lunedì 25 gennaio 2010

Overlord

Gli dei benedicano Internet. Grazie a questa genialità dell'informatica sono entrato nel tunnel dei film in streaming, del messenger e cose che un lettore ben pensante non dovrebbe sapere. Ma una cosa che ho recentemente preso dalla rete globale è questo simpatico giochino della ottima Codemasters (già "padre di giochi come l'acclamato Operation Flashpoint e Severance:Blade Of Darkness). Nonostante sia un gioco palesemente e forzatamente portato dalle Console al PC le chicche che ci mostra Overlord sono senza dubbio gradevoli. Nel gioco impersoniamo il signore del male di turno (l'overlord per l'appunto) in precedenza sconfitto dalle forze del bene e ora rinato per far valere il proprio malvagio potere su un mondo che altro non è che una parodia esasperata dei clichè del Fantasy, ci sono tutti. Halfling insaziabili, elfi malinconici, avidi nani eccetera eccetera. Il gioco non è semplicissimo, i comandi sono inizialmente complicati e rigidi(anche se col passar del tempo ci si abitua decentemente) e il nostro signore del male non è sempre il "bestione invincibile" che si vede nel Fantasy, ma ha spessissimo bisogno dei suoi serventi per fare le azioni che un carismatico leader del male non dovrebbe abbassarsi a compiere, come girare grossi meccanismi e portare al quartier generale oggetti pesanti che portano bonus al nostro alter ego o che sono necessari per procedere nello scenario di gioco. Questi serventi sono esserini simili ai gremlins che ci seguiranno ovunque e sono di vario tipo, ad esempio vi sono quelli Rossi il cui compito è fornire supporto a distanza e devono essere protetti per evitare tragiche fini dai Marroni, che invece sono i primi scagnozzi che avremo, equipaggiati per il corpo a corpo e in grado di potenziarsi con le armi e elmi che trovano addosso ai cadaveri per servire al meglio il padrone. Punto decisamente importante è la torre, che altro non è che la base operativa dell'Overlord. Questa base può essere modellata a piacimento da un certo punto del gioco in poi e ospita oltre che il portale per raggiungere le località da visitare per espandere i nostri domini, un arena per allenare l'alter ego e i suoi lacchè e di una fucina per potenziare armi armature ed elmi (e in questo darete soddisfazione al vostro sadismo perchè per potenziare gli oggetti li fonderete insieme ai vostri cari servitori!). Se volete provare l'ebbrezza di passare al lato oscuro senza dovere installare un carino ma attempato Dungeon Keeper, Overlord fa per voi!
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sabato 16 gennaio 2010

Giochi che succhiano l'anima.

Mario (nome fittizzio usato per tutelare la privacy dell'individuo) era un ragazzo normale: aveva un lavoro, degli amici, una ragazza, era uno che si impegnava con successo nello studio e nel lavoro e usciva spesso.
Poi installò Diablo 2.
E nessuno lo vide mai più uscire di casa.
O almeno, io penso che il gioco che riesca meglio a ottenere tale risultato sia Diablo 2, con il suo grande stile di gioco e, al contempo, la sua inesistente modalità modalità di salvataggio che ti costringe a passare ore e ore davanti a esso e a essere di cattivissimo umore quando non si è riusciti a completare l'atto o peggio, quando si è morti.
Dei giochi di conosco e ho provato, vorrei sapere dai nostri 3 lettori qul è il più pericoloso da questo punto di vista, ovvero dal modo in cui la vita sociale e lavorativa subisce un tracollo per le ore di gioco passate davanti al PC.
I giochi che mi vengono in mente sono:
- Diablo 2
- Baldur's Gate 1, 2 e seguiti
- La serie Total War
- Giochi gestionali Sierra quali Caesar, Pharaoh o Emperor
- Patrician III
- Europa Universalis
- Serie Call of Duty
Se nessuna delle opzioni specificate vi soddisfa mettete Altro e specificate fra i commenti
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venerdì 8 gennaio 2010

Demon Stone

Se qualche lettore è un amante, come me delle ambientazioni fantasy dei Reami Dimenticati, può provare e ritenere gradevole Demon Stone. I motivi sono semplici, questo titolo infatti ha dalla sua parte una trama interessante scritta nientepopodimeno che da R.A. Salvatore, scrittore americano conosciuto per avere scritto per il marchio Forgotten Realms le avventure dell'elfo oscuro votato al bene Drizzt Do'Urden (che fa anche una breve apparizione nel gioco come alleato dei tre protagonisti). Passando al gioco vero e proprio ci troviamo di fronte ad una conversione dell'universo di Dungeons And Dragons in un gioco d'azione, che purtroppo si vede, è stato portato di peso da una console diversa dal PC, tanto che è vivamente consigliato l'uso del joypad per non avere troppi problemi coi comandi e la telecamera spesso entrambi rigidi. Le regole tipiche di Dungeons And Dragons sono solo state ridimensionate parecchio per semplificare il gameplay visibilmente votato all'azione pura. Tuttavia l'universo del gioco di ruolo insieme a due dei suoi personaggi più famosi (il già citato Drizzt e lo stregone Khelben Black Staff) non ha ricevuto particolari "offese" anzi è stato trasferito in modo adeguato. Le vicende seguono le avventure di un trio di avventurieri rinnegati per motivi diversi. Rannek, un possente guerriero del Nord si è autoesiliato dal proprio clan per non essere stato capace di difendere il suo villaggio da un attacco di troll dei ghiacci; Zhai una cinica mezzosangue nata da un elfo dei boschi e una drow che è stata cacciata dal villaggio dove è cresciuta dopo che è morto il padre, l'unico nel villaggio a non trattarla da estranea e infine Illius, lo stregone del trio (doppiato dal leggendario Claudio Moneta) che ha imparato le arti magiche contro la volontà della famiglia, prestigiosa stirpe di cavalieri, che in risposta lo ha ripudiato come figlio e cacciato di casa. Insieme questi tre viaggiatori si troveranno per caso in mezzo ad una battaglia e si rifugiano in una caverna per sfuggire ad un drago. In questa grotta profonda vengono portati con l'inganno a rompere tre sigilli che tengono prigioniere due potenti creature del sottosuolo che si combattono da secoli e che potrebbero minacciare i Reami dimenticati portando caos e distruzione nel caso uno dei due mostri vincesse... Appena compreso il loro enorme errore gli eroi dovranno trovare il modo per riportare alla normalità il loro mondo. Un utilizzo equilibrato delle abilità dei tre personaggi è essenziale per raggiungere la fine del gioco, dato che ognuno ha le sue abilità. Il guerriero, devo purtroppo ammettere che non è il massimo dell'originalità si limita a picchiare e basta a parte qualche particolare abilità speciale, la ladra è essenziale per colpire i nemici in silenzio e senza farsi notare grazie alla sua abilità di rendersi invisibile e uccidere con un colpo solo nemici ignari, infine se vi piace il combattimento a lungo raggio dovrete specializzarvi con lo stregone in grado di aiutare il gruppo con incantesimi di supporto e insidiare i nemici con magie varie
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martedì 22 dicembre 2009

Command & Conquer: Red Alert


L'anniversario dalla nascita di Stalin non mi ha fatto provare nostalgia per il dittatore, ma per il gioco in cui appariva: Red Alert.
Forse sono un nostalgico, forse quando uscì ero anche più piccolo e quindi mi facevo prendere più facilmente dall'entusiasmo per un gioco simile.
Fatto sta che penso che i suoi standard non potranno essere mai eguagliati dai recenti seguiti.
Il secondo Red Alert è quello più deludente, mentre nel primo viene spiegato perchè ci si ritrova di fronte a uno scenario simile, nel secondo viene dato tutto per scontato e parte da subito con una guerra, senza permettere nemmeno di capire come ci si è arrivati. Se non altro con il terzo hanno reintrodotto una presentazione dei fatti soddisfacente.
Ma è lo stile di gioco che ha subito il peggioramento più massiccio.
Al primo Red Alert si era scelto per una soluzione semplice e geniale, le fazioni avevano chiari punti deboli e chiari punti di forza: gli Alleati una flotta efficiente e un'aviazione quasi inesistente, mentre i russi avevano tanti aerei e poche forze navali.
Due fazioni ben caratterizzate che il giocatore poteva scegliere a seconda del suo stile strategico e, cosa veramente importante, erano fazioni equivalenti!
Con i seguiti hanno stravolto il gioco.
Entrambi le fazioni hanno lo stesso potenziale dal punto di vista navale e aereo.
Qual è la differenza?
Gli Alleati hanno armi ad alta tecnologia, i russi hanno ancora una tecnologia antiquata, che fa affidamento a mezzi goffi e pesanti.
Chi credete che vincerà?
Questa sproporzione di forze viene addirittura esasperata in Red Alert 3, dove i Russi non solo si trovano a essere surclassati dagli Alleati, ma prendono mazzate anche dai giapponesi!
Red Alert 3 ha inoltre introdotto un nuovo elemento: l'abilità speciale per ogni unità.
Peccato che sia uno stile di gioco che può essere valorizzato appieno solo coi giapponesi, mentre Alleati e (di nuovo!) i Russi rimangono quasi invariati nello stile di combattimento!
L'introduzione della fazione dei Giapponesi ha da una parte dato una certa innovazione al gioco, sia per l'introduzione di una nuovissima fazione che per lo stile di gioco che ha subito varie contaminazioni da altri giochi di strategia, ma ciò l'ha anche definitivamente allontanato dall'originale.
Cosa che ho notato molto fastidiosa giocando coi Russi, è stato il fatto che a volte abbiano uno stile particolarmente rigido, per cui alcune unità aeree possono attaccare solo altre aeree, lasciando quelle a terra indisturbate. Non ha senso!
Fra l'altro hanno praticamente neutralizzato le unità e strutture più belle, potenti e caratterizzanti della fazione sovietica: il Mammoth tank e la Tesla Coil.
Il primo è stato sostituito dal suo gemello scemo, il carro Apocalypse, che senza i missili antiaerei è diventato più un peso che una risorsa, data l'immane lentezza.
La Tesla Coil, una bestia contro il calcare (ma specialmente contro unità, siano esse fanti, carri armati o navi!) a partire dal secondo è diventata di una lentezza imbarazzante.
Ok, va bene, ce l'avete coi comunisti, ma a questo punto perchè non li armavate direttamente di zappe e forconi così li fate perdere più in fretta?
Oltretutto, mentre nel primo vedevi battaglie gremite da decine e decine di unità e con basi nemiche venivano finalmente distrutte dopo ondate e ondate di massacranti attacchi frontali, a Red Alert 2 e 3 le battaglie sono caratterizzate il più delle volte a un'estenuante corsa alle armi a lungo raggio e la base nemica crolla dopo uno o massimo due attacchi del genere seguiti da un avanzata decisiva di anche un paio di carri armati.
Sì, anche vincere una battaglia skirmish in questo modo dà le sue soddisfazioni, ma non ho più visto quelle grandi battaglie che ero abituato a vedere quando giocavo a Red Alert a 13 anni, dove decine e decine di unità finivano massacrate per il mio diletto.
E ciò mi rende molto triste!
Ultima, gravissima onta degli ultimi due Red Alert è stata la crudele idea di remixare Hell March.
Perchè cambiare ciò che è già perfetto??
Assassini!

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lunedì 21 dicembre 2009

Command & Conquer: Red alert 3 Uprising

Premetto che se, come me, siete dei fan patologici della serie Command & Conquer, bisogna calmarsi e rimanere a casa comodi. Da quanto so questo pacchetto d'Espansione (Stand Alone, grazie agli dèi) nei negozi non si trova nemmeno se vi prostituite per il vostro negoziante di fiducia, ma dovete scaricarlo da Internet. Passiamo alla recensione vera e propria: l'espansione porta ulteriori innovazioni a Red Alert 3 aggiungendo nuove tracce alla già eccellente colonna sonora, una decina di nuove unità e una modialità aggiuntiva simile a quella aggiunta nell'espansione di Command & Conquer: Generals, ovvero Zero Hour, che vi fa calare nei panni di un generale che combatte per la Future Tech (vedi più sotto), la quale approfitta della controversa situazione post-bellica nel glbo per avere la sua misera fetta di Mondo, ovvero conquistarlo in toto, e avremo la possibilità di affrontare le varie sfide con gli arsenali militari delle 3 fazioni in gioco, rendendo l'esperienza estremamente longeva e rigiocabile.
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Come è successo con Red Alert 2: Yuri's Revenge, la linea temporale "giusta" è quella degli U.S.A., mi spiego meglio. La trama che si snoda in Uprising racconta gli eventi che accadono dopo la sconfitta dell'Unione Sovietica e dell' Impero del Sol Levante per mano degli Alleati, quindi purtroppo il destino nel confronto delle altre due fazioni è stato impietoso e la situazione è critica. Le campagne sono, a dirla tutta delle mini campagne e sono 4:

Con i Sovietici il vostro Alter Ego giuderà le sue truppe agli ordini di quella che nel Red Alert 3 originale era il vostro sexy ufficiale logistico, dato che il Premier dell'Unione è stato imprigionato dagli Alleati. E per liberare il popolo sovietico bisognerà combattere contro la spregiudicata Future Tech, l'azienda privata che forniva tecnologie militari ai rivali occidentali della Russia...

Con gli Alleati dovrete fare i conti con la resistenza in Giappone dei generali imperiali che rifiutano di sottostare alle forze europee e avrete bisogno di allearvi del Principe ereditario Tatsu, che ha deciso di collaborare con l'Alleanza per riportare la pace.

Servendo l'Impero del Sol Levante si avrà a che fare con il punto di vista di un comandante delle truppe giapponesi fedeli a Tatsu, e l'obiettivo del comandante difendere l'Impero da un'invasione dei Sovietici e rispedirli nelle loro terre.

Ma la vera chicca di Uprising è la quarta mini-campagna, che approfondisce la storia del Commando dell'esercito imperiale, Yuriko Omega, una ragazzina dotata di innati poteri psionici, che, istigata dalla sorella (interpretata da Julia Ling, famosa per il ruolo che ha nella serie televisiva "Chuck") decide di ribellarsi allo scienziato che la tiene "in cura" e di scoprire il suo vero potenziale, allo scopo di vendicarsi di chi l'ha resa una macchina di distruzione e le ha tolto la possibilità di avere una vita normale...
Da non perdere. Come quasi tutti i titoli dal marchio "Command & Conquer", d'altronde!
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giovedì 3 dicembre 2009

Majesty 2: The Fantasy Kingdom Sim

Dopo quasi 10 anni dal primo episodio coloro che hanno apprezzato questa chicca dell'arte videoludica possono dare sfogo al loro entusiasmo più totale, il tutto, naturalmente, con un pc degno di questo nome. Io, per questo entusiasmo ho avuto la fretta di procurarmelo nonostante un computer che va ancora a muli e mi sono dovuto coraggiosamente battere con uno dei più fastidiosi nemici del videogiocatore, ovvero la lunghezza dei caricamenti, ostacolo parecchio coriaceo se hai un pc obsoleto. Ancora una volta, dopo la serie di Europa Universalis e dopo Hearts Of Iron 2, devo lodare la Paradox dal punto di vista sentimentale, perchè si è presa coraggiosamente l'incarico di pubblicare sugli scaffali una sequel ad un titolo unico. D'altra parte lo sviluppatore russo 1C Company ha avuto anche l'idea di aggiungere piccole risorse utili al giocatore, come la compressione del tempo e la presenza dei Lord (alla fine di ogni missione ci sarà concessa la scelta di un eroe da promuovere che potremo far scendere in campo nelle missioni successive) che sono aggiunte che migliorano il gameplay, ma che non contaminano in modo eccessivo quello che il giocatore aveva apprezzato nel primo Majesty. E quelle cose che facevano di quel titolo un gioco unico e rivoluzionario sono rimaste invariate. Quali cose ? Il controllo indiretto dei propri eroi, l'originale punto di vista, in cui noi non vestiamo i panni dell'eroe di turno che deve fare la determinata impresa per il sovrano inguaiato di turno: qui infatti siamo quel sovrano inguaiato, tanto che per difendere il nostro regno e compiere le nostre missioni dovremo promettere ricompense per taglie, missioni di ricognizione e di difesa nel nostro reame per mantenerlo pacifico e prospero. Se poi consideriamo un nemico o un edificio da evitare potremo imporre anche un bando che proibisce ai nostri servitori di averci a che fare, almeno fino a quando quel pericolo non sarà possibile da distruggere (anche in questo caso dovremo mettere mano al portafoglio per impedire agli eroi di avventurarsi in tale folle impresa) . A rendere particolarmente bello il gioco è anche la cura che è stata riservata ai legami col primo gioco, se un fan navigato del primo titolo si chiede " che fine ha fatto il dio Lunord?" dato che non sarà possibile reclutare gli adepti come era permesso invece nel primo titolo, verremo a sapere dalle descrizioni delle unità e gilde (e alcune di queste descrizioni sono pregne di uno humour graffiante nei confronti del genere Fantasy) che successivamente alle vicende di Majesty (non dimentichiamo che questo tiolo è ambientato ben mezzo secolo dopo!) quel dio è diventato malvagio ed è stato bandito dal Pantheon di Ardania, se invece ci chiediamo che fine hanno fatto i monaci di Dauros, sapremo che sono stati soppressi dopo il suddetto "cambiamento di rotta" di Lunord e sostituiti dai coriacei paladini. Passiamo alla trama. Un re, tale Leonard, si è accorto di essere ormai anziano e di non aver compiuto durante la sua vita delle imprese gloriose che gli consentano l'immortalità, almeno nella storia del regno di Ardania e quindi raduna i suoi migliori maghi per "procurarsi" una sfida che gli consenta di entrare nella storia come un re coraggioso. La sfida in questione è un potente demonio che in teoria sarebbe stato facilmente sconfitto dal re Leonard, tuttavia le cose non vanno secondo i piani e il demone riesce a vincere contro il povero re e prendere le redini del regno. E qui entra in gioco il nostro alter ego, ultimo erede della linea di discendenza reale trovato dal consigliere di Leonard, e nei panni di questo viziato principino dovremmo fare di tutto per riprendere il nostro trono che ci spetta di diritto e riportare la pace nel reame, dando ascolto al nostro pittoresco consigliere che nei suoi briefing e nei suoi interventi durante le missioni di gioco ci strappa qualche piacevole risata... Forse avrete capito che protagonista e motore del gioco è uno humour smaliziato e graffiante che prende in giro tutto l'immaginario fantasy, quindi immaginatevi elfe dandy, maghi che si cacciano quasi sempre nei guai, guerrieri sbruffoni e ladre non troppo coraggiose. Menzione d'onore al fatto che il simpatico doppiatore del consigliere reale non è stato cambiato dopo 10 anni!
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martedì 24 novembre 2009

Fahreneit: Indigo Prophecy

È una notte invernale e fredda quella in cui Lucas Kane, dopo essere stato posseduto da forze sconosciute, riprende il possesso delle sue facoltà mentali nella toilette di una tavola calda di New York, con un coltello in mano, sporco di sangue, con delle cicatrici all'altezza dei polsi e con davanti il corpo di uno sconosciuto martoriato dalle sue pugnalate.
Da quel momento in poi, Lucas dovrà cercare di sfuggire alla polizia ed evitare la condanna per un crimine che ha commesso contro la sua volontà e indagare sul perchè si sia ritrovato in una simile situazione.
Questo è l'allegro inizio di Fahreneit.
Prendete un film con una sceneggiatura, una trama, degli attori che recitano la parte dei personaggi al suo interno, dopodichè prendete un videogioco, dove potete interagire col mondo che vi circonda e decidere fra la vita e la morte del vostro personaggio e di quelli secondari.
Unite il film e il videogioco e in questo caso ottenete Fahreneit.
Da quando vi risveglierete nella tavola calda dovrete agire in modo da depistare le forze della polizia, tutti gli errori che farete peseranno sulle vostre azioni e situazioni future, vi ritroverete ad affrontare sia enigmi da avventura grafica che scene di azione in cui dovrete essere veloci con la tastiera cper combinare la giusta sequenza di tasti. Oltretutto, Lucas è una persona normale che si è trovata in una situazione alquanto spiacevole e, in quanto persona normale, prova sentimenti e paura, è soggetto allo stress e ogni cosa che va storta aumenta il suo livello di stress, che se raggiunge il massimo livello lo porterà mollare, a costituirsi alla polizia o a suicidarsi.
Non c'è solo Lucas.
Ci sono anche i poliziotti che hanno avuto l'incarico di stare sulle sue tracce, Carla Valenti e Tyler Miles e anch'essi sono soggetti agli effetti dello stress come lo sarà lui.
Nel complesso è un gioco carino e rigiocabile, che permette tre finali diversi e tutta la vasta gamma di situazioni da affrontare a seconda di come sono state prima gestite.
Peccato che alla fine il gioco inizi ad assomigliare un po' troppo a Matrix, ma questa è una questione di gusti...
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lunedì 23 novembre 2009

John Woo Presents: Stranglehold


Alla fine sono riuscito a toccare con mano questo o meglio con mouse e tastiera questo benedetto gioco. E le cose interessanti ci sono, eccome. L'ispettore della polizia di Hong Kong "Tequila" è il protagonista del gioco, ed è "costruito" usando il corpo e, nella versione inglese, la voce dell'attore cinese Chow Yun Fat che ha interpretato Hardboiled,il film di cui Stranglehold è un sequel, nella versione italiana, invece, la voce del vostro alter ego è quella del mitico Claudio Moneta, famoso per il gioco Mafia e molti altri titoli per Pc e Console. Il titolo ha la caratteristica di attrarre magneticamente il giocatore con molte caratteristiche. Prima fra tutte, sicuramente è la vasta gamma di azioni spettacolari che il giocatore può improvvisare: si va dal classico bullet-time, già visto nella serie Max Payne e non solo, ma anche a mosse acrobatiche come scivolare su una ringhiera e sparare in movimento, oppure utilizzare oggetti mobili come carrelli con rotelle, da sfruttare come vere e proprie piattaforme mobili da cui colpire il nemico senza colpo ferire. Ma poi ci sono anche le abilità speciali sbloccabili durante il proseguimento del gioco che quando vanno usate consumano una parte più o meno "esigente" della vostra adrenalina. La mia preferita devo dire è quella che si ottiene quasi da subito, ovvero il colpo di precisione, in cui Tequila estrae la pistola e mette al rallentatore il gioco per sparare un colpo chirurgico in un punto vitale o non dell'avversario desiderato. Puntato il bersaglio e premendo il grilletto la telecamera si sposta sul proiettile esploso che segue la sua traiettoria colpendo il malcapitato di turno che, tocco di classe, reagisce in modo diverso in base alla parte del corpo vittima del proiettile (il tutto al rallentatore e con un discreto spargimento di sangue, gioia degli amanti dello splatter!). Il difetto principale di queste perle di coreografia degna dell'ennesimo film o videogame a là Matrix è che per rendere più semplici le mosse gli sviluppatori le hanno fatto molto rigide. Mi spiego meglio: il protagonista non può saltare (tranne che in pochissimi casi) ma può solo tuffarsi, e purtroppo non sempre, più di una volta mi sono trovato nella situazione in cui mi sarebbe stato d'aiuto tuffarmi per coprirmi dietro un muro ma la rigidità di questo sistema di controllo mi ha portato a soccombere al fuoco nemico e a perire indegnamente. La trama ci porta a Hong Kong dove Tequila deve investigare sulla scomparsa di un poliziotto, quando scopre che il "collega" in questione ha un proiettile in mezzo agli occhi e che era un esca per attirarlo in trappola. Man mano che indaga il nostro eroe cercherà di sabotare i signori della droga locali e verrà a sapere che è in corso una guerra tra gang senza esclusione di colpi. Ed è costretto ad aiutarne una in particolare, la Dragon Claw, perchè la figlia e la nipote del Boss, chiamato Wong sono state rapite dalla mafia russa di Chicago, alleata di una delle sue bande rivali, la Golden Kane e che l'alter ego del giocatore dovrà andare a liberarle, insieme ad uno scagnozzo (che in verità è un poliziotto in copertura collega del protagonista). Perchè Tequila dovrebbe stare al gioco di questi mafiosi? Semplice: le due donne sono rispettivamente sua moglie e sua figlia, allontanate "per punizione" da Wong, perchè era "indecente" che sua figlia stesse con un poliziotto. La faccenda si complica quando si scopre che la missione affidata al compagno di Tequila non era esattamente quella di salvare le donne...

Particolare che mi ha tolto più di una risata è che a fine missione ci sarà mostrato l'equivalente in dollari di danni che abbiamo causato nello scenario, non dimentichiamoci infatti che praticamente tutto l'ambinete è distruttibile.I retroscena sbloccabili sono una chicca, per vari motivi: prima di tutto il negoziante che vende i "dietro le quinte" del titolo è il regista John Woo (disponibile, dopo essere sbloccato, anche come personaggio da scegliere nel multiplayer), prestatosi come Chow Yun Fat ad una sua incarnazione digitale. Un cameo di classe.
Per i videogiocatori "Standard" un buon titolo, per quelli amanti delle sparatorie al Rallentatore un must, per gli estimatori del regista John Woo un crimine non procurarselo, pena la morte!

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giovedì 19 novembre 2009

Doppio omaggio di The Thing - La cosa, ovvero la recensione sia del film( 1982) che del sequel videoludico (2002)

Non posso esimermi dal recensire questi due titoli che appartengono a due arti diverse, il cinema e il videogioco, per molteplici motivi. Primo di tutti è sicuramente il contributo che mi hanno dato per farmi imparare ad apprezzare il genere horror grazie allo sforzo di entrambe le "ciurme" che si sono occupate di generare una quantità notevole di suspense tale da rendere sia il gioco che il film veri e propri capolavori della tensione e della paura. Ma passiamo alla trama. Il film è ambientato in una stazione metereologica tenuta da una squadra statunitense dell'Antartide viene un'entità aliena in grado di riprodursi facilissimamente e che ha l'abilità di mutare la propria forma in quella degli animali, o delle persone, che uccide. Questo la rende imprevedibile e più di una volta tra i membri della squadra c'è un sacco di tensione, sospetto e paranoia che spinge ognuno di loro a credere di essere di fronte all'alieno assassino, e spesso non hanno torto, ma grazie al fatto che il pilota d'elicottero della base, interpretato dal grande Kurt Russel e al medico di bordo presto si viene a capire che l'unico modo per impedire che quest'alieno possa espandersi oltre i ghiacci dell'Antartide è isolarlo e cercare di farlo morire congelato, rischiando però la morte di buona parte degli addetti, dato che bisogna togliere i contatti con il mondo civilizzato. Tutto questo non serve perchè qualche anno dopo (e qui si parla del gioco) un colonnello (il giocatore) viene mandato ad indagare sul misterioso "silenzio radio" della stazione ed è costretto a vivere la stessa situazione di panico dei precedenti abitanti della base USA...
Il bello della trasposizione videoludica è che i compagni di sventura che aiuteranno Blake non saranno certo dei Robot, anzi! Il giocatore dovrà fare i conti con la loro fiducia (che potrà aumentare o uccidendo le "Cose" assassine oppure sottoponendosi ad esami del sangue che confermino la sua umanità, non dimentichiamoci infatti che un soldato della base potrebbe benissimo pensare che noi siamo un alieno!) e con la loro paura. Se uno dei compagni entra in una stanza particolarmente inquietante il suo nervosismo salirà a dismisura e potrebbe impazzire. E quindi per impedirlo bisognerà somministrargli dell'adrenalina o dargli un po' di potenza di fuoco extra, oppure ancora cacciarlo dalla stanza direttamente!
In entrambi i titoli la colonna sonora è di ottima qualità, e farei una menzione d'onore per i titoli di coda del gioco che esibisce la canzone "After Me" del gruppo americano SALIVA. Da non perdere !

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lunedì 16 novembre 2009

Rise Of Nations + Thrones & Patriots


Ormai questo titolo è parecchio stagionato, risale al 2003, ma si sà, spesso le cose migliori si trovano nel passato, ergo ho deciso di fare una recensione su questo gioco della Microsoft.

Non a caso, il gioco è stato molto premiato e i motivi ci sono. Personalmente ho fatto l'errore di provare prima il sequel(Rise Of legends, Abbreviamolo in ROL facciamo prima) dell'originale, e quindi il mio gradimento, viziato dalle notevoli limature fatte anni dopo nel seguito, ne ha risentito un po'. Ciononostante ho saputo percepire la ventata di novità che può aver portato Rise Of Nations nell'ormai lontano 2003. Prima di tutto il gioco ha "inventato" nel genere degli RTS gestionali, il concetto di confine nazionale: infatti esso sarà individuabile facilmente dato che l'aerea del giocatore sarà circondata da una linea colorata che ne delinea per l'appunto i confini. Entro questi limiti fisici il giocatore che nè è responsabile (e i suoi alleati) ne ricevono benefici che vanno dai rifornimenti illimitati alla possibilità di trincerarsi. Al contrario i nemici vedranno le loro scorte esaurirsi e di conseguenza le loro truppe che perdono col tempo punti ferita. Questo fattore rende interessante il gioco perchè impedisce di fare piccoli raid decisivi con poche unità e spinge il giocatore ad interrogarsi quale possa essere l'esercito perfetto, equilibrando il numero di armi d'assedio, fanteria, unità dedite al rifornimento delle truppe e cavalleria(sostituita nelle ultime tre epoche del gioco dai mezzi corazzati). Il sistema tecnologico è un po' complesso, quando ci si fa l'abitudine ci si accorge della sua utilità, dato che, ad esempio toglie al giocatore lo stress, che si provava ai tempi di altri Rts come Age Of Empires e Warcraft, di dover costruire abitazioni su abitazioni per costruire un esercito decente. Qui infatti la faccenda è diversa dato che a fornire gli "alloggi" sono i gradi della tecnologia militare, e non più delle strutture che occupano spazio utile ad altre costruzioni. Altro punto positivo è dato dalla presenza di una gestione dell'economia. Personalmente io non sono un fan dell'edificare più strutture dello stesso tipo, ma con questo gioco la mia idea è cambiata data l'intoroduzione delle città al posto dei classici insediamenti alla Age Of Empires. Esse non sono solo il punoto di raduno degli abitanti del villaggio ma sono dei veri nuclei attorno ai quali si costruisce il proprio impero e si è spesso costretti a costruirne più di una per avere un 'economia solida. Il commercio è sviluppato in modo semplice e originale e coinvolge le carovane e le città che ho nominato poc'anzi, inoltre i mercanti saranno una parte importante dell'economia: essi infatti sono incaricati di rifornire il vostro regno di risorse rare che possono dare utilissimi potenziamenti alla vostra economia e al vostro esercito. Per le unità non si è cambiato molto rispetto ai precedenti giochi che ho già citato, a parte il fatto che le truppe di fanteria non comprendono una ma tre unità e il fatto che hanno un'intelligenza artificiale discreta. Le modalità di gioco sono varie si va dall'addestramento (che segue parte della storia inglese dalla rivoluzione della regina Boadicea alla battaglia d'Inghilterra)alla classica mappa casuale per le schermaglie. È presente una campagna che permette di interpretare varie nazioni (qui molte a differenza di Rise Of Legends in cui erano solamente 3) dall'antichità fino all'età contemporanea, inoltre c'è la possibilità di esercitarsi a giocare tramite delle piccole sfide, che consistono nell'uccidere civili entro un tempo limite, proteggere una meraviglia dalle mani nemiche o una sifda a perdere meno truppe possibile in una battaglia. C'è anche un aggiornamento, Thrones & Patriots che aggiunge strutture, unità e qualche nazione giocabile e della campagne supplementari ambientate in varie epoche e luoghi del globo, come le conquiste di Alessandro Magno, le guerre per contendersi i territori americani, la campagna napoleonica e infine un ipotetico scenario fantapolitico che vede un "riscaldamento" della cosidetta guerra fredda. Quest'ultima particolarmente è sviluppata in modo interessante, dato che è possibile ordinare missioni di spionaggio e vi è anche il livello DEFCON, ovvero quello che in tempo di guerra fredda era un "metro" con cui si misurava l'incandescenza della situazione USA-URSS. e quando esso raggiungerà livelli particolarmente preoccupanti si potranno utilizzare gli arsenali nucleari.


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