sabato 8 gennaio 2011

Quante persone uccideresti per una così?

Ho iniziato l'anno giocando alla serie di Mass Effect e mi ritovo ancora a giocare col secondo episodio.
Era tanto che un gioco non rischiava di mettere a rischio la mia vita sociale e di studio a questi livelli. Ma sono sicuro che se guardate l'immagine sopra di Miranda Lawson (il cui aspetto se non vi siete accorti è modellato in base ai lineamenti della tostissima e sexissima Yvonne Strahovsky, la grande Sarah Walker di Chuck) mi capirete.
Aspetto di aver finito Mass Effect 2 per poter recensire entrambi gli episodi.
Probabilmente potrei darmi una mossa dopo che sarò riuscito a farmi Miranda , perchè la missione più importante del gioco è trombarsela, la salvezza della Galassia è secondaria, potete anche morire dopo essere andati a letto con lei.
Giuro che se nel gioco non è previsto il dovuto rendez-vous denuncio la Bioware e compagnia bella per danni morali.
Oltretutto chi riesce a provarci con successo con Miranda può dire di aver fatto sesso con tre specie diverse della galassia: asari, umane e Yvonne Strahovsky (che è riduttivo e offensivo classificare come umana!).
Detto questo vorrei offrirvi alcune considerazioni sul gioco.
La mia quasi totale rinuncia alla vita mondana e ai mille impegni che avevo è già di per sè preoccupante, ma tutti noi sappiamo bene che non c'è limite al peggio.

Chi vuole essere ancora più nerd e disadattato di me può seguire svariate vie che ora propongo.

- Chi ha vinto i giochi in modalità Rinnegato o Esemplare li può ricominciare o riprendere dalla partita salvata più adatta e finire di nuovo il gioco nella modalità opposta, esplorando i finali alternativi.
- Rivincere i giochi, ma scegliere di iniziare una storia sentimentale con una personaggio femminile diverso da quello di prima
- Vincere o rivincere il gioco con un personaggio con aspetto personalizzato in modo che sia bruttissimo o molto somigliante a celebrità particolari

Ma queste prime sono solo le proposte meno impegnative, ora me ne vengono in mente alcune a dir poco eccentriche

- Rivincere il gioco con un personaggio femminile e avere un rapporto sessuale con una Asari (ebbene sì, le asari non dicono MAI di no se ve la gestite bene)
- Rivincere il gioco con un personaggio femminile e avere un rapporto sessuale con un altro personaggio maschile (se siete maschi nella vita reale non vi giudico!)
- Vincere Mass Effect I con un personaggio creato a immagine e somiglianza di Barney Stinson di E alla fine arriva mamma.
Poichè Shepard e Barney sono entrambi doppiati dal grande Claudio Moneta il divertimento è assicurato!
- Vincere Mass Effect II con un personaggio creato a immagine e somiglianza di Chuck Bartowsky. Inutile dirvi che dovete iniziare la storia sentimentale con Miranda Lawson per rendere questa scelta migliore.
Del resto sfido chiunque a snobbare Miranda!
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venerdì 10 dicembre 2010

La fine di Red Faction?

qualche giorno fa, in preda alla curiosità mi sono messo a guardare su internet i progressi del quarto capitolo di Red Faction, Armageddon che è un titolo da me molto atteso. Peccato che il risultato della mia esplorazione sia stato fondamentalmente deludente. A rendere particolare ed intrigante la serie era innanzitutto la scelta dell'ambientazione: il giocatore infatti non viene trasportato in una galassia molto lontana o comunque qualsiasi altro luogo distante dalla realtà terrestre, ma a Marte. In questo pianeta non siamo forzuti space marine che contro orde di mostri alieni da ammazzare, ma siamo solo degli esseri umani che cercano di difendere i propri diritti da altri umani più avidi e prepotenti che vogliono schiavizzare i coloni di Marte per alimentare un pianeta Terra ormai debole e prosciugato dai suoi stessi abitanti umani. Ed era questo a rendere Red Faction particolare e interessante, se non attuale dato la grande importanza che si dà alla tematica della lotta di classe. Invece gli sviluppatori della serie hanno avuto un idea discutibile che secondo me renderà meno interessante il tutto. La Volition Inc, creatrice ha voluto mettere la componente Horror introducendo i sopra citati mostri alieni, che sono stati risvegliati chissà come dal sottosuolo marziano e che vogliono fare la pelle dei dominatori umani di Marte. Io mi chiedo: perchè rendere RF l'ennesimo clone di Doom 3, quando il gioco viveva già prima di un identità propria? Io, fedele sostenitore del marchio Red Faction credo che nonostante questa decisione rimarrò un leale acquirente, ma non so quanti altri fan sarebbero d'accordo con me. Speriamo che la qualità non precipiti.
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venerdì 26 novembre 2010

Close Combat

Questa piccola grande serie è un altro di quei giochi di strategia che seguo con passione più o meno dai tempi delle medie.
Close Combat, il cui iniziatore era della Microsoft e della Atomic Games, ha subito qualche cambiamento nella casa sviluppatrice nel corso del tempo, ma ha conservato con gelosia la sostanza di gioco strategico in tempo reale.
Gli scenari messi sullo schermo della serie riguardano - in ordine crescente e per quanto concerne i titoli di cui sono a conoscenza - il Fronte in Normandia, l'operazione Market Garden, il Fronte Orientale, la Battaglia nelle Ardenne e una serie di Remake che ripercorrono i già citati scenari (escludendo la Battaglia delle Ardenne per quanto ne so).
La serie ha adottato uno stile di gioco che riguardava principalmente la tattica nei primi 3 episodi della serie: il giocatore doveveva disporre le sue truppe all'interno della mappa tattica e comandare i suoi uomini in modo da occupare punti di interesse strategico infliggendo il maggior numero possibile di perdite e con meno perdite possibili. Come tutti i giochi di strategia che apprezzo di più, Close Combat dà un'importanza particolare al morale degli uomini, insegnando all'inesperto comandante che non si può far correre i propri uomini in giro per la mappa sotto il fuoco, dato che la fatica e il morale possono far indietreggiare o addirittura paralizzare per il terrore gli uomini di una squadra.
Mai mandare alla carica plotoni di fanteria come se fosse una partita a Call of Duty o vi ritroverete una marea di fosse da sentire e i pochi sopravvissuti in preda a un post traumatico, meglio impostare un fuoco di copertura che faccia del fuoco di saturazione sul bersaglio da attaccare, costringendo i nemici a tenere giù la testa e a rialzarla quando gli altri vostri uomini saranno a portata di granate. Sono riuscito ad arrivare a un combattimento ravvicinato nel vero senso della parola, con tanto di granate in volo e perfino qualche combattimento corpo a corpo. Ma sono episodi rari o comunque non consigliabili se volete vincere, sebbene diano grande soddisfazione.
Il giocatore si troverà a gestire situazioni fedeli dal punta di vista storico, come un'agghiacciante inferiorità numerica dei tedeschi in alcuni scenari, l'imbarazzante mediocrità degli Sherman paragonati ai Tiger, nonchè il modo in cui alcune forze dell'Asse sono state messe su mandando a combattere coscritti appena reclutati dai territori appena conquistati, con tanto di cognomi dei soldati tutt'altro che ariani!
Alla fine di ogni combattimento potrete consultare una scheda dove sono riportate le uccisioni dei vostri uomini, eventuali atti di coraggio e vigliaccheria con tanto di decorazioni.
La parte strategica è appena accennata nel secondo e terzo episodio con la possibilità di poter scegliere le unità da mandare in combattimento e mandare a riposare quelle esauste, ma è meglio caratterizzata a partire dall'episodio IV con la battaglia delle Ardenne, dove potrete disporre le vostre unità sulla plancia e affidare loro supporti aerei e dell'artiglieria.
In ogni caso, a meno che non vogliate eliminare l'effetto del morale (a questo punto fatevi una partita a Red Alert!) rimane un gioco di nicchia, fuori portata dei giocatori meno raffinati e ostici.
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lunedì 8 novembre 2010

Far cry 2

Questo seguito di Far Cry non c'entra molto col predecessore.
Anzi non c'entra proprio niente, dato che il titolo è puramente formale e dovuto al motore grafico che questi giochi hanno in comune.
Questo seguito si ambienta in una non ben precisata repubblica delle banane africana, dove imperversa povertà, violenza e una labilissima tregua fra truppe governative e rivoluzionarie.
Ricorda molto Boiling Point, anch'esso ambientato in una repubblica delle banane (però sudamericana), anch'esso dilaniato da una guerra civile e anch'esso caratterizzato da un'ampia mappa lungo la quale il giocatore può imperversare sfruttando anche mezzi via terra.
Il giocatore può scegliere fra una lista di mercenari di varie nazionalità da impersonare la cui missione è quella di uccidere lo Sciacallo, un oscuro trafficante di armi col complesso del Dio che rifornisce entrambe le fazioni combattenti di armi.
Ritorniamo ai paragoni con Boiling Point.
Nel sistema di combattimento vince Far Cry 2 grazie a due interessanti espedienti: l'usura delle armi e la possibilità di provocare incendi in grado di distruggere strutture, paesaggi e nemici.
Nel gioco vi capiterà di maneggiare parecchie armi, di cui ben poche sono appena uscite dalla fabbrica, ma si tratta di armi di seconda terza e quarta mano, che facilmente si incepperanno dopo l'uso prolungato; capitava anche a Boiling Point, ma era un dettaglio appena accennato e che non rendeva bene l'idea che ti si inceppa e che devi sbloccare proprio quando ti trovi di fronte a un tizio armato. Avrete comunque la possibilità di procurarvi armi fresche pagando in diamanti grezzi e garantendovi una rifornitura per modello nei vostri rifugi.
Un altro bell'elemento è la possibilità di sfruttare il vento il fuoco e l'erba secca della savana fare dei nemici dei begli arrosticini, se volete aggiungere un po' di pepe colpite i depositi di munizioni e vedrete le munizioni scoppiettare fra gli avversari.
Oltre a queste chicche potrete fare affidamento su dei compagni riconoscenti che avete salvato durante le vostre avventure che vi tireranno fuori dai guai una volta al giorno se feriti a morte.
Il combattimento risulta quindi più fluido rispetto a Boiling Point, che ha voluto invece approfondire il lato più sul versante del gioco di ruolo.
Punto a favore per BP per quanto invece riguarda la possibilità di cambiare il corso del gioco.
A BP potevate fare il voltagabbana quando volevate, cosa magari poco credibile, ma almeno sfiziosa; a Far Cry vi spareranno tutti, governativi o ribelli che siano all'infuori delle zone franche. Certo, è coerente con la storia in quanto voi siete un mercenario esterno a entrambe le organizzazioni, ma è noioso essere sparati a vista di chiunque abbia un AK nel raggio di 100 km quadrati!
Ma non è tanto questo il problema.
Far Cry 2 è fondamentalmente lineare, ogni tanto vi sembrerà che prendendo una decisione diversa e facendo qualche missione secondaria in più possa cambiare qualcosa.
Non è vero.
Qualunque cosa facciate, a chiunque spariate, in qualunque modo vinciate una missione, non cambia NIENTE.
Vi ritroverete a passare da uno schieramento all'altro senza nemmeno capire il perchè, escludendo quelle occasioni durante la trama in cui gli eventi degenerano e almeno sapete perchè vi stanno sparando.
Forse tutto questo cela un messaggio politico.
In Africa non cambia niente se sei schierato con un gruppo politico o l'altro: finisce in ogni caso in un gran bordello. Questo è quello che pensa lo Sciacallo e lo potrete ascoltare in uno degli stralci di interviste che potete trovare registrate in vari registratori sparsi per il gioco. I registratori sono una delle parti più belle del gioco, vi permettono di ascoltare svariate perle machiavelliche del vostro nemico, un po' alla colonnello Kurtz di Cuore di tenebra (una delle regioni del gioco ha il suo nome). Peccato che ci sia un simpatico bug nel gioco introdotto da una patch che dopo il quinto-sesto registratore non ne fa ascoltare di nuovi.
I bug infestano questo gioco.
Peggio della malaria, della guerra civile e della siccità in Somalia.
Questo gioco crasha una volta sì e l'altra pure. Scaricatevi la patch. E che sia quella buona o dovrete ascoltarvi i discorsi dello Sciacallo su youtube come ho fatto io.

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sabato 16 ottobre 2010

Crusaders - Thy Kingdom Come


Come promesso sono riuscito dopo insidiose imprese a procurarmi il gioco della Neocore che ha formato le fondamenta per King Arthur recensito qualche mese fa. Come forse si è capito da quel che ho appena scritto, in Italia la distribuzione in lingua nostrana non ha seguito il giusto ordine cronologico. Nonostante King Arthur sia del 2009 e Crusaders dell'anno prima in Italia sono stati tradotti praticamente in contemporanea favorendo naturalmente la preferenza dei giocatori italici nei confronti di Re Artù trascurando quindi gli affascinanti scontri nella Terrasanta. Tuttavia, dopo aver gustato l'atmosfera celtica del primo e le sue chicche relative alla giocabilità ho avuto la curiosità di gettarmi anche sull'altro...Ma troppo tardi, tanto che l'ho ritrovato solo pochi giorni fa in un gamestop. Appena possibile mi sono ggettato a giocare a questo titolo, provando sopratutto nelle prime ore un inaspettato entusiasmo. La campagna consiste in 15 battaglie ( o meglio schermaglie dato che il numero dei soldati non è elevatissimo) sempre più complicate e pericolose, ed è la varietà di queste missioni che riesce a distogliere da una difficoltà a volte snervante: si va dal classico "ammazzali tutti quanti" a missioni in cui dobbiamo scortare un nobile compagno d'armi o un ambasciatore pontificio dall'altra parte della mappa, evitando che Selgiuchidi o Fatimidi lo uccidano e ne facciano un filetto di cristiano al gratin.Nonostante le apparenze il gioco tende a distanziarsi dalla linearità, spesso eccessiva per alcuni giochi di strategia e se il giocatore è particolarmente paziente la rigiocabilità del titolo è elevata: Ampia è la scelta del giocatore che permette di interpretare come alter ego uno tra 4 principi europei, ognuno con le sue truppe iniziali, specializzazioni in combattimento, livello di esperienza, "budget" e fede nella guerra santa indetta dal Papa. C'è il princpe spagnolo, un crociato pieno di fervore ma non di pecunia abile nella guerriglia e nel comando di truppe leggere, il francese di nobili (e ricchi) natali potente generale di cavalieri ma ancora giovane e inesperto, l'inglese, poco devoto ma buon comandante di arcieri , il principe tedesco senza particolari specializzazioni e quello che ho voluto scegliere io,il principe normanno, Roberto di Napoli, dotato di pochi "legami politici" (vedi dopo) non molta grana all'inizio della crociata, ma specializzato nel condurre fanteria pesante e con un esercito formato da truppe esperte e ben armate. Prima ho citato i legami politici ed essi sono determinanti nel corso della guerra, dato che influenzano sia i tipi di truppe che possiamo portare nelle nostre file (ad esempio i francesi ci permetteranno di reclutare la cavalleria francese,i normanni, se contenti del nostro operato ci concederanno i loro arcieri, particolarmente abili e via dicendo) sia possibili sconti nelle armi e nelle armature che se vogliamo possiamo potenziare nel corso dell'impresa, abilità uniche per il nostro eroe, oppure ancora un nuovo seguace di nobili natali disposto a combattere sotto la nostra bandiera. I modi per accaparrarsi questi "favori" sono due: il primo è scegliere di combattere la prossima battaglia con lo stendardo di tale fazione oppure svolgendo missioni secondarie nel corso delle battaglie, come punire crociati che si sono dati alla macchia, o uccidere spie di una fazione determinata (oppure semplicemente incontrarle "lavorando" per la suddetta fazione, a seconda della scelta che vogliamo intraprendere). Il difetto di questi obiettivi facoltativi è che spesso sono più difficili della missione primaria stessa e se falliscono danneggiano la reputazione del nostro alter ego in armatura. Il rapporto con la storia è ambiguo, anche se alcune unità possono risultare anacronistiche per la loro armatura troppo elaborata, le notizie storiche date nei briefing delle missioni sono interessanti e realistiche, tanto che (almeno per un appassionato di storia come il sottoscritto) a volte rappresentano un buon motivo per proseguire nel gioco facendosi anche una cultura. Due piccioni con una fava!

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martedì 5 ottobre 2010

La serie di Cossacks


Faccio un post unico che comprende il primo episodio con annessi aggiornamenti e il secondo.
La serie Cossacks è prodotta da la GSC Game, la casa ucraina che ci ha anche regalato STALKER e che ci dimostra che dai paesi dell'ex blocco sovietico non sanno farci pervenire solo prodotti celebri ma rudimentali come Tetris o l'AK-47. Il primo episodio Cossacks era un gioco strategico in tempo reale dalla grafica abbastanza elaborata per l'epoca e che come fiore all'occhiello aveva la capacità di supportare sullo schermo eserciti con tanto di reggimenti in formazione fino al non poco invidiabile numero di 10000 unità. L'altra caratteristica del gioco - già sfruttata in altri giochi ma ben gradita - dell'influenza che hanno le risorse sul proprio esercito: il carbone serve per garantire il rifornimento di munizioni, l'oro per pagare i mercenari che altrimenti si ribellano, il cibo per foraggiare gli uomini, che altrimenti crepano di fame.
Ultimo elemento innovativo era la possibilità di catturare o distruggere strutture non presidiate, aprofondito nell'aggiornamento di Cossacks American Conquest, che permetteva agli uomini di barricarsi all'interno delle costruzioni.
Quest'ultimo punto è stato forse quello che non mi ha permesso di apprezzare in pieno il primo episodio poichè l'enorme quantità di forze in campo rendeva quasi impossibile vincere la partita in schermaglia, dato che imponeva che vi fosse una battaglia infinita per ogni singola dannatissima struttura da espugnare, mentre nei precedenti giochi strategici qualunque unità poteva attaccarla direttamente fino a distruggerla per esaurimento di punti ferita.
Il gioco che ho potuto invece meglio apprezzare è Cossacks 2, che si concentra nel periodo Napoleonico (il primo toccava un lasso di tempo che andava dal XVI al XVIII secolo).
L'innovazione per me più gradita è stata l'introduzione della modalità Battle for Europe nella quale è possibile impersonare le grandi potenze europee di Francia, Gran Bretagna, Prussia, Russia e Impero Ottomano (nell'espansione stand alone anche Spagna, Polonia, Confederazione del Reno).
In questa grande campagna si alternano fasi strategiche in stile risiko! a frasi tattiche sul campo, dove è possibile anche condurre missioni secondarie che permettono di avere risorse in più, unità o punti esperienza che permettono al personaggio di salire di grado e di poter comandare per le prossime battaglie sempre più unità.
Altra buona innovazione è l'introduzione dei villaggi, centri abitati forniti di miniere o fattorie che, una volta conquistati hanno una piccola guarnigione autonoma a difenderli e nella modalità schermaglia vi riforniscono di beni di necessità, permettendo anche che i vostri reggimenti nelle vicinanze possano sostituire gli uomini persi con delle reclute del villaggio che riempiranno progressivamenti i ranghi fino al massimo.
Ultimo e sempre da me gradito miglioramento è l'influenza del morale, già accennato nei primi episodi, ma definitivamente imposto in Cossacks II. Qui le vostre formazioni si disperdono se subiscono perdite oltre il 70% e vi sono anche altri fattori che condizionano la stabilità del reggimento, come la fatica, gli attacchi di fianco o l'inesperienza. Quest'ultimo punto è ovviamente la cosa che più vi farà rodere quando perderete un'unità perchè, oltre a perdere forze in campo perderete anche un'unità con esperienza se si dà alla fuga il vostro reggimento che ha combattuto più battaglie, quindi più abile degli altri in termini di potenza di fuoco, abilità nel corpo a corpo e minor consumo di munizioni.
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domenica 3 ottobre 2010

Crysis


Ho finito dopo una settimana di tempo, e con innumerevoli bestemmie, questo titolo. Il mio primissimo pensiero è stato "Era da tanto che non premevo così spesso il tasto reset del mio computer!" Scherzi a parte ci troviamo davanti un gioco che per vari problemi tecnici fa gridare allo scandalo. Nemmeno con una patch si riescono a risolvere i bug e i crash che affliggono questo gioco. Nonostante il mio computer sia buono, ho assistito a rallentamenti particolarmente odiosi in situazioni molto concitate in cui dovevo uccidere i cattivi di turno, sia alieni che umani. Inoltre ho impiegato un giorno intero per l'ultimo combattimento del gioco non tanto per la difficoltà (cosa comunque non da poco) ma soprattutto perchè misteriosamente dopo 2 minuti di gioco all'incirca Crysis si crashava allegramente lasciandomi tra le mie imprecazioni e qualche volta a miei pugni sulla scrivania dove sono tengo la tastiera e il mouse. Tanto che fino all'ultimo fotogramma del gioco avevo la tentazione di spoilerarmi direttamente il finale su youtube e mandare a quel paese il gioco. I caricamenti tra una missione ed un altra sono inoltre abbastanza lunghi e, da quando ho un pc che si può definire moderno, riesco a perceprire tale lentezza, alla quale mi ero disabituato quando ho cambiato computer. Probabilmente questa lunga sequenza di pecche è dovuta al motore grafico Cryengine 2, spettacolare in quanto a qualità di luci, ombre e dettagli vari ma virtualmente pesante come un carro armato, tanto che a suo tempo Crysis aveva ricevuto molte critiche per i requisiti minimi del gioco, puttosto esosi anche allora. I lettori pazienti però, se sono ancora incuriositi dopo questa sfilza di difetti possono ancora sperare. Crysis infatti gode di una profondità ben maggiore del call of duty di turno, in cui la trama è quasi solo un pretesto per inserire una parte del gioco in single player e rendere sfruttabile il gameplay. Qui l'ambientazione è un punto forte: l'anno è il 2020 nei panni ( o meglio nella tuta futuristica) di Nomad, militare delle forze speciali americane, dovremo indagare su una misteriosa ricerca archeologica su un isola imprecisata del Pacifico, per via di uno strano manufatto di origine ignota. Come penso sia cristallino, gli statunitensi non sono gli unici ad essere interessati al caso, ma anche la Corea del Nord guidata da Kim Jong-Il (nominato direttamente e senza giri di parole in un pezzo del gioco!) ha voglia di scoprire qualcosa riguardo ciò e quindi le forze speciali U.S.A. e successivamente anche i Marines dovranno lottare contro l'esercito popolare coreano per il possesso dell'isola, mettendo in pericolo i rapporti diplomatici tra le due potenze... Odio spoilerare, ma se non lo faccio almeno un po' rischio di non accalappiare l'interesse dei lettori. Il manufatto altri non è che una sorta di centrale energetica di una civiltà extraterrestre, e negli ultimi tre livelli del gioco dovremmo combatterli direttamente (dico "direttamente" perchè già si capisce qualcosa dall'inizio del gioco quando uno dei membri del Team di Nomad viene trovato ammazzato in circostanze misteriose che fanno capire PERFETTAMENTE che c'è qualcosa di innaturale in questa isola!) e quando si inizierà a combattere questi "mostroni" la difficoltà del gioco levita spaventosamente... Oltre alla trama ho torvoato molto interessanti alcuni particolary del gameplay: ad esempio (cosa piuttosto comune ultimamente) si avrà accesso a dei poteri grazie alla tuta nanotecnologica indossata dal nostro alter ego e potremo ad esempio fare brevi ma velocissimi scatti, ridurre il rinculo delle armi e lanciare oggetti con un potenziamento che incrementa la forza dei nostri muscoli, diventare invisibili per breve tempo e trasformare in una corazza la nostra tutina miracolosa. Sul campo il protagonista potrà personalizzare le prestazioni del suo armamento (potra portare come armi, una coppia di pistole automatiche, due tipi di di fucili, granate ed armi esplosive come rpg e c4) installando modifiche da usare in combattimento, come mirini di precisione, puntatori laser e silenziatori, il tutto ogni volta che si vorrà. Ultima nota: Claudio Moneta, che ha doppiato in questo gioco Nomad è come sempre un mito.
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domenica 19 settembre 2010

Kane & Lynch 2: Dog Days

Dopo entusiastiche e meno entusiastiche attese è arrivato il seguito di Kane & Linch, stavolta ambientato nella tosta e dura Shanghai.
Il gioco è ambientato qualche tempo dopo il primo e, prima cosa che cambia rispetto alla consuetudine, credo di aver capito che sia la conseguenza del finale in cui fate il bastardo, non di quello in cui fate la scelta meno egoista.
Nel seguito impersonerete oltretutto Lynch che, nonostante le sue turbe psichiche, è riuscito a stabilirsi e ad attarsi alla realtà cinese.
Peccato che debba andare qualcosa storto come sempre...
I creatori hanno deciso di optare per una scelta originale a livello grafico: gli avvenimenti della strana coppia alle prese con la mafia cinese sono ripresi da una telecamera il cui video è stato postato su Youtube e, in accordo all'aspetto di youtube, il video è volutamente imperfetto, con tanto di giochi di colori e immagine deformate dai quadratini di censura per quando ci sono scene esplicite di nudo o sbudellamenti particolarmente cruenti. Ringrazierete questi fatidici quadratini perchè, se sono occultate le parti intime femminili, la stessa cosa vale per quelle maschili e anticipo che ci saranno scene in cui queste parti sono ben esposte.
Non chiedetevi come sia possibile che un tizio riesca a riprendere questi due matti mentre mettono a ferro e fuoco la Cina, fatto sta che ho potuto riscontrare un elemento dalla somma finezza alla fine del gioco: il misterioso cameramen muore, perchè sentirete un colpo di arma fuoco e vedrete l'immagine inclinarsi.
Devo purtroppo dire che, nonostante queste chicche, la modalità di gioco classica è fiacca.
La trama è lineare, le battute che si scambiano Kane & Lynch sono meno fiacche e Lynch poteva essere di gran lunga meglio sviluppato come personaggio.
Essendo schizofrenico, potevano tirare su delle sottotrame da paura e, anche se sentirete brevemente le sue allucinazioni acustiche durante una missione, sicuramente si poteva fare molto di più e sviluppare la sua personalità in maniera più sfiziosa; oltretutto Lynch, pur essendo comprensibile dato il bel casino in cui si sono cacciati, a volte è un po' troppo lagnoso.
Il sistema di comandi, un po' pesante nel primo, resta ancora farraginoso in questo episodio nonostante alcune migliorie; è stata abolita completamente la possibilità di dare ordini ai compagni per un gioco di sqadra ed è un'inspiegabile e grave mancanza; non sono riuscito a capire se è possibile evitare le solite sparatorie con qualche pezzo di missione stealth, io non ci sono riuscito e, contando che il gioco è fatto dalla stessa casa di Hitman, mi sembra strano che ne abbiano tolto la possibilità.
Il gioco recupera sulla modalità arcade, dove fate parte di una squadra di rapinatori.
Si va dalla semplice modalità di rapina, alla classica missione caccia alla bandiera.
L'elemento originale consiste nella possibilità di poter tradire i propri compagni per dividere con meno persone e scappare col mezzo di fuga, senza contare che vi è anche la modalità in cui c'è una talpa della polizia nella squadra. Non vi potrete fidare di nessuno. Una ficata.
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domenica 12 settembre 2010

Bioshock 2

Una frettolosa decisione (non mia) ha permesso di acquistare il primo Bioshock tempo fa, quando quel colabrodo del vecchio Pc (gli Dei lo abbiano in gloria comunque) non era in grado di far girare decorosamente praticamente nessun gioco degli ultimi 6 anni. Siccome non ho voglia di giocare a un gioco che va a scatti come se avessi una percezione del tempo e della realtà alterata, ho deciso di giocarci e finirlo piacevolmente solo ultimamente.
Colto dall'entusiasmo del primo (entusiasmo smorzato da vili spoiler ricevuti che avrò il buon gusto di non rinnovarvi), non ho aputo resistere e mi sono procurato il secondo.
Questo secondo episodio non descrive le vicende del vecchio e tosto Jack del primo, bensì porta dall'altra parte della barricata, facendovi impersonare uno dei Big Daddy che nel primo episodio aggredivate con tanta passione.
Il gioco inizia due anni prima dell'inizio del secondo, per poi avere un salto di una decina di anni, dopo i quali vi ritrovate nella Rapture post Ryan, dove non imperversa più il capitalismo ultra-liberista di quest'ultimo, bensì il suo esatto contralt'are, un collettivismo spinto e anti individualista portato avanti dalla psichiatra Lamb.
Avendo subito cominciato il seguito praticamente due minuti dopo aver finito il primo non ho potuto constatare quanto sia più difficile questo rispetto all'altro. I nemici - anche i semplici ricombinanti più tenaci dal punto di vista dell'IA, girano in gruppi più numerosi e hanno armi più forti che nel primo. Il vostro povero Big Daddy risulta più fragilino del super Jack del primo gioco, anche perchè è un modello vagamente obsoleto e il fatto di avere la metà dei plasmii e dei kit medici non aiuta. Non parliamo poi cosa succede se vi trovate contro gli altri Big Daddy e le ancora più bastarde Big Sisters...
Il gioco ha dato una spolverata al comunque dignitoso arsenale del predecessore, mettendo nuovi armi da fuoco e aggeggi caratteristici del Big Daddy come il tostissimo trivellone, che mai va disprezzato anche se è la prima arma.
Un punto innovativo è il modo in cui si possono sabotare torrette e stazioni di rifornimento, nelle quali non dovrete risistemare i circuiti per dirottare il flusso, bensì fare un giochino ancora più intuitivo in cui dovete bloccare una lancetta continuamente in movimento nel punt giusto.
Sono combattuto sulla scelta di quale sia lo stile migliore: da una parte è più realistico, perchè quando saboti una stazione il gioco e i combattimenti non si mettono in pausa come nel primo; d'altra parte il giochino del cambio dei flussi era divertente e serviva a dare una svolta al gioco, inserendo giochi di intelligenza in mezzo ai tanti combattimenti, mentre ora è stato trasformato in un giochino arcade.
Tralasciando lo stile di gioco e le migliorie grafiche ritorniamo alle trovate stilistiche.
Il gioco ripercorre la strada battuta del primo episodio, sfiorando pericolosamente lo status dell'ad onn piuttosto che elevarsi a vero seguito, essendo ambientato nella stessa città del primo non cambia molto e il finto involontario gioco di parole del market's garden uccidi i tuoi desideri del primo è scomparso per colpa di un bug (eliminabile via patch).
Tuttavia evita di vedersi degradato ad add on.
L'ambientazione è senz'altro il pezzo forte di questo titolo, il seguito prende numerosi spunti dal primo gioco, lo arricchisce, ma la maggior parte delle idee sono state già date nel primo; il punto in cui il secondo dimostra di aver dato un miglioramento decisivo è lo stile di combattimento, rivoluzionato dalla possibilità di usare armi e plasmidi nello stesso e tempo e reso sfizioso da dei nemici che permettono di condurre combattimenti più articolati, difficili e soddisfacenti rispetto al primo.
Questo episodio si propone come integrazione e completamento del primo.
Se nel primo episodio viene sbandierato il capitalismo senza regole di Ryan, qui viene sbandierato l'esatto contrario, una società collettivista e dal sapore materno e soffocante.
Le estremizzazioni in entrambi i giochi creano una caricatura parossistica delle due ideologie, fornendo in questi due giochi una forte carica satirica, cosa assai encomiabile.
Detto questo, finiamo questo gioco e poi cominciamo a sbavare per il grande seguito Infinity!
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mercoledì 1 settembre 2010

The guild 2: Pacco completo


Indubbiamente il medioevo è un periodo affascinante. A mio parere, lo è dall'inizio alla fine. È un periodo, per quanto pieno di superstizione e ignoranza, su cui si basa il mondo che noi tutti conosciamo, tutti i giorni. The Guild, e tutte le sue espansioni stand-alone sono ambientate nel quindicesimo secolo, periodo che rappresenta più o meno la morte dell'epoca medievale per lasciare il posto a quella moderna. Ed è proprio quest'atmosfera di transizione a rendere il '400 ancora più accattivante. Forte di quest'ambientazione si fanno strada i vari titoli The Guild 2, ognuno con ambientazioni differenti: quello standard è ambientato nell'entroterra germanico, Pirati dei mari del Nord che dà al giocatore(logicamente!) la novità di navigare in acque tedesche britanniche e norvegesi, come commerciante, pirata o anche umile pescatore, Venezia vi farà impersonare un cittadino ravennate, della Serenissima o se siete nostalgici dell'Europa settentrionale un uomo di di Vienna o dintorni e l'ultima espansione (nata però come mod, dato il fallimento della software house di the Guild 2) Renaissance, che ci porterà di nuovo nel Nord conferendo ulteriori nuove professioni versatili e divertenti. La struttura, però è più o meno comune a tutti i giochi ( a parte per la Campagna dell'espansione piratesca, in cui intreccio e personaggio saranno già fatti dal computer per esigenze di trama): scegliamo il nostro Alter ego (con tanto di sistema di esperienza à la gdr) avendo la possibilità di personalizzarlo nel sesso, nell'aspetto fisico, nella voce e sopratutto nella sua classe di abilità. Potremo infatti decidere di 4 gruppi di mestieri: lavoratore autonomo, artigiano, erudito e "furfante". Il primo comprende lavori come il taverniere o il contadino, l'artigiano può invece scegliere mestieri come il fabbro o il sarto, l'erudito può divenire un abile medico o un enigmatico alchimista, infine il furfante, per chi non disprezza il lavoro sporco. Si può scegliere di essere il capo di un covo di banditi o magari di loschi tagliaborse. Tutte e 4 le "professioni" che sceglieremo hanno comunque la possibilità di intraprendere, parallelamente al proprio mestiere di base, una vera e propria carriera politica partecipando alle sedute nell'aula del consiglio. Questo è il fattore più interessante del gioco dato che ogni carica elettiva della città in cui vive il protagonista ha un salario che varia in base all'importanza del compito e le proprie peculiarità, se siamo il sindaco della città possiamo comportarci in modo non proprio carino, ovvero possiamo ogni tanto prendere qualche piccolo "extra" dalla tesoreria della città! Se l'alter ego è il giudice logicamente dovrà presiedere ai tribunali (quando non siamo noi il giudice i tribunali sono un'utile risorsa per ostacolare o addirittura far fuori un nostro rivale con una condanna a morte se li accusiamo e ci sono le prove adatte ad incriminarlo) il capo delle prigioni sarà in grado di torturare i nostri avversari per spingerli a confessare crimini che (forse) non hanno nemmeno commesso! Per ottenere uno di questi incarichi il personaggio del giocatore dovrà recarsi nel municipio della città e pagare una tassa per potere partecipare alla prossima elezione e sperare che il consiglio della città non ci odi così tanto da boicottare totalmente la nostra candidatura. Per ovviare a quest'inconveniente bisognerà ricorrere ad un mezzuccio in voga anche oggi.Avete capito quale? No? Semplice, è uno dei metodi più vecchi, la corruzione! Aprite quindi il vostro fido portamonete e donate oro sonante o regalie di vario genere agli elettori che possono fare la differenza tra vittoria e sconfitta. Naturalmente questo gioco non è solo lavoro e politica c'è anche la famiglia. Infatti un fattore di cui bisogna tener conto è la vostra discendenza, ergo se vi trovate una moglie e far figli può essere una buona idea dato che così potrete comandare anche lei e gli eventuali figli per espandere quindi le vostre attività e di conseguenza le vostre entrate. Nel gioco è presenta anche la sfortuna per il personaggio di ammalarsi di malattie che vanno dal banale raffreddore alla lebbra. Ognuno di questi può o degenerare in una malattia più grave o intaccare in modo irreversibile il vostro fisico o il vostro intelletto. Se quindi uno dei vostri dovesse contrarre la peste o altri mali andate nell'ospedale più vicino possibile e pagate per una cura (o medicatevi voi stessi se avete intrapreso la carriera di medico) e sperate che le medicine appropriate ci siano.Purtroppo il gioco non è perfetto e mi vengono in mente tre cose che non sono gestite per niente bene. La prima è il sesso dei personaggi, caratterizzato troppo poco: irrealisticamente infatti potrete vedere donne-soldato e donne politicanti, cose anacronistiche per non dire buffe per un gioco ambientato nel medioevo: il secondo neo è la gestione del tempo. Ogni giornata (con tanto di ciclo giorno-notte) irrealisticamente rappresenta una stagione intera e quindi vedremo i nostri personaggi invecchiare molto rapidamente, cosa che mette fretta al giocatore oltre ad essere un evidente paradosso. L'ultima imperfezione, spesso presente nei giochi gestionali, è il pericolo che il gioco diventi presto ripetitivo e noioso, dato che dopo le prime volte che si assiste con interesse ad un determinato evento del gioco, che sia un duello o un elezione del municipio, presto tale interesse cala dato che ci si accorge che si ripete spesso.

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