lo splatter, ma è l'insieme di cose. Necrovision soffre principalmente di 3 mali.
Il primo è sicuramente la lunghezza spropositata di alcuni livelli di gioco e il livello davvero esagerato di tedeschi e mostri che saremo costretti ad affrontare per proseguire, e questa coppia di difetti viene accentuata nei livelli finali del gioco dove si affrontano orde ferocissime di zombie e vampiri che caricano verso di voi ad una velocità che a tratti sembra davvero eccessiva, e tutto questo non è altro che un eredità del gioco con cui Necrovision condivide il motore grafico, ovvero Painkiller, in cui il protagonista doveva a che fare con innumerevoli rompiballe non morti assetati di sangue. Il secondo punto a togliermi coraggio è stata la pesantezza delle ambientazioni di gioco. Non perchè non sono riuscite, anzi! Infatti come i lettori più affezionati al blog (sempre se ci sono!) sapranno che per la grafica io sono di bocca buona La "scenografia" ludica è così riuscitache sa essere terribilmente spettrale e claustrofobica. Il terzo punto è il gameplay. Innovativo a tratti, macchinoso in altri. Il combattimento corpo a corpo infatti è, come in giochi come Condemned, molto presente e ben fatto, tanto sviluppato da introdurre anche delle combo che includono oltre che violente "baionettate" anche spietati calci che se combinati opportunamente non solo uccidono il nemico in modo brutalmente efficace ma aumentano il livello di adrenalina del protagonista consentendogli di potenziare per breve tempo i riflessi e fare più danni ai malcapitati avversari (e nei punti avanzati del gioco l'adrenalina funge da mana per lanciare gli incantesimi). Tuttavia nonostante ciò nel bel mezzo dell'azione, dati i combattimenti a dir poco caoitici con le orde che ho citato prima il tutto ci si limita ad un frenetico digitare del tasto scelto per il corpo a corpo per "stendere" più bastardi possibile senza essere ammazzato a sua volta. Il tutto poi viene peggiorato da un gran numero di comandi che è difficile tenere a mente e raggiungere nei momenti più concitati, per non parlare della gestione dell'inventario che a volte risulta difficile da gestire quando si è in movimento, e vi assicuro che cambiare arma rapidamente contro un bestione che ci sta preparando una simpatica martellata è a dir poco cruciale.Leggendo quel che ho scritto finora probabilmente avrò invogliato molti lettori a evitare questo gioco come la peste, ma si sbaglierebbero. Necrovision non ha solo difetti. L'arsenale a disposizione del giocatore è ampio e va da armature stile "Mech" e armi futuribili come mitragliette e lanciafiamme di "manifattura" vampiresca a fedeli riproduzioni di cannoni e veicoli (come i rudimentali carri armati della grande guerra ) e soprattutto armi della prima guerra mondiale come
  • Fucile britannico SMLE
  • Gewehr 98 tedesco dotato di baionetta, lanciagranate e mirino con ottica
  • Mitragliatrice "crucca" Mg15 (una scelta parecchio discutibile consente all'eroe di impugnarne DUE, cosa che non succede con la mitraglietta MP18, ben più leggera!)
  • vari esplosivi dell'esercito tedesco (si va dalle classiche granate a bastoncino alle cariche da demolitori)
  • le immancabili pistole Colt 1911 e Luger Parabellum
Carina è poi stata l'idea di aggiungere come oggetto le lanterne a gas, che potremo utilizzare sia per un uso logico che è l'illuminazione di sentieri poco illuminati, sia per improvvisarle molotov da scagliare contro dei miseri nemici. Il protagonista vinto il quinto livello di gioco otterrà un guanto dai poteri misteriosi che gli consentirà di rianimare i morti come zombie e lanciare potenti incantesimi, e questo è il dettaglio "Principe" del gioco dato che da ad esso un aspetto più tattico della massa degli FPS. Il gioco gode inoltre di una trama molto coinvolgente, ed è stata la voglia di sapere come andava a concludersi che mi ha impedito di disinstallare il gioco in preda ad una crisi isterica. Il gioco è ambientato nella fine del 1916, precisamente durante la terribile battaglia di Verdun in cui si sono massacrati a vicenda inglesi e tedeschi
. il protagonista è un giovane volontario americano rozzo e dalla battuta facile, chiamato Simon e si trova solo quando il suo plotone viene sterminato dai gas venefici rilasciati dai nemici tedeschi durante un'imboscata. In preda alla confusione il nostro eroe cerca riparo facendosi strada tra i nemici in una trincea avversaria, dove vede una strana cosa: i suoi nemici stanno uccidendo dei propri compagni in un ospedale da campo uccidendoli con il gas e sparando ai sopravvissuti. Simon capisce che qualcosa non va e viene a scoprire che nel fronte tedesco ci sono dei problemi con delle spaventose creature non morte che successivamente si capisce che sono state animate da Zimmerman ufficiale tedesco che ha imparato l'arte necromantica e ha ottenuto una tecnologia superiore grazie, a quanto pare, ad un patto con i vampiri, creature del sottosuolo in guerra contro i demoni. Tutto questo dona al gioco una certa componente fantasy che stranamente a differenza di quel che avrei pensato io prima di provare il gioco, si intrega discretamente bene col background storico della grande guerra. Fa un certo effetti vedere un dragone fare a pezzi un malcapitato biplano! In conclusione posso dire che se un giocatore si arma di notevoli dosi di pazienza può apprezzare in modo adeguato questo titolo.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

domenica 2 maggio 2010

Cryostasis: The sleep Of Reason


Freddo, morte e horror. Più di una volta sia l'industria videoludica che quella cinematografica hanno dimostrato che è un tris a dir poco letale per fare saltare sulla sedia videogiocatori e spettatori. Basta ricordare La Cosa di John Carpenter, film poi "riportato alla vita" nell'omonimo videogioco, "30 giorni di buio", portato nel cinema dalla serie di fumetti di Steve Niles, o tornando alla videoludica Cold Fear. Questa intrigante formula è stata ripresa dalla russa 1C Company per creare Cryostasis, che d'ora in poi "Cryo", perchè sono pigro ANCHE nello scrivere.
La trama avvincente e ci fa indossare i panni dell'esploratore polare Alexander Nesterov, un gran duro capace di entrare nei ricordi di altre persone (a volte persino animali!), oltre che destreggiarsi in modo degno nel combattimento corpo a corpo e a distanza. Alexander si trova invischiato in una misione pericolosa : deve infatti indagare sulla sorte di una colossale nave rompighiaccio nucleare sovietica (resa in modo impeccaible in molti dettagli) arenatasi nel Circolo Polare Artico. Già dai primi istanti passati sul luogo si rende conto che qualcosa va storto, MOLTO storto. Non si vedono sopravvissuti, o meglio si vedono ma sfigurati. arrabbiati e armati. Un cocktail micidiale per l'eroe che deve mantenere il sangue freddo (letteralmente, dato la temperatura non proprio equatoriale!) per non morire d'infarto per gli occasionali assalti a sopresa dei marinai un tempo umani e inquietanti flashback percepiti negli spaventosi angoli dell'imbarcazione. La cosa interessante del titolo è stata quella di aggiungere criptici brani di un racconto di Gorky, la cui inquietante storia ha spesso qualcosa in comune con le vicende vere del gioco.
Cryo modifica lo schema degli FPS del 2009 (anno in cui è uscito il gioco). Le novità sono ambiziose ed intelligenti. La salute è sostituita (in modo un po troppo audace forse) dalla temperatura divisa a sua volta da corporea ed esterna. La prima rappresenta più o meno gli "health points" dell'alter ego e la seconda è il massimo di energia vitale raggiungibile nell'ambiente in cui ci troviamo. Spiegandomi meglio, se ci troviamo in un'area calda saremo sanissimi, in una zona decentemente riscaldata (diciamo intorno al 50-60% dell'indicatore di temperatura) non potremo superare tale percentuale ma saremo anche sicuri che, a meno che un nemico non abbia la simpatica idea di danneggiarci possiamo sopravivere senza problemi e prendercela comoda, in un'area all'aperto o più genericamente, gelida in misura letale la nostra temperatura corporea diminuirà velocemente e dovremmo trovare al più presto un riparo pensando rapidamente come e dove muoverci, senza possibilmente finire in vicoli ciechi che fanno perdere tempo e salute, entrambi parametri preziosi. Questo vuol dire che se in alcuni giochi horror "old style" il giocatore ferito appena vede un medikit fa i salti di gioia qui lo stesso accade se si vede una lampada, in grado scaldarci, anche se di poco. Piccola ma curiosa modifica è quella del tasto "mano". Esso non è solo da usare per interagire con l'ambiente circostante per aprire porte o usare interruttori ma è anche in comune con il tasto da premere per mirare con le armi da fuoco (questo in particolare, se siamo troppo "tradizionalisti" possiamo annullarlo) Questo comando è più realistico della massa degli fps, infatti per prendere delle munizioni o armi dal terreno non bastera camminarci sopra come magicamente succede negli altri sparatutto, ma si è costretti ad accovacciarsi e a raccogliere manualmente l'oggetto in questione. La terza innovazione "big" è la possibilità, in alcuni frangenti di entrare nella memoria di alcuni uomini morti che non hanno compiuto il loro dovere in vita,allo scopo di vivere i loro istanti di vita e salvarli dalle azioni che li hanno puniti con una morte prematura e col fallimento dei loro compiti. In tali ricordi a volte si incapperà in enigmi relativamente complicati per un normal shooter, quasi da farlo assomigliare vagamente ad un'avventura grafica in cui rapidità d'azione e un po' di ingegno saranno necessari per risolvere tali problemi. "vinte" tali sfide la strada da seguire per proseguire nel gioco sarà spianata e qualche volta avremo in omaggio anche una nuova arma. Vi sono anche piccoli dettagli che influiscono enormemente sulla giocabilità: le munizioni sono scarse e, realisticamente, se dovessimo conservare delle munizioni in un caricatore e volessimo cambiare quest'ultimo, le munizioni andranno perse, e questo in un horror è un dettaglio a dir poco raccapricciante, dato che in un corridoio buio ci si sente molto più al sicuro se si ha un caricatore completamente farcito di proiettili piuttosto che averne uno mezzo vuoto. Altra caratteristica che influenza il gioco è l'assenza di un reticolo per mirare, tipico degli FPS e, ancora, il fatto che le armi automatiche si trovano unicamente dopo parecchio tempo di gioco e prima di allora ci si deve accontentare di fucili semiautomatici e a culatta mobile (questi ultimi hanno un rateo MOLTO lento). Infine parlerei della grafica scelta in modo sapiente. Il ghiaccio, logicamente è stato reso benissimo, tanto da cambiare l'aspetto delle armi oltre che quello delle ambientazioni e dell'interfaccia. Con occhio accorto ci si può accorgere che al freddo le armi si coprono di ghiaccio, mentre nei pochi momenti di quiete passati in un ambiente riscaldato il colore delle armi sarà "normale" e non influenzato dal clima rigido. Quando assisteremo a dei flashback e alle varie allucinazioni la colorazione passerà al bianco e nero, e quando entreremo nei ricordi dell'equipaggio i colori si faranno molto più intensi (forse a volte anche troppo). Il tutto con risultati egregi.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

martedì 13 aprile 2010

King Arthur (perchè detto in inglese fa più figo)

"Finalmente una recensione di un gioco recente!" potrebbe dire qualcuno dei (purtroppo pochi) lettori d questo blog. La software house ungherese Neocore ha rinnovato il gameplay usato in un suo precedente gioco, Crusaders Thy Kingdom Come (che spero di procurarmi prima o poi) portandolo dalle distese della Terra Santa alla Britannia arturiana. Il risultato è, a prima vista poco innovativo, dato che la campagna, ad uno sguardo inesperto può sembrare molto quella di un clone degli ultimi Total War, ma chi va oltre alle apparenze riesce a scoprire ben altro. La suddivisione in stagioni è molto caratterizzata. L'Inverno è l'unica stagione in cui è impossibile muovere le truppe e combattere, grazie al crudele clima inglese e di conseguenza è la stagione che occupa la parte gestionale del gioco. In questa stagione infatti Artù (che purtroppo non potremo guidare in battaglia e fargli usare la sua Excalibur, e questa è una delle poche ma fastidiose note dolenti del gioco) si occupa della giustizia (ambiziosa e interessante l'idea degli sviluppatori di aggiungere la possibilità di applicare leggi e decreti che influiscono sull'economia e sulla lealtà delle provincie), della manutenzione delle sue provincie, e dell'addestrare i suoi eserciti allenandoli "spendendo" i punti esperienza guadagnati in battaglia, la gestione delle costruzioni nelle sue roccaforti, dello scambio di viveri e oro se ce ne è bisogno ( il mantenimento degli eserciti con queste due risorse è fondamentale per evitare cali di morale) e dello sviluppo di ricerche utili per giovare a guerra, società e economia. La Primavera è la migliore stagione per intraprendere avventure utili a proseguire nella trama, trovare nuovi cavalieri da reclutare per farli unire alla tavola rotonda (il massimo di cavalieri è 12) o darci al commercio per procurarci artefatti o dame da far sposare ai nostri cavalieri per far loro incrementare la lealtà nei nostri confronti (e per dargli qualche bonus o purtroppo anche malus). L'Estate è la stagione migliore la guerra, le condizioni metereologiche sono favorevoli e le unità sapranno combattere con meno impaccio, e gli eserciti possono marciare più del normale. L'autunno è la migliore stagione per recarsi nelle roccaforti o nelle cittadine sparse nella mappa strategica allo scopo di rifocillare le nostre truppe al meglio per l'anno seguente oppure è il miglior momento per regolare definitivamente i conti con qualche esercito avversario impedendogli di leccarsi le ferite. Dal punto di vista tattico le battaglie possono essere insidiose, ad esempio si può dire che, se nei primi 4 giochi della Total War gli arcieri infliggevano lo stesso danno di una mozzarella lanciata su un guerriero corazzato, qui a King Arthur l'effetto è totalmente opposto. Gli arcieri costituiscono un gran vantaggio tatticamente parlando (d'altro canto ci troviamo nella patria dell'arco lungo!), ma se ciò ci terrorizza possiamo limitarne la potenza con un'apposita opzione nelle configurazioni di gioco. Nel campo di battaglia ( a parte poche eccezioni) vi sono delle postazioni strategiche che, se conquistate dai giocatori li aiutano in vari modi (se conquistiamo una chiesa, tale struttura potrebbe guarire i nostri soldati con un preciso ordine, se prendiamo un maniero potremmo beneficiare di un bonus di armatura e di attacco, e così via) e che se ne possediamo più dell'avversario il suo morale può calare in modo tale da costringerlo alla resa. Sia in battaglia che nelle avventure sparse nella mappa entrano in giochi i "cavalieri". Questi eroi sono essenziali per far spostare gli eserciti (senza, le armate starebbero immobili nel punto in cui le abbiamo lasciate e si girerebbero i pollici), per governare adeguatamente i vostri feudi e per superare le missioni principali e secondarie. In tali "avventure" un cavaliere a nostra scelta dovrà giostrarsi allo stesso modo di un gioco di ruolo cartaceo, in cui le scelte di "dialogo" decise dal giocatore influiscono sull'esito della missione che può influire sull'eroe scelto e nell'intera partita. Alcune di queste missioni hanno bisogno di particolari parametri, come l'abilità in combattimento, l'utilizzo della magia o ancora di un talento nell'essere furtivi e agili. Avendo nominato la magia sarebbe stupido non citarne l'utilizzo in guerra che può cambiare drasticamente le sorti di una battaglia. Siete in inferiorità numerica e il nemico combatte con formazioni impenetrabili?Sfruttate i ranghi serrati del nemico e ordinate al cavaliere adatto di scagliare un fulmine sulla malcapitata truppa nemica e la decimerete! Il nemico dispone di letali e arceri e voi siete in difficoltà?Invocate una nebbia magica, se non addirittura una tempesta e in questo modo i nemici spareranno in modo meno preciso e le vostre truppe avranno maggiori possibilità di sopravvivenza. Inutile dire che i vostri cavalieri sono diversi tra loro e ognuno ha il suo codice etico e i suoi talenti, contando anche che ognuno ha tratti unici Passando al lato tecnico e alla difficoltà del gioco si possono dire varie cose. A livello grafico il gioco è impeccabile, esso è di buona qualità ed aiuta il giocatore ad immergersi in una terra d'Albione magica e dall'atmosfera mistica, il tutto aiutato da una soundtrack dal sapore (logicamente!) celtico. Tale ottimismo, forse,si smorza parlando della difficoltà, che man mano che il gioco prosegue diventa sempre più elevata e potrebbe spingere i giocatori meno coriacei a desistere. Ultima nota importante è la possibilità di personalizzare minuziosamente il proprio esercito data la presenza della "morale" e della religione dell'alter ego: esse infatti sono rappresentate in un'apposita schermata di gioco e, tramite determinati edifici, e il compimento di avventure varie spostano l'etica del giocatore verso particolarei strade: l"antico credo" si contrappone al cristianesimo e Onore si contrappone a autorità e a seconda di queste variabili avremo un esercito diverso.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

venerdì 19 febbraio 2010

King's Bounty: The Legend


Non ho purtroppo avuto modo di giocare al gioco originale, uscito nell'ormai lontanissimo 1990, e sono passato direttamente al remake, sia perchè è difficile trovare il gioco vecchio, sia perchè, mi duole ammetterlo, sono troppo viziato per una grafica di 20 anni fa. Da quanto ho avuto modo di sapere il vecchio KB ha gettato le radici per il gameplay della più famosa serie di giochi di Heroes Of Might And Magic, dando le basi per quanto riguarda la gestione dell'eroe e le regole dei combattimenti (Heroes aggiungerà al suo gameplay l'aggiunta della gestone dei castelli e della gestione di più di un eroe, e renderà il gioco completamente a turni, a differenza di KB che è a turni nei combattimenti e in tempo reale nella mappa strategica). il numero dell'esercito che fa parte del seguito dell'alter ego del giocatore dipende da un fattore particolare, il comando, che gli permette di reclutare un certo numero di unità in base al livello di questa (spiegandomi meglio con un tot di comando possiamo avere nell'esercito 20 unità di livello 1 e 10 di livello 2) quindi il nostro esercito non dipenderà solamente dalle nostre ricchezze in denaro, ma in particolare dal carisma dato dal fattore che ho citato sopra. Le chicche di questo gioco non si trovano nella trama che, mi dispiace dirlo, non è per nulla originale (tipico scenario fantasy in cui il giocatore deve salvare il regno blablablabla) ma si notano principalmente nella possibilità di sposarsi e generare una famiglia (anche se in tempi scandalosamente veloci). Questa famiglia non è fatta "per bellezza", ma a seconda della moglie che sceglieremo di rendere la nostra fedele consorte ne avremo dei bonus variegati che vanno dall'aumento dell'attacco delle truppe del giocatore e bonus a particolare unità. I figli faranno più o meno lo stesso occupando uno dei 4 slot aggiuntivi che la moglie ci regala (precludendoci però la possibilità di affidare alla moglie uno dei nostri oggetti che non possiamo indossare ma ci potrebbe essere utile in battaglia). Se ci siamo stancati della cara mogliera potremo ripudiarla al prezzo di lasciarle tutti i figli e un quinto del nostro budget per fare posto ad una più abile consorte o semplicissimo per purissimo piacere maschilista del rimanere SINGLE. Seconda peculiarità del gioco è rappresentata dal vaso della Rabbia, che contiene degli spiriti che supportano il nostro esercito se li nutriamo con la nostra rabbia. Questa rabbia è un energia che si ottiene in combattimento, sia perdendo le proprie truppe sia uccidendo quelle nemiche e, logicamente a differenza del Mana non si ricarica col passare del tempo ma si prosciuga quando non siamo in combattimento. La rabbia serve anche a mettere ad aumentare la percentuale con cui i nostri soldati possono infliggere potenti colpi critici. Terza innovazione è quella degli oggetti "viventi". Alcuni artefatti, che troviamo nel corso del gioco, sono controllati da creature magiche di un altra dimensione, che possiamo affrontare in combattimento per due motivi: o per potenziare il bonus dell'oggetto in questione, oppure per soggiogare queste creature se queste sono ribelli e si rifiutano di darci l'aiuto che ci spetta. Questi particolari combattimenti sono più complessi di quelli che affrontiamo di solito, dato che oltre che uccidere le i mostri evocati bisogna distruggere le torrette che ospitano i gremlin che controllano l'oggetto, tali maligne e odiose creaturine vorranno renderci difficile il compito o evocando ulteriori servitori vogliosi di trucidarci allegramente oppure maledicono e danneggiano le nostre schiere con incantesimi offensivi. Le classi con cui affrontare l'avventura sono tre e sono, anche se necessitano di un approccio diverso, abbastanza banali. La prima è il guerriero, generale carismatico che comanda eserciti numerosi e potenti, ma non è molto abile con gli incantesimi di supporto, la seconda classe è quella del paladino ed è un personaggio ibrido che ha sia abbastanza carisma per guidare un discreto esercito, che abbastanza abilità magiche per affrontare il nemico con un minimo di tattica, e infine la terza "professione" quella del mago che a differenza delle altre due classi preferisce di avere un esercito ridotto, ma abbondanti riserve di mana con cui castigare le forze nemiche tramite potenti incantesimi.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

lunedì 25 gennaio 2010

Overlord

Gli dei benedicano Internet. Grazie a questa genialità dell'informatica sono entrato nel tunnel dei film in streaming, del messenger e cose che un lettore ben pensante non dovrebbe sapere. Ma una cosa che ho recentemente preso dalla rete globale è questo simpatico giochino della ottima Codemasters (già "padre di giochi come l'acclamato Operation Flashpoint e Severance:Blade Of Darkness). Nonostante sia un gioco palesemente e forzatamente portato dalle Console al PC le chicche che ci mostra Overlord sono senza dubbio gradevoli. Nel gioco impersoniamo il signore del male di turno (l'overlord per l'appunto) in precedenza sconfitto dalle forze del bene e ora rinato per far valere il proprio malvagio potere su un mondo che altro non è che una parodia esasperata dei clichè del Fantasy, ci sono tutti. Halfling insaziabili, elfi malinconici, avidi nani eccetera eccetera. Il gioco non è semplicissimo, i comandi sono inizialmente complicati e rigidi(anche se col passar del tempo ci si abitua decentemente) e il nostro signore del male non è sempre il "bestione invincibile" che si vede nel Fantasy, ma ha spessissimo bisogno dei suoi serventi per fare le azioni che un carismatico leader del male non dovrebbe abbassarsi a compiere, come girare grossi meccanismi e portare al quartier generale oggetti pesanti che portano bonus al nostro alter ego o che sono necessari per procedere nello scenario di gioco. Questi serventi sono esserini simili ai gremlins che ci seguiranno ovunque e sono di vario tipo, ad esempio vi sono quelli Rossi il cui compito è fornire supporto a distanza e devono essere protetti per evitare tragiche fini dai Marroni, che invece sono i primi scagnozzi che avremo, equipaggiati per il corpo a corpo e in grado di potenziarsi con le armi e elmi che trovano addosso ai cadaveri per servire al meglio il padrone. Punto decisamente importante è la torre, che altro non è che la base operativa dell'Overlord. Questa base può essere modellata a piacimento da un certo punto del gioco in poi e ospita oltre che il portale per raggiungere le località da visitare per espandere i nostri domini, un arena per allenare l'alter ego e i suoi lacchè e di una fucina per potenziare armi armature ed elmi (e in questo darete soddisfazione al vostro sadismo perchè per potenziare gli oggetti li fonderete insieme ai vostri cari servitori!). Se volete provare l'ebbrezza di passare al lato oscuro senza dovere installare un carino ma attempato Dungeon Keeper, Overlord fa per voi!
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

venerdì 8 gennaio 2010

Demon Stone

Se qualche lettore è un amante, come me delle ambientazioni fantasy dei Reami Dimenticati, può provare e ritenere gradevole Demon Stone. I motivi sono semplici, questo titolo infatti ha dalla sua parte una trama interessante scritta nientepopodimeno che da R.A. Salvatore, scrittore americano conosciuto per avere scritto per il marchio Forgotten Realms le avventure dell'elfo oscuro votato al bene Drizzt Do'Urden (che fa anche una breve apparizione nel gioco come alleato dei tre protagonisti). Passando al gioco vero e proprio ci troviamo di fronte ad una conversione dell'universo di Dungeons And Dragons in un gioco d'azione, che purtroppo si vede, è stato portato di peso da una console diversa dal PC, tanto che è vivamente consigliato l'uso del joypad per non avere troppi problemi coi comandi e la telecamera spesso entrambi rigidi. Le regole tipiche di Dungeons And Dragons sono solo state ridimensionate parecchio per semplificare il gameplay visibilmente votato all'azione pura. Tuttavia l'universo del gioco di ruolo insieme a due dei suoi personaggi più famosi (il già citato Drizzt e lo stregone Khelben Black Staff) non ha ricevuto particolari "offese" anzi è stato trasferito in modo adeguato. Le vicende seguono le avventure di un trio di avventurieri rinnegati per motivi diversi. Rannek, un possente guerriero del Nord si è autoesiliato dal proprio clan per non essere stato capace di difendere il suo villaggio da un attacco di troll dei ghiacci; Zhai una cinica mezzosangue nata da un elfo dei boschi e una drow che è stata cacciata dal villaggio dove è cresciuta dopo che è morto il padre, l'unico nel villaggio a non trattarla da estranea e infine Illius, lo stregone del trio (doppiato dal leggendario Claudio Moneta) che ha imparato le arti magiche contro la volontà della famiglia, prestigiosa stirpe di cavalieri, che in risposta lo ha ripudiato come figlio e cacciato di casa. Insieme questi tre viaggiatori si troveranno per caso in mezzo ad una battaglia e si rifugiano in una caverna per sfuggire ad un drago. In questa grotta profonda vengono portati con l'inganno a rompere tre sigilli che tengono prigioniere due potenti creature del sottosuolo che si combattono da secoli e che potrebbero minacciare i Reami dimenticati portando caos e distruzione nel caso uno dei due mostri vincesse... Appena compreso il loro enorme errore gli eroi dovranno trovare il modo per riportare alla normalità il loro mondo. Un utilizzo equilibrato delle abilità dei tre personaggi è essenziale per raggiungere la fine del gioco, dato che ognuno ha le sue abilità. Il guerriero, devo purtroppo ammettere che non è il massimo dell'originalità si limita a picchiare e basta a parte qualche particolare abilità speciale, la ladra è essenziale per colpire i nemici in silenzio e senza farsi notare grazie alla sua abilità di rendersi invisibile e uccidere con un colpo solo nemici ignari, infine se vi piace il combattimento a lungo raggio dovrete specializzarvi con lo stregone in grado di aiutare il gruppo con incantesimi di supporto e insidiare i nemici con magie varie
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

giovedì 3 dicembre 2009

Majesty 2: The Fantasy Kingdom Sim

Dopo quasi 10 anni dal primo episodio coloro che hanno apprezzato questa chicca dell'arte videoludica possono dare sfogo al loro entusiasmo più totale, il tutto, naturalmente, con un pc degno di questo nome. Io, per questo entusiasmo ho avuto la fretta di procurarmelo nonostante un computer che va ancora a muli e mi sono dovuto coraggiosamente battere con uno dei più fastidiosi nemici del videogiocatore, ovvero la lunghezza dei caricamenti, ostacolo parecchio coriaceo se hai un pc obsoleto. Ancora una volta, dopo la serie di Europa Universalis e dopo Hearts Of Iron 2, devo lodare la Paradox dal punto di vista sentimentale, perchè si è presa coraggiosamente l'incarico di pubblicare sugli scaffali una sequel ad un titolo unico. D'altra parte lo sviluppatore russo 1C Company ha avuto anche l'idea di aggiungere piccole risorse utili al giocatore, come la compressione del tempo e la presenza dei Lord (alla fine di ogni missione ci sarà concessa la scelta di un eroe da promuovere che potremo far scendere in campo nelle missioni successive) che sono aggiunte che migliorano il gameplay, ma che non contaminano in modo eccessivo quello che il giocatore aveva apprezzato nel primo Majesty. E quelle cose che facevano di quel titolo un gioco unico e rivoluzionario sono rimaste invariate. Quali cose ? Il controllo indiretto dei propri eroi, l'originale punto di vista, in cui noi non vestiamo i panni dell'eroe di turno che deve fare la determinata impresa per il sovrano inguaiato di turno: qui infatti siamo quel sovrano inguaiato, tanto che per difendere il nostro regno e compiere le nostre missioni dovremo promettere ricompense per taglie, missioni di ricognizione e di difesa nel nostro reame per mantenerlo pacifico e prospero. Se poi consideriamo un nemico o un edificio da evitare potremo imporre anche un bando che proibisce ai nostri servitori di averci a che fare, almeno fino a quando quel pericolo non sarà possibile da distruggere (anche in questo caso dovremo mettere mano al portafoglio per impedire agli eroi di avventurarsi in tale folle impresa) . A rendere particolarmente bello il gioco è anche la cura che è stata riservata ai legami col primo gioco, se un fan navigato del primo titolo si chiede " che fine ha fatto il dio Lunord?" dato che non sarà possibile reclutare gli adepti come era permesso invece nel primo titolo, verremo a sapere dalle descrizioni delle unità e gilde (e alcune di queste descrizioni sono pregne di uno humour graffiante nei confronti del genere Fantasy) che successivamente alle vicende di Majesty (non dimentichiamo che questo tiolo è ambientato ben mezzo secolo dopo!) quel dio è diventato malvagio ed è stato bandito dal Pantheon di Ardania, se invece ci chiediamo che fine hanno fatto i monaci di Dauros, sapremo che sono stati soppressi dopo il suddetto "cambiamento di rotta" di Lunord e sostituiti dai coriacei paladini. Passiamo alla trama. Un re, tale Leonard, si è accorto di essere ormai anziano e di non aver compiuto durante la sua vita delle imprese gloriose che gli consentano l'immortalità, almeno nella storia del regno di Ardania e quindi raduna i suoi migliori maghi per "procurarsi" una sfida che gli consenta di entrare nella storia come un re coraggioso. La sfida in questione è un potente demonio che in teoria sarebbe stato facilmente sconfitto dal re Leonard, tuttavia le cose non vanno secondo i piani e il demone riesce a vincere contro il povero re e prendere le redini del regno. E qui entra in gioco il nostro alter ego, ultimo erede della linea di discendenza reale trovato dal consigliere di Leonard, e nei panni di questo viziato principino dovremmo fare di tutto per riprendere il nostro trono che ci spetta di diritto e riportare la pace nel reame, dando ascolto al nostro pittoresco consigliere che nei suoi briefing e nei suoi interventi durante le missioni di gioco ci strappa qualche piacevole risata... Forse avrete capito che protagonista e motore del gioco è uno humour smaliziato e graffiante che prende in giro tutto l'immaginario fantasy, quindi immaginatevi elfe dandy, maghi che si cacciano quasi sempre nei guai, guerrieri sbruffoni e ladre non troppo coraggiose. Menzione d'onore al fatto che il simpatico doppiatore del consigliere reale non è stato cambiato dopo 10 anni!
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

lunedì 26 ottobre 2009

Dragon Age: Origins - Io non posso ancora giocarci e SOFFRO!

Orgasmo Nerd. Ecco cosa si prova guardando il trailer di questo titolo. Gli ingredienti ci sono, al 100%: una veste grafica accattivante per i viziati della grafica, scene di combattimento dal sapore epico e violenza allo stato puro per gli amanti dell'azione che non disdegna un pizzico di buon vecchio splatter, una canzone "dura" che coinvolge lo spettatore (in questo caso This is New Shit di Marylin Manson) delle scene Hot per gli appassionati di...Vabbè avete capito e infine una Software House che è riuscita quasi sempre a farsi amare, ovvero la Bioware, degna dei maggiori onori per le sue serie giochi di ruolo come Baldur's Gate, Icewind Dale, Neverwinter Nights e Mass Effect. Ma c'è un però, che mi toglie il sorriso dalle labbra e lo sguardo ebete da innamorato: per fare girare in modo decente questo capolavoro bisognerà rubare il computer a Bill Gates, perchè si sa, l'ottima grafica per essere vista fluida e perfetta ha bisogno di un PC all'ennesima potenza di cui purtroppo ancora non dispongo, e questo mi fa venire voglia di cedere all' XBOX360 e alla Play Station 3, che hanno il vantaggio di non dovere essere potenziate ogni due secondi, ma che per uno della vecchia guardia informatica come il sottoscritto significherebbe cedere al lato oscuro del divertimento videoludico. Spero solo che presto avrò un Computer degno di questo nome.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

lunedì 19 ottobre 2009

Third Age Total War

Legolas si oppone col suo plotone di fidi arcieri, uccide molti nemici.
Ma alla fine soccombe. Per mano dei guerrieri della scorta del re dei nani. Se la memoria vostra non è arrugginita di parecchio, dovreste esservi accorti che nè nel film nè nel libro i fatti si sono svolti. Questo è successo perchè non state leggendo il libro o vedendo il film, neanche quello col finale alternativo sul dvd. Questo è successo perchè vi siete presi la briga di installare l'ennesimo mod di Total War e di aver scelto di giocare con la fazione coi nani.
Non sono stato io a volere o a scaricare il mod, ma appena l'ho provato il mio lato nerd si è risvegliato e ha gioito. In questo gioco potete impersonare una delle fazioni coinvolte nelle guerre della Terra di Mezzo, dai regni di Dale a quei cattivoni di Mordor.
L'immancabile omologo alla fazione papale stavolta è impersonato da Sauron, che vi imporrà conquiste e Crociate dove il suo potere ha mire espansionistiche. Guai a voi se siete uno dei regni del bene e vi capita di finire fra i suoi nemici e ancora peggio se siete una fazione del Male che ha fatto il salto della quaglia!
Il gioco riproduce molti dei guerrieri che avete visto nel film e in più numerose unità tratte dal libro e che forse vedremo nel film dello Hobbit.
Se vi è piaciuto il film e il libro (o anche se siete semplicemente un nerd affiatato) apprezzerete questo mod. L'unico problema è la presenza di alcuni fastidiosi bug che precludono la vittoria finale (almeno così mi è capitato di vedere dalla parte dei nani) e alcuni problemi che tradizionalmente sono ormai di casa in questo capitolo della Total War
L'intelligenza artificiale continua a essere stupida, in particolare la diplomazia è inutile, vi troverete di fronte a fazioni che richiedono tregue quando converrebbe continuare la guerra o si ostinano a combattervi fino all'ultimo uomo anche quando offrite delle condizioni di resa onorevoli e addirittura vantaggiose.
Un ultimo problema che ho notato nel fare confronti fra il mod e i giochi dell'espansione è il fatto che ho notato che il morale nei mod è molto, molto meno importante che negli altri giochi: le truppe nemiche decidono di darsela finalmente a gambe levate solo dopo aver perso la metà o anche più del plotone, cosa che ho riscontrato perfino con quei codardi dei goblin.
Aggiungi immagine
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

martedì 15 settembre 2009

The Witcher

Non ho letto il romanzo da cui è preso il gioco, purtroppo. Dico purtroppo sia perchè è impossibile trovare il libro (scritto da un abile autore polacco) tradotto nell'italica lingua e sia perchè non ho avuto modo di poter assaporare al meglio i collegamenti con l'originale. Non fatevi ingannare dalla mia intoduzione perchè il gioco è assolutamente un buon titolo e i motivi non sono pochi. Prima di tutto il gioco ci mostra una trama interessante e originale, in cui impersoneremo Geralt di Rivia. Questo enigmatico personaggio fa parte di un gruppo di mutanti che, sacrificando parte dell'umanità e la possibilità di avere figli, proteggono gli umani dai mostri. Tuttavia questa protezione non riceve gli onori che merita, anzi, questi cacciatori, gli Witcher, sono oggetto di feroci discriminazioni razziste che li hanno costretti a vivere lontani dalla civiltà. In seguito ad un assalto ad una delle poche fortezze di Witcher rimanenti i cacciatori sono decisi a fare luce su questo misterioso attacco e si dividono per indagare e scoprire cosa minaccia sia la razza umana che i Witcher. Il gioco sfrutta l'Aurora Engine (opportunamente aggiornato), che già aveva dato prova di sè col primo titolo della serie Neverwinter Nights, che permette (con un computer adeguatamente potente) dei paesaggi realistici e una resa grafica dei personaggi credibile . Se siete troppo pignoli per la grafica, potete potenziarla ulteriormente acquistando The Witcher Enhanced edition, che migliora alcuni particolari della grafica, in particolar modo dei personaggi, che oltre ad avere una nuova veste grafica gesticoleranno in modo più realistico dell'edizione originale. Sul Gameplay c'è ben poco da storcere il naso. Infatti le azioni possibili sono di un numero soddisfacentemente elevato, e sono anche divertenti. Persino il "banale" combattimento in mischia offre delle sorprese, infatti lo stile di attacco sarà facilmente e originalmente personalizzabile in tre comode modalità, ovvero attacco pesante, attacco veloce e attacco di gruppo. Il primo è buono contro personaggi potenti e coriacei il secondo contro nemici agili ma fragili e il terzo servirà quando il personaggio principale è circondato dagli avversari. Oltre al canonico spada contro spada potremo anche darci al gioco d'azzardo in combattimenti a mani nude nelle taverne, in cui dovremo mettere K.O. l'avversario senza uscire dal "Ring". Rimanendo tra le mura della taverna inoltre, si avrà la possibilità di fare delle gare di bevute per guadagnare denaro, oggetti o informazioni utili al proseguimento della trama. L'alcol come avrete capito non sarà un particolare ininfluente, e se il personaggio esagera barcollerà e sarà meno efficiente nel combattimento e sarà più lento. L'alchimia anche è un elemento centrale che sarà utilissimo al protagonista per potenziare le sue caratteristiche e per procurargli pozioni di ogni genere, speciali unguenti per migliorare temporaneamente le sue armi e bombe il cui uso penso sia chiaro a tutti. La gestione dell'armamento è semplice: avremo a disposizione 4 slot per le armi: uno occupato dalle spade a due mani di metallo (utili contro i nemici umani e animali) , un secondo coccupato dalle spade a due mani di argento (potenti invece contro i mostri) e due slot aggiuntivi tenuti in serbo per armi a una e a due mani che non siano necessariamente spade, come asce, mazze e pugnali.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

martedì 28 luglio 2009

The Bard's Tale

Questo gioco non ha ricevuto i giusti onori ed è presto finito nel dimenticatoio perchè nel 2004, anno di pubblicazione del titolo, c'era una concorrenza spietata sul fatto di gameplay e grafica e per il fatto che il gioco è stato rilasciato solo in parlato inglese. In effetti il gameplay è quello di un hack 'n slash standard con una gestione dell'inventario ridotta al minimo e poche azioni possibili. La grafica è carina, ma si sa, il videogiocatore medio non si accontenta facilmente e quindi tende a cestinare alcuni "acquisti videoludici". Ora che ho detto i principali difetti passiamo invece ai pregi. Bard's Tale è uno di quei giochi che vanno apprezzati non tanto per i combattimenti, le magie o altro. Anzi la ricchezza del gioco sta in altre cose. Primo punto di forza è la trama, un po' lineare, è vero, ma originale e dotata di uno humour irriverente tutto suo che inizialmente sembra un insieme di tutti i clichè della letteratura e della videoludica fantasy, ma man mano che si procede si avranno parecchie sorprese dove tutti i punti cardine di questo genere verranno ripetutamente presi in giro. Il gioco ci porta nei panni di un Bardo (come si capisce dal titolo) interessato solamente ad alcol, oro, belle donne e a modi per ottenere tutto questo. E il caso vuole che il nostro vanaglorioso eroe venga avvicinato da un misterioso gruppo che lo incarica di liberare una principessa da un malvagio druido che la tiene prigioniera in una torre, ma la missione si rivela molto più ardua del previsto e nel suo viaggio, tanto che si accorgerà che altri avventurieri, ben più virtuosi di lui abbiano avuto la peggio nel cercare di salvare la Principessa... Altro punto di forza del gioco è la musica, vedremo infatti ogni tanto, nel gioco PNG che si esibiranno in canzoni da taverna (ma anche in circostanze particolari, proposte in modi particolarmente demenziali) divertenti e orecchiabili.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

martedì 21 luglio 2009

Severance: Blade of darkness

Un esempio di gioco sfortunato che, anche se eccellente, non ha riscosso successo nelle vendite a causa di un cattivo marketing e perchè troppo difficile come gioco.
Io che l'ho vinto posso tranquillamente dire che è abbastanza fattibile e che non ho evidentemente idea di quanto possa essere incapace il videogiocatore medio da preferire una porcata come Tomb Raider a questo. Del resto la gente è stupida.
Il gioco ha uno stile di combattimento con armi bianche in cui dovrete usare la giusta sequenza di tasti (combo) per effettuare gli attacchi speciali. Vi è una grandissima varietà di armi da provare, ognuna con le sue combo speciali. E tanti nemici da smembrare su cui provarle. Pare che le musiche del gioco siano state prese qua e là da telefilm e colonne sonorie varie. Ma la scelta è stata davvero ottima, dato che sono tutte bellissime e adatte alle situazioni nelle quali sono sbloccate.
Nel gioco vi trovate contro il signore del Male di turno, che per essere sconfitto dovrà essere affrontato con la leggendaria spada di Ianna. Per trovare questo artefatto dovrete fare il giro delle terre conosciute, ammazzare tutti i mostri che vi si piantano davanti e trovare le rune della spada, nascoste nei luoghi che esplorerete e protette da enigmi e trappole. Potrete compiere questa avventura scegliendo uno dei seguenti personaggi
- Zoe l'amazzone: bella, veloce e tosta. Attacchi rapidi ed efficaci. E tante capriole. Predilige armi ad asta (non capite male!), niente scudo, ma tanto colpisce lontano ed è brava a schivare.
- Il barbaro Tukaram: praticamente l'unico personaggio conosciuto dalle poche persone che hanno sentito parlare di questo gioco. È il personaggio presentato nella copertina. Avete presente Conan il Barbaro? Uguale! Secondo me, se ci mettevano Zoe piuttosto che un muscolone sanguinante attiravano più compratori. Sembra un personaggio ignorante, ma ci vuole tattica e abilità per usarlo, dato che le combo con i suoi spadoni a due mani sono difficili da fare.
- Sargon il cavaliere: cavaliere sull'orlo della terza età che assomiglia vagamente a Sean Connery. Ma è uno che ci sa fare con spade e mazze pesanti.
- Nagflar il nano: il personaggio che ho usato. È il più robusto del gioco ed ottiene il migliore equilibrio fra attacchi e difesa. A metà gioco troverete un martello da guerra che ha una combo meravigliosa e che è così facile da fare che le combo successive vi sembreranno impossibili da fare. Ho pianto quando ho dovuto rimpiazzare il martello con un'arma più forte.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

giovedì 25 giugno 2009

Dark Messiah Of Might And Magic


Dark Messiah ci porta nei panni di Sareth, giovane apprendista, dal passato sconosciuto, del mago Phenrig. Incaricato da questi per trovare un artefatto arcano, il Teschio delle Ombre, dovrà unirsi ad una spedizione guidata dall'affascinante Lady Leanna in un antico Tempio sorvegliato da potenti guerrieri orcheschi. Ma non finisce qui, il misterioso manufatto è ambito anche dai necromanti e man mano che Sareth viaggerà nel mondo di Ashan riuscirà a scoprire qualcosa di inquietante sul suo retaggio... Dopo aver parlato della trama, a mio parere gradevole ma non eccellente passiamo al punto focale del gioco, ovvero il Gameplay. Questo first Person Shooter è molto particolare. Infatti non si usano le solite mitragliatrici Thompson o i fucili d'assalto AK-47, ma armi bianche, incantesimi e archi. Questo rende il gioco molto ambizioso e dà buoni motivi per provarlo, data la buona varietà di combinazioni possibili per quanto riguarda magie e tattiche di combattimento, siano esse di scherma, o di tiro con l'arco. Divertente la possibilità(possibile grazie al Source Engine già visto in Half Life 2), data al giocatore, di utilizzare l'ambiente di gioco a suo piacimento: in un combattimento affollato di nemici, il giocatore potrà scegliere di utilizzare tattiche poco ortodosse come rompere con l'arma o con un semplice calcio i sostegni di legno di una piattaforma piena di barili, oppure recidere una corda per far cadere sulla testa di un nemico una cassa di legno. L'ambiente sarà un arma inestimabile, ad esempio l'incantesimo di congelamento potrà essere utilizzato per trasformare temporaneamente in ghiaccioli i nemici del giocatore, ma anche per rendere un pavimento più scivoloso, facendo di conseguenza inciampare l'ignaro avversario, avendo la possibilità di approfittare della situazione e trafiggerlo con la spada. Le superfici del gioco non sono solo ornamentali, infatti l'acqua sarà ugualmente sottoposta alla fisica, quindi se attiriamo un simpatico ciclope in una pozza d'acqua potremo divertirci ad arrostirlo con una letale scarica elettrica nell'acqua. Un oggetto irrinunciabile sarà l'arco delle liane che troveremo abbastanza presto nel gioco, che ci permetterà di creare delle liane semplicemente scoccando una freccia su di una superficie di legno e in questo modo avremo la possibilità di raggiungere aree segrete in cui trovare pozioni di cura o anche equipaggiamento extra. Naturalmente non potremo fare TUTTO a piacimento, molte abilità infatti le guadagneremo solo col procedere del gioco dato che bisognerà guadagnare l'esperienza per migliorare il nostro fisico, le abilità (e magie) varie e il nostro intelletto. Questi punti esperienza non li guadagneremo uccidendo nemici ma solo compiendo gli obiettivi del gioco, quindi non dovremo sempre fare piazza pulita di mostri siano zombies, ghoul, orchi e mercenari malvagi, perchè ci si guadagnano solo botte e poco spesso qualche oggetto utile.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

martedì 16 giugno 2009

Vampire The Masquerade Bloodlines


Nonostante la massiccia e fastidiosa presenza di bug, che potrebbe scoraggiare i videogiocatori meno pazienti, non si può certo dire che questo sia un titolo da buttare. Armandosi di pazienza e di una carrellata di patches questo gioco può diventare eccellente. Certamente non lo si può etichettare come un semplice gioco di ruolo dato che convergono moltissimi aspetti del First Person Shooter e dei giochi stealth. I combattimenti (a parte qualche potere vampirico particolarmente coreografico) però, sono una parte secondaria , è molto influente invece è la parte dedicata ai dialoghi in cui potremmo giostrarci grazie al nostro retaggio vampirico. Chi è un seduttore potrà usare il proprio aspetto per affascinare i nostri interlocutori per nutrirci da bravi succhiasangue, avere informazioni interessanti o oggetti. Lo stesso effetto (tranne che per il nutrimento) lo si potrà ottenere intimidendo o persuadendo. Oppure a volte alcuni clan vampirici particolari potranno utilizzare le peculiarità della loro personalità. Chi è un Malkavian (un vampiro con turbe psichiche) potrà "contagiare" con la propria demenza il povero interlocutore, oppure un Ventrue (un vampiro aristocratico) potrà ipnotizzarlo. Ma passiamo alla trama, primo vero punto di forza del gioco. Non c'è bisogno di dire chi impersonate dopo che ho nominato tante volte la parola "vampiro". Siete a Los Angeles nel 2004 e siete costretti a servire il Principe-Vampiro che domina la città, dopo essere stati vampirizzati illegalmente e che il vostro "Sire" (così si chiama colui che trasforma un umano in vampiro) è stato giustiziato. Venite mandato ad aiutare vari lacchè (ma anche rivali, a volte) del Principe in giro per i vari quartieri della "Città degli Angeli" , che sono quattro e verranno sbloccati col procedere della trama: l'aerea portuale di Santa Monica, il Centro della Città, Hollywood e infine Chinatown. Man mano che vi guadagnate la fiducia del Principe Lacroix vi rendete conto che ci sono varie fazioni di vampiri:
una è quella del Sabbat, che cede al lato bestiale del Vampiro, poi vi è la Camarilla, quella di cui fate parte, che mira a nascondere l'esistenza dei vampiri ponendo delle leggi; poi vi è la fazione dell'Anarchia, spinta da sentimenti di libertà e odio nei confronti della Camarilla. Infine c'è ua fazione misteriosa, che viene dall'estremo oriente ed è costituita da vampiri di natura diversa dalla controparte occidentale. A incrinare il delicato equilibrio di queste fazioni è il ritrovamento di un sarcofago misterioso in Turchia, che verrà portato a Los Angeles. E saremo noi l'ago della bilancia che ci farà scoprire il contenuto del reperto, cercando di destreggiarsi nelle nostre alleanze all'interno della città. Molto apprezzabile la scelta delle canzoni che sentiremo nei vari club della città, come "Lecher Bitch" dei Genitorturers. Ultima ma non meno interessante caratteristica del gioco è la gran quantità di temi trattati parecchio scomodi(droga, criminalità, omosessualità e altro ancora) e di citazioni . Giusto per dirne qualcuna basta dire che sono nominati politici, attori realmente esistenti. Ma non solo: vi sono molte chicche per gli esperti tra cui:

Il cimitero di Hollywood è protetto da un custode di nome Romero(come il regista di film horror).
Il gestore di un negozio di pornografia sempre a Hollywood si chiama Flynn (Larry Flint vi dice niente?)
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

martedì 28 aprile 2009

Lionheart

Il titolo in questione non è molto conosciuto dal giocatore medio, tuttavia ci troviamo comunque davanti ad un piccolo gioiello dell'industria videoludica. Il gioco porta infatti un marchio di qualità: Black Isle, creatrice della ottima serie di Baldur's Gate e della famosa saga di Fallout. Con quest'ultimo Lionheart condivide il sistema di caratteristiche psicofisiche (forza, costituzione, intelligenza, fortuna, agilità, percezione e carisma) , e alcune abilità e talenti. L'atmosfera tuttavia è diversa dalla devastazione post nucleare e ci porta invece ad una affascinante versione distorta della storia. Nel 1191 re Riccardo Cuor Di Leone, dopo l'assedio di San Giovanni D'Acri ha dato ascolto al suo malvagio consigliere che gli ha suggerito di "farsi" rispettare dal nemico saraceno massacrando i 3000 prigionieri che si erano arresi in battaglia. Così facendo Riccardo ha scatenato la furia delle peggiori creature del mondo. Ma il coraggioso re non è stato con le mani in mano e ha combattuto tali creature fino alla fine della sua vita arrivando perfino ad allearsi con l'antico nemico Saladino, per scacciare il diabolico nemico. Dopo molte fatiche i due antichi nemici riescono a sconfiggere il Male, ma questo ha lasciato una traccia indelebile nel mondo: le creature hanno contaminato il genere umano lasciando tracce di sè nell'indole e nell'aspetto di alcuni uomini, e la progenie non si è fermata dando vita a tre nuove razze: la razza demokin, il cui retaggio demoniaco ha dato all'uomo sangue demoniaco e caratteristiche diaboliche, quali lingua biforcuta e corna; la razza Feralkin, che ha reso le sue vittime di aspetto e indole più bestiale e caotica; e infine la razza Sylvant, di indole saggia ma misteriosa e con un innato talento nel controllo degli elementi. E non finisce qui, anche la storia successiva è stata segnata: l'Italia e parte dell'Europa sono state conquistate dal Kahanato mongolo, che ha stretto patti con alcune creature; la spedizione contro gli Aztechi che, alleati con i mostri hanno costretto alla ritirata gli spagnoli, dopo una violenta battaglia in cui il condottiero Hernàn Cortes ha persino perso un braccio. Questo è parte dell'inquietante quadro con cui dovrà avere a che fare il giocatore, che viene catapultato nella Barcellona del 1588 e che ha la possibilità di interpretare un normale essere umano o una delle tre razze elencate prima, incontrando celebri personaggi storici (e anche letterari, come Shylocke), alcuni cronologicamente "giusti",quali William Shakespeare altri portati nel 1588 con licenze poetiche, quali Leonardo Da Vinci, Cortès e Machiavelli.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

giovedì 5 febbraio 2009

Majesty

In attesa del seguito vi raccomando di godetevi il primo della serie!
Majesty è un gioco di strategia molto originale, un innovazione che non ha avuto una diffusione capillare, dato che è l'unico gioco che conosca con questo gameplay e questo lo rende ancora più speciale. Voi siete il re di un regno fantasy che dovrà vedersela contro mostri malvagi, maghi megalomani, ondate di creature assassine che vanno dai semplici ratti giganti ei dragoni a due teste. Fin qui niente di sconosciuto per i giocatori appassionati.
La grande differenza rispetto agli altri giochi di strategia è semplice quanto geniale: le unità del vostro regno non sono controllabili, a differenza della gestione delle costruzioni e dell'economia del vostro regno.
Le unità sono indipendenti, ciascuna di essa è un eroe che avete reclutato al servizio del vostro feudo, non vi attaccherà, difenderà i vostri cittadini, combatterà i nemici e vi darà una parte del suo bottino. Vi sono svariati tipi di unità, divisi per classi, credo e razze, dai nani agli elfi, dai maghi ai paladini. Ma non potete comandarli, potete al massimo mettere una taglia su qualche particolare obiettivo, sperando che la taglia sia abbastanza alta o che il personaggio sia abbastanza nobile e coraggioso da compiere la missione che gli avete affidato. Ogni unità è unica, è un eroe assoldato al servizio del vostro regno e ciascun eroe ha le sue caratteristiche, i suoi punti di forza e di debolezza e una sua personalità. Ovviamente i ladri saranno ben disposti a combattere per denaro e riscuotere facili bottini, mentre i guerrieri si getteranno spesso alla carica, salvo magari cedere alla paura se il nemico sembra loro troppo potente. Anche il sistema economico è più raffinato del solito Dovrete gestire un regno intero costruendo e tassando, creando beni di consumo che gli stessi eroi acquistano per diventare più potenti, riempire le casse dei vari empori e fabbri che, una volta tassati arricchiscono di conseguenza anche il vostro tesoro.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

venerdì 31 ottobre 2008

Rise Of Nations: Rise Of Legends



Devo ammettere che sono nuovo della serie Rise Of Nations, e devo ugualmente ammettere che me ne pento. Rise Of Legends è l'unico della serie con cui sono riuscito a giocare e sono rimasto positivamente colpito dallo stile di gamelplay, che, consultando altre fonti da internet come wikipedia (sia inglese, che italiano) penso non sia variato tanto; infatti spero di riuscire prima o poi a procurarmi o almeno provare qualche volta i predecessori di questo gioco.
Il gioco ha uno stile diverso dal canonico Age Of Empires. Le risorse sono solo di due tipi, "ricchezza" (proventi del commercio) e "timonio" (minerale inedito del gioco) e la gestione di queste è molto semplice, ed è quasi automatica. Le strutture sono divise in due tipi diversi: strutture territoriali, come caserme, aereoporti e torri oppure i quartieri che possono essere edificati all'interno delle città sotto il dominio del giocatore, che aumentano il limite delle risorse, della popolazione e specialmente gli utili punti sviluppo. Questi sono paragonabili ai punti esperienza ma non vengono applicati a un singolo personaggio, ma a tutto il regno in possesso del giocatore, e di conseguenza alle sue unità. Interessante, prima di tutto la presenza dei confini nazionali che, se in mano al giocatore possono fornirgli dei bonus di guarigione, ma se in territorio nemico infiliggono alle unità i danni di logoramento ( a meno che il giocatore in questione non marci in territorio nemico supportato da unità speciali che, anche se disarmate hanno l'utilità di rifornire l'esercito entro una limitata area circostante). La seconda novità è la possibilità di conquistare i siti neutrali in due modi: o attraverso il freddo acciaio, come al solito, oppure, per chi vuole qualche unità extra, acquistando il sito con tutte le unità ad esso annesse. Ma ora passiamo al gioco vero: Il giocatore si trova davanti ad uno scenario particolare definito da molti SteamPunk. Per chi non sa cosa significhi questo termine verrà subito soddisfatto: Lo Steampunk è un genere fantasy "impuro" che importa da altri generi, prevalentemente il genere fantascientifico, alcuni aspetti. In Rise Of Legends ad esempio vediamo una civiltà simile, per aspetto, a quella umana: i Vinci. Come si capisce dal nome, il design e le tecnologie utilizzate da questa civiltà si rifanno ai progetti del nostro inventore Leonardo da Vinci. Personalmente, essendo io un "umanocentrista", almeno nei vieogiochi fantasy o fantascientifici, ho apprezzato particolarmente questa fazione per vari motivi, non secondario, devo dire, il "look" rinascimentale della fanteria. I Vinci basano la loro superiorità sulle invenzioni economiche e belliche di cui godono. Si va dalle tattiche avanzate dei moschettieri a vere e proprie bestie meccaniche e carri armati, senza contare l'appoggio di bombardieri dalla potenza notevole. Godono anche, secondo me degli eroi più carismatici della Campagna, come della partita casuale. Dopo i Vinci vi è la razza degli Alin. Inizialmente nel giocarli, storcevo il naso perchè mi parevano molto meno coriacei dei Vinci e troppo canonici per quanto riguarda il fantasy. Tuttavia man mano che li provavo mi sono accorto delle loro caratteristiche peculiari, anche se le unità appartenenti al cerchio di sabbia ( quello delle unità prevalentemente terrestri) sono di potenza inferiore rispetto alle unità Vinci ho avuto modo di apprezzare le unità del circolo del fuoco , che privilegiano il reclutamento di unità volanti come gli afreet (leggasi genii rossi di fuoco) e le salamandre di fuoco, per quanto riguarda il terzo circolo, quello del vetro, che è dedicato alle unità pesanti d'assedio non ho provato particolari unità interessanti a parte, naturalmente il golem di vetro. Terza e ultima fazione è quella dei Cuotl. Di aspetto molto bizzarro ( prevalentemente simile alle civiltà mesoamericane, ma con elementi che comprendono unità aeree il cui aspetto strizza l'occhio a "Stargate", e elefanti dall'aspetto asiatico) Con questa fazione si ha un quadro totalmente diverso per quanto riguarda l'economia: i Cuotl non hanno la "ricchezza" e la sostituiscono con l'energia. Questa particolare risorsa si ottiene sia grazie alla presenza dei quartieri reattori presenti nelle città, che attraverso il possesso di siti
precedentemente neutrali. Altra caratteristica di questa terza fazione è l'utilizzo combinato di magia sciamanica e tecnologia: infatti le unità possono, pagando un prezzo di energia, potenziare le proprie capacità difensive o perfino diventare invisibili per preparare imboscate ai nemici.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

giovedì 11 settembre 2008

Baldur's Gate II: shadows of Amn.

Il secondo gioco della serie Baldur’s Gate 2 Shadows of Amn, è un progetto più vasto e ambizioso.
Il protagonista è sempre quello del gioco precedente, non è più un viandante che nel primo episodio aveva pochi punti ferita e abilità e si doveva dannare per ammazzare i nemici più “innocui”, ora è un avventuriero potente, come lo sono alcuni dei vecchi compagni che ritrova in questa nuova avventura.
Il gioco inizia con un prologo cupo e intrigante nel quale, dopo aver salvato Baldur’s Gate, il protagonista viene allontanato dalla città e costretto ad allontanarsi insieme al gruppo di compagni avventurieri che lo segue.
Durante il viaggio il gruppo viene attaccato da feroci creature ben più forti e numerose che lo fa prigioniero…e il personaggio principale si ritrova in una stretta e buia cella nella quale il suo aguzzino, un mago che sembra essere infinitamente potente e parecchio crudele, lo sottopone a incantesimi dolorosi per tastarne in qualche modo e non si sa come le qualità.
Il protagonista dovrà fuggire insieme al gruppo dalla tetra prigione per poi rispuntare in una città mai vista e realizzare che la grande avventura è solamente appena cominciata!
A differenza del primo, le ambientazioni sono diventate più variegate e, in alcuni casi, meno ortodosse per un gioco fantasy ambientato in uno scenario medioevale: ambientazioni dal gusto orientale, rinascimentale, ma anche fantascientifico a volte.
Il gioco, a tratti più cupo e claustrofobico del predecessore, assume le caratteristiche di un kolossal hollywoodiano. Oltre alla tensione e ai colpi di scena già visti nel primo, in questo seguito si potrà anche assistere (se si sono compiute le giuste azioni e dette le giuste parole) alla storia d’amore fra il protagonista e una delle sue compagne di avventura.
Il giocatore si ritroverà più volte di fronte a un bivio che, a seconda della scelata determinerà la trama in maniera più netta rispetto al primo gioco.
Il gioco ha anche una Morale che si esplicita con un tema ricorrente durante tutta la durata della trama: la vita.
La vita eterna che ricerca l’antagonista di turno, la vita eterna che lui anela come bene più prezioso e che, in alcuni casi, è la dannazione di chi la possiede, perché mette l’individuo di fronte alla grandezza dell’eterno e alla ripetitività di una vita che può a volte sembrare vuota e straziante. Un messaggio moraleggiante e filosofico che rende questo gioco sempre più vicino a una saga giocabile.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!