sabato 25 aprile 2009

Kane & Lynch:Dead Man

Direttamente dagli studi danesi dell'Io Interactive, già creatori della serie di Hitman, ecco un titolo molto diverso. Dall'azione stealth si passa allo sparatutto in terza persona, dove il silenzio dei movimenti furtivi lascia il posto al caos di violente sparatorie. Il giocatore potrà anche dare ordini intuitivi ai seguaci che incontrerà nello sciogliersi dell'intreccio. L'alter ego del giocatore è un mercenario pieno di cicatrici, Kane, che viene strappato al braccio della morte dai suoi vecchi compagni. Ma non per amicizia. Al contrario, i misteriosi salvatori vogliono tutto meno che la felicità del nostro Kane e lo hanno invece liberato per saldare un vecchio conto in sospeso. Il nostro sfregiato protagonista dovrà restituire un grosso malloppo ai suoi ex compagni, pena la morte della ex moglie e della figlia. Per essere sicuri di non vedere sfumati i loro vecchi guadagni i Sette, così si chiama il gruppo dei malvagi liberatori di Kane, inviano a controllare questi un misterioso uomo, Lynch, scappato con Kane dalla condanna a morte, che mostrerà presto il suo squilibrio mentale...
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venerdì 17 aprile 2009

Hidden & Dangerous 2 Courage under fire

Courage Under Fire è l'edizione limitata di Hidden And Dangerous 2 che comprende l'originale e l'espansione ufficiale "Sabre Squadron". Il gioco è ambientato nella seconda guerra mondiale e ci porta a tenere le redini di un commando armato dello Special Air Service (S.A.S.) . Per chi non lo sapesse la S.A.S. è un corpo militare d'elitè britannico fondato durante la Seconda Guerra Mondiale destinato a compiere pericolose missioni in pieno territorio nemico. I teatri in cui si svolgono le operazioni sono vari: si va dalla Scandinavia all'Africa, Dal Borneo alla Francia, e dalla Cecoslovacchia alla Sicilia. Le missioni che il giocatore dovrà portare a termine sono di vario tipo. dal furto di documenti alla cattura di un ufficiale nemico, dalla distruzione di una batteria di cannoni alla difesa di una piccola città. Il motore grafico utilizzato è una versione più rinnovata di quello del capolavoro Mafia: The City Of Lost Heaven L'armamentario di cui potranno disporre i nostri eroi è vario e ricco di dettagli realistici. L'uniforme che utilizzeremo in battaglia non sarà solo decorativa, dato che, in caso d cattura di un soldato avversario potremo fare uno scambio di uniformi per ingannare il nemico. Sarà inoltre determinante, e non solo esteticamente parlando, la presenza di un pratico zaino da riempire con ulteriori munizioni e oggetti vari. quali bussole, granate e kit di pronto soccorso. Ogni componente della squadra che manderemo nelle azioni commando sarà dotato di caratteristiche proprie che aumenteranno man mano che il gioco procede. Uno dei punti migliori del gioco è che il giocatore non dovrà fronteggiare solamente tedeschi, ma come raramente accade, dovrà combattere anche contro italiani e giapponesi. I fronti saranno inoltre diversi tra loro.
I Buoni vecchi tedeschi sono i più armati di tutti, hanno un buon morale e si arrenderanno poco spesso.
Gli italiani, come prevedibile, sono male armati e sono quelli che si arrenderanno più facilmente, mentre i Giapponesi saranno nemici infidi, pronti a suicidarsi in caso di cattura. Tecnicamente, ci troviamo di fronte ad un gioiellino che propone un'interessante miscuglio tra Azione e strategia in Tempo Reale, il tutto condito da un doppiaggio pregevole.
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martedì 14 aprile 2009

Condemned


Avete presente FEAR, il gioco che ho recensito una decina di post fa?
Ecco, questo gioco gli deve molto. Del resto è anche comprensibile, dato che è creato dagli stessi sviluppatori e molti elementi - anche a livello estetico - sono affini.
Vi è una grande differenza però. In FEAR ve la vedete contro dei soldati tosti e cattivi che però non sono tanto diversi dagli avversari di qualsiasi altro first person shooter; a parte qualche sequenza di combattimento particolarmente ostica non avrete molte grane, perchè la parte veramente difficile sarà superare i momenti di paura che vi causerà quell'adorabile ragazzina dai poteri soprannaturali, che raramente vi attacca e si accontenta di procurarvi spaventose illusioni che, per quanto spaventose non vi fanno quasi mai niente (ma ve la farete sotto lo stesso!).
Condemned non è così. È peggio!
Per prima cosa, se a FEAR siete vittime di continue allucinazioni, qui qualunque cosa vi sarà fatta e qualunque cosa vi trovate di fronte è REALE e fisicamente pericolosa. Inoltre, mentre a FEAR potete vantare di un arsenale di tutto ripetto e siete in grado di procurarvi una scorta quasi inesauribile di munizioni, in questo gioco le armi sono poche e le munizioni di meno. Di conseguenza dovrete il più delle vole vedervela coi nemici all'arma bianca e i nemici non sono dei simil marines professionali (che se non altro hanno il buon gusto di freddarti in fretta) bensì sono barboni, criminali psicolabili, pazzi, mutanti e appestati, una bella banda di buontemponi che non vedono l'ora di ammazzarvi a mani nude.
Se poi pensate a come siete finiti in questa situazione, allora rimpiangerete la ragazzina di FEAR.
Nel gioco voi siete un poliziotto della squadra omicidi accusato di un crimine che non avete commesso. Chi vi ha incastrato è un serial killer che adora cacciare altri serial killer, applicando una simpatica legge del taglione con la quale uccide i killer con il loro modus operandi. E per qualche motivo che dovrete capire ha deciso di rompere le scatole anche a voi. Per questo motivo voi dovrete scagionarvi prendendo questo assassino e dovrete raccogliere le prove da lui disseminate lungo le varie scene del crimine. Qui viene la parte originale del gioco, nella quale voi dovrete tirare fuori il vostro equipaggiamento da investigatore e spedire le varie prove alla vostra amica della scientifica. Peccato che a volte, durante questi momenti in cui dovete abbassare le armi e agire d'astuzia per trovare le traccie, potresti ritrovarvi a riprendere le armi per difendervi dall'ennesimo avversario. Durante una di queste ricerche sono sicuro che avrete una piccola sorpresa che ho avuto anche io, so che la riconoscerete e so anche che quando sobbalzerete penserete a me!
Come se non bastasse, mentre voi starete pensando se a questo punto non sarebbe più salutare un ergastolo, ecco che vi ritrovate in una faccenda che non riguarda solo voi e il vostro affezionato serial killer...
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giovedì 26 marzo 2009

Medieval II

Sono ancora fiero di aver rimandato l'aquisto del gioco per aspettare un PC migliore e per poter prendere la versione con tutti gli aggiornamenti. Questo sequel di Medieval si affida al suo più recente predecessore per lo stile di gioco, ovvero Rome. La mappa strategica è ereditata da quest'ultimo, con provincie e capitali da far progredire in termini di strutture e popolazione, come la mappa tattica, che segue le orme di Rome.
Alcune importanti differenze rispetto al precedente.
Esistono due tipi di capitali nelle vostre provincie: castelli e città.
I primi non si possono gestire dal punto di vista economico, hanno una quota di imposte fissa, mentre le città possono essere tassate in maniera bassa normale o pesante a seconda delle vostre esigenze; i castelli ospitano le unità più tipicamente feudali, mentre le città possono reclutare milizie che, comunque non vanno per niente sottovalutate, specie nelle ultime fasi del gioco; in più nelle città troverete il centro del vostro impero economico, potranno ospitare le gilde e tutte le costruzioni avanzate che troverete molto utili man mano che avvicinate al periodo rinascimentale.
Le unità non militari non comprenderanno solo diplomatici, spie e assassini: qui avrete sotto i vostri ordini anche uomini di chiesa, mercanti coi quali sfruttare materie prime e rilevare mercanti nemici e anche le vostre figlie primogenite, da mandare a creare trattati con altre potenze, sposare signori per cementificare i legami e corrompere i generali avversari con le loro grazie.
Potrete costruire delle gilde di mercanti, ladri, assassini e di altro genere che vi garantiranno di avere unità speciali o più potenti rispetto alle altre.
Altro punto è che non vi è una sola cultura con unità e missioni speciali (come in Rome nel caso dell'Impero Romano), qui ogni fazione dovrà compiere delle missioni per conto dei concilii dei nobili, come dovrà compierle per le varie gilde all'interno del regno.
Ultima coaratteristica non è proprio nuova, la trovavate anche nel primo Medieval e sono sicuro che ne avrete sentito la mancanza durante Rome: il Papa!
L'amabile chierico vi farà tornare la mente - sempre che ci abbiate giocato - ai vecchi tempi in cui lo Stato della Chiesa vi rompeva in continuazione con continue richieste al vostro regno, impedendovi di schiacciare staterelli che vi hanno dato grane e, ovviamente, imponendo a voi e tutti i regni cristiani a fare le sue stupide Crociate. In compenso, se vi gestite bene l'allegro pretacchione potreste anche riceverne dei vantaggi, volendo potreste eleggere papa uno dei vostri stessi cardinali, magari oliando per bene gli altri candidati per ottenerne i voti.
Nel complesso è un gioco molto interessante e altamente rigiocabile. Se con Rome le varie licenze poetiche che si sono concessi mi hanno dato meno fastidio perchè è un periodo storico che mi entusiasma meno, devo dire che i numerosi anacronismi che emergono in questo mi hanno dato più fastidio, dato che sono discretamente ferrato in questo periodo. Ma resta ugualmente un gran gioco!

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mercoledì 25 marzo 2009

Timeshift

Ci troviamo di fronte ad un titolo con un idea di fondo non molto originale, ma comunque interessante che è la possibilità di viaggiare nel tempo. A prima vista qualcuno penserebbe che questo gioco altro non è che una riedizione in chiave futuristica della Trilogia di Prince of Persia conclusa con PoP I Due Troni. Tuttavia si sbaglierebbe dato che adesso il giocatore non dovrà impersonare un'atletica macchina da guerra come il Principe di Persia, ma un semplice fisico che suo malgrado deve combattere. Ma passiamo alla trama vera e propria: un geniale scienziato, Krone, ha lavorato per l'esercito statunitense per costruire una tuta all'avanguardia che permette al suo portatore di sfruttare il tempo a suo piacimento. A fine progetto lo scienziato è stato ricompensato, ma secondo quest'ultimo in modo irrisorio. Furioso per questo sfruttamento da parte dei "potenti", decide di utilizzare la sua invenzione per i suoi scopi: trasportarsi in una realtà parallela e diventare un uomo potente e rispettato, in poche parole, viaggia nel tempo e nello spazio per prendere con la forza il potere in un passato e in una realtà alternativi ( verremo presto a sapere che siamo tornati nel 1940 dai giorni nostri) diventando a conti fatti, un dittatore. Ed è qui che entra in gioco il protagonista del gioco, un collega di Krone che ha intuito le idee folli di quest ultimo e decide di fermarlo, indossando anche lui una tuta che gli permette di riavvolgere, rallentare e fermare il tempo. Molte armi strizzano l'occhio ad altri FPS, in particolar modo Half Life, molti di voi ritroveranno la balestra con dardi esplosivi, il mitragliatore/lancia granate, il fucile a pompa a doppia funzione, il lanciarazzi telecomandati, il fucile ad energia e il cannone al plasma. L'unica arma originale aggiunta dagli sviluppatori è l'Hellfire, una mitraglietta con proiettili incendiari con un mini-lanciafiamme incorporato, che nonostante sia l'unica, è una chicca deliziosa! Tuttavia essendo un gioco della Sierra non poteva non permettersi ad un autocelebrazione di half life 1 e 2: oltre a gran parte dell'arsenale bellico con cui avremo a che fare con altre citazioni spudorate: il protagonista, un fisico, muto per tutto il gioco e di cui non si vede il volto manco a pagarlo oro (non vi ricorda Gordon Freeman?) e l'antagonista, scienziato iper ambizioso che si auto-proclama dittatore (vedi Wallace Breen). Almeno, a differenza di Half Life 2 il doppiaggio è più che decente.
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lunedì 16 marzo 2009

Rome: Total War

Continuiamo col ripasso delle vecchie serie Total War.
Con Rome vi ritrovate nell'era classica, a vedervela con romani, greci, cartaginesi, parti, barbari e compagnia bella.
Con Rome: Total War la serie subisce una svolta nello stile di gioco. La mappa strategica non si limita più a una serie di province sulle quali basta spostare un gruppo di armate che attaccheranno nel turno seguente, ora dovrete gestire il movimento delle vostre unità all'interno di ciascuna provincia. Le vostre unità hanno una data quantità di punti movimento che potete spendere fino a quando non finiscono, per ricaricarsi nel turno successivo. Il gioco cambia completamente in questo modo, non dovrete combattere sempre nella stessa mappa tattica, ogni punto della mappa strategica avrà una sua ambientazione e questo vi permette anche di nascondere le vostre forze in una zona boscosa per poi piombare addosso al nemico con un'imboscata; un'altra conseguenza di questo cambiamento è quella che le forze ribelli in questo sono molto meno fastidiose: se nei giochi precedenti ogni rivolta metteva in pericolo il governo della provincia ora i ribelli sono più che altro dei briganti, che si stanziano lungo delle zone strategiche all'interno delle vostre province a al massimo vi intralciano le rotte commerciali (forse solo ai livelli di difficoltà più alti si azzardano ad attaccare le vostre città e solo quando sono in superiorità numerica schiacciante). L'unico punto che resta ancora scoperto in questo stile strategico è che è forse un po' riduttivo il fatto che il controllo delle provincie lo ottenete conquistandone semplicemente la capitale.
Un'altra innovazione è il sistema economico, qui il progredire delle unità non avviene semplicemente grazie alle strutture, ma anche grazie alla popolazione, che ai livelli più elevati sblocca le strutture avanzate.
L'ultimo cambiamento degno di nota è il modo in cui potete trattare i vinti.
Gli ostaggi da riscattare non ci sono più, ma potete scegliere il destino delle città che conquistate, se sterminarne metà della popolazione, se schiavizzarla o se occuparle.
Il gioco ha alcuni buoni seguiti, specie Barbarian Invasion, anche Alexander è carino, ma francamente si trovano su internet molti mod migliori di quest'ultimo.
Concentrandomi su Barbarian è un seguito interessante sul declino dell'Impero Romano e, per fortuna, non dovrete vincerlo prima coi romani per sbloccare le altre fazioni, dato che giocarlo coi romani, specie con l'Impero d'Occidente, è particolarmente frustrante, se volete una partita più tranquilla e piacevole, provate con l'Impero d'Oriente o, meglio ancora, coi barbari!
L'innovazione più particolare del gioco è la possibilità di mobilitare l'orda con le fazioni nomadi, creerete dal nulla una mega armata che saccheggia qua e là e, una volta stanziata in un nuovo territorio, si rimpicciolirà perchè i guerrieri hanno messo la testa a posto e si sono stabiliti in una nuova casa; altro nuovo aspetto è l'introduzione della caratteristica della fedeltà dei vostri generali, più uno è infedele, maggiori sono le possibilità che si metta in proprio e crei una fazione sua (per qualche ingiusto motivo questa caratteristica è valida solo per i romani, come se non avessero già un casino di problemi per conto loro!).
Un consiglio.
Raramente serve schiavizzare la popolazione di una città, aumenta vertiginosamente le popolazioni delle vostre province e, anche se le fa avanzare più velocemente, le rende più difficili da gestire. Meglio sterminare (specie a Barbarian Invasion, dove quasi tutte le città sono già delle megalopoli) o, se è una città di quattro gatti, occupare.
L'unica vera pecca del gioco è che è troppo incentrato su Roma, dandole missioni speciali, unità ed eventi unici. Del resto si chiama ROME...

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giovedì 5 marzo 2009

Musica d'autore



Il videogioco è un arte. Il fotomontaggio, anche. Il secondo, come si vede, non lo so fare. So che è già stato ampliamente detto nell'introduzione del Blog, ma lo ripeto senza problemi. A partecipare allo sviluppo di alcuni giochi sono stati ingaggiati dei compositori all'altezza di questo nome. Di esempi ce ne sono tanti, partiamo con il compositore una serie di videogiochi che ha stregato molti videogiocoatori. Sto parlando della serie di Hitman e , la cui musica è stata interamente composta dal danese Jesper Kyd. I risultati sono ottimi: la musica accompagna l'esperienza del giocatore e calza a pennello con l'atmosfera di gioco, tetra e piena di suspence. Senza contare il fatto che Jesper Kyd ha anche avuto l'ottima idea di mettere brani di musica classica all'interno della serie, basti pensare all'Ave Maria di Schubert, che accompagna il menu di Hitman Blood Money. E parlando di musica nei videogiochi, non si può che parlare di Frank Klepacki, compositore della Westwood e in particolare della mitica serie di Command & Conquer. Questo autore ha deliziato le nostre orecchie con pezzi quali la general theme di Command & Conquer Red alert, la Hell March, che ha opportunamente remixato nel corso degli anni. E per finire parlerei di un gruppo metal che ha dato grinta Prince of Persia The sands of Time e Prince Of Persia Warrior Within, ovvero i Godsmack che col loro sound hanno accompagnato uno dei protagonisti di videogiochi più carismatici degli ultimi anni, ovvero il Principe di Persia.

domenica 1 marzo 2009

È Diablo III? no.

Non è il trailer Diablo III. Purtroppo. Questo sarebbe il trailer del nuovo gioco della EA: Dante's Inferno. E non è un modo di dire.
Voi SIETE Dante. E, siccome avete già sentito la puzza di americanata, siete un Dante cavaliere che scende nell'Inferno per salvare la sua amata da Satana, che l'ha corrotta e portata all'inferno. Chi è l'amata? Avanti, tirate fuori il Bignami dal solaio se proprio avete rimosso tutto o non vi aspettate una simile sfacciataggine nella riproduzione di un'opera letteraria. L'amata è Beatrice! Sì, signori miei, questa è la storia e questo il visionario progetto alla base di questo videogioco. Se vi piace l'avventura spaccona di un videogame avete trovato il Paradiso con questo gioco (tanto per rimanere in tema) e non dovete fare altro che aspettarne l'uscita. Se siete meno elastici in tema di fedeltà letteraria meglio evitarlo come il colera.

mercoledì 18 febbraio 2009

7 sins

Vabbè.
Magari è cattivo gusto considerarlo arte o come una pietra miliare nella storia dei videogiochi, però è un gioco semplice e piacevole.
Il vostro alter-ego è uno spiantato vizioso, cinico e ambizioso.
Non un eroe, tantomeno un modello, non che questo sia un gioco educativo, anzi!
Il titolo richiama i 7 peccati capitali: Invidia, Superbia, Lussuria, Ira, Gola, Avarizia e Accidia. Questi peccati sono anche i capitoli del gioco e costituiscono tutte le fasi dell'ascesa di questo meschino personaggio, ognuna delle quali rappresenta uno di questi peccati. Ad esempio, il primo capitolo è incentrato sull'Invidia e iniziate la vostra avventura come modesto commesso in una catena per articoli di lusso. Quale peccato capitale alimenta lo shoppig sfrenato se non l'invidia?
Il nostro eroe dovrà farsi strada in questo mondo vizioso quanto lui attraverso la furbizia, la spregiudicatezza e, specialmente, la seduzione!
Il gioco è fondamentalmente incentrato sul sesso e sui modi in cui quest'uomo seduce e circuisce donne mozzafiato che lo aiutano nella sua scalata. Ma il gioco e la sua trama non sono dei semplici pretesti per mostrare nudità e scene scabrose. Vi sono molti giochi di abilità divertenti e intuitivi, nonchè una gran quantità di battute spiritose e scabrose al punto giusto, quasi mai esplicitamente volgari.
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giovedì 5 febbraio 2009

Majesty

In attesa del seguito vi raccomando di godetevi il primo della serie!
Majesty è un gioco di strategia molto originale, un innovazione che non ha avuto una diffusione capillare, dato che è l'unico gioco che conosca con questo gameplay e questo lo rende ancora più speciale. Voi siete il re di un regno fantasy che dovrà vedersela contro mostri malvagi, maghi megalomani, ondate di creature assassine che vanno dai semplici ratti giganti ei dragoni a due teste. Fin qui niente di sconosciuto per i giocatori appassionati.
La grande differenza rispetto agli altri giochi di strategia è semplice quanto geniale: le unità del vostro regno non sono controllabili, a differenza della gestione delle costruzioni e dell'economia del vostro regno.
Le unità sono indipendenti, ciascuna di essa è un eroe che avete reclutato al servizio del vostro feudo, non vi attaccherà, difenderà i vostri cittadini, combatterà i nemici e vi darà una parte del suo bottino. Vi sono svariati tipi di unità, divisi per classi, credo e razze, dai nani agli elfi, dai maghi ai paladini. Ma non potete comandarli, potete al massimo mettere una taglia su qualche particolare obiettivo, sperando che la taglia sia abbastanza alta o che il personaggio sia abbastanza nobile e coraggioso da compiere la missione che gli avete affidato. Ogni unità è unica, è un eroe assoldato al servizio del vostro regno e ciascun eroe ha le sue caratteristiche, i suoi punti di forza e di debolezza e una sua personalità. Ovviamente i ladri saranno ben disposti a combattere per denaro e riscuotere facili bottini, mentre i guerrieri si getteranno spesso alla carica, salvo magari cedere alla paura se il nemico sembra loro troppo potente. Anche il sistema economico è più raffinato del solito Dovrete gestire un regno intero costruendo e tassando, creando beni di consumo che gli stessi eroi acquistano per diventare più potenti, riempire le casse dei vari empori e fabbri che, una volta tassati arricchiscono di conseguenza anche il vostro tesoro.
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