venerdì 6 novembre 2009

Medal Of Honor: Airborne



Ammetto che ho scelto di installare questo tiolo come ripiego. Volevo cimentarmi in Stranglehold ma alla fine per un crash ho dovuto cambiare idea e gioco. Ho optato (incrociando le dita, perchè il PC con cui gioco sembra vada a vapore e non riesce a fare avviare titoli con una grafica promettente) per l'ultimo capitolo di Medal Of Honor disponibile per PC. Come si capisce dal titolo, non impersoneremo nè il ranger di Allied Assault, nè il marine di Pacific Assault, ma un soldato che appartiene all'aereotrasportata, più precisamente del corpo della 82esima divisione, la celebre "All Americans". Nonostante preferisca la storia della 101esima divisione "Screaming Ealges" devo ammettere che la scelta degli sviluppatori non è stata per niente stupida, anzi. Della 101esima ormai noi videogiocatori ne abbiamo le tasche piene, con il primo Call Of Duty e i tre capitoli della serie di Brothers in Arms (il terzo, anche se mi ci sono documentato purtroppo non ho avuto ancora l'onore di provarlo, purtroppo)! Questa scelta è ottima perchè ci porta in scenari ancora non esplorati negli FPS, come le operazioni Husky (per i neofiti della seconda guerra mondiale l'invasione della Sicilia)e Avalanche (un'operazione non molto conosciuta che ha preso piede nei dintorni di Salerno). Per non parlare dell'operazione Market Garden. Questa è stata già vista in Brother In Arms Hell's Highway, ma il settore evocato è diverso, dato che BIA vede i paracadutisti coinvolti ad Eindhoven e qui a Medal Of Honor invece si combatte a Nijemegen (riprodotta benissimo). Conclusa la parentesi storica parliamo del lato rozzo della recensione ovvero il Gameplay. Principalmente Airborne introduce due elementi. Il primo è indubbiamente quello "obbligatorio" dato che fondato su un gioco dedicato all'aviotrasportata, ovvero il lancio col paracadute: potremmo infatti condurre le danze appena saltiamo fuori dall'aereoplano che ci porta a destinazione. Questa innovazione è senza dubbio molto interessante, ma parecchio impegnativa. Infatti il sottoscritto sarebbe morto al primo lancio dato che l'esito dei miei lanci col paracadute era definito come "atterraggio disastroso" e ogni volta si trovava proverbialmente a mangiare la polvere. Il lancio è inoltre utile, oltre che a farci capire se siamo portati per il paracadutismo o meno, dal punto di vista tattico: infatti il paracadutista astuto sa che conviene atterrare su una posizione sopraelevata come il tetto di una casa, o magari anche la torre del campanile della chiesa di turno, possibilmente lontano dai nemici assetati del nostro sangue.
Il secondo grande punto aggiunto in Airborne è la possibilità di potenziare sul campo le nostre armi. Ognuno degli strumenti di dolore che avremo fra le mani avrà infatti 3 possibili potenziamenti (purtroppo non personalizzabili), che possiamo ottenere guadagnando esperienza con la determinata arma usandola contro il malcapitato di turno aumentando i "punti esperienza" con colpi in testa, attacchi corpo a corpo, e in caso di armi esplosive uccisioni in contemporanea di 3 o 5 nemici. E queste chicche sono molteplici: citando due esempi un nostalgico dei Film di gangster dovrà specializzarsi nel Thompson da 30 colpi e arrivato al terzo grado di potenziamento, avrà fra le mani un thompson da 50 colpi(il primo e il secondo potenziamento sono rispettivamente il manico supplementare e un miglioramento della canna)! Oppure se preferiamo specializzarci nella lunga distanza sarà sufficiente attuare lo stesso ragionamento con l'M1 Garand che al terzo potenziamento sfoggia un pratico tubo da cui è possibile sparare le bombe a mano.
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lunedì 26 ottobre 2009

Dragon Age: Origins - Io non posso ancora giocarci e SOFFRO!

Orgasmo Nerd. Ecco cosa si prova guardando il trailer di questo titolo. Gli ingredienti ci sono, al 100%: una veste grafica accattivante per i viziati della grafica, scene di combattimento dal sapore epico e violenza allo stato puro per gli amanti dell'azione che non disdegna un pizzico di buon vecchio splatter, una canzone "dura" che coinvolge lo spettatore (in questo caso This is New Shit di Marylin Manson) delle scene Hot per gli appassionati di...Vabbè avete capito e infine una Software House che è riuscita quasi sempre a farsi amare, ovvero la Bioware, degna dei maggiori onori per le sue serie giochi di ruolo come Baldur's Gate, Icewind Dale, Neverwinter Nights e Mass Effect. Ma c'è un però, che mi toglie il sorriso dalle labbra e lo sguardo ebete da innamorato: per fare girare in modo decente questo capolavoro bisognerà rubare il computer a Bill Gates, perchè si sa, l'ottima grafica per essere vista fluida e perfetta ha bisogno di un PC all'ennesima potenza di cui purtroppo ancora non dispongo, e questo mi fa venire voglia di cedere all' XBOX360 e alla Play Station 3, che hanno il vantaggio di non dovere essere potenziate ogni due secondi, ma che per uno della vecchia guardia informatica come il sottoscritto significherebbe cedere al lato oscuro del divertimento videoludico. Spero solo che presto avrò un Computer degno di questo nome.

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venerdì 23 ottobre 2009

Command & Conquer: Generals Zero Hour

Purtroppo quest'espansione non esiste completamente italiano quindi bisogna arrangiarsi con le proprie conoscenze della lingua anglofona. Tuttavia questo difetto è bilanciato da una vasta gamma di interessanti aggiunte al Gameplay di Generals. Oltre alla "canonica" aggiunta di unità e strutture e di tre nuove campagne, è stata implementata infatti una modalità aggiuntiva che rivoluziona completamente lo stile di gioco che è quella della specializzazione del generale. Ogni fazione del gioco originale viene infatti "scissa" in tre sottofazioni, capitanate da altrettanti generali, ognuno con le proprie abilità. All'inizio di questa modalità, chiamata per l'appunto "battaglia dei generali", dovremmo scegliere il nostro alter ego e scontrarci con tutti gli altri 8 più un nono che rimane segreto fino all'ultimo Match della campagna. Il bello è che ognuno di questi generali ha la sua specializzazione in campo bellico, e di conseguenza possiede pregi e difetti unici e spesso l'aspetto e l'armamento di unità cambiano radicalmente, come la guardia rossa, truppa standard della fazione cinese, viene "trasformata" in un mitragliere armato di un micidiale Gattling in grado massacrare fanteria e velivoli.
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mercoledì 21 ottobre 2009

Command & Conquer: Generals


Lo ammetto. Avrei dovuto recensire questo prima di Command and Conquer: Red Alert 3 (d'ora in poi rispettivamente C&C e RA, perchè se no impazzisco), ma qui su questo blog la storia dei videogiochi non segue per niente un ordine cronologico, quindi accontentatevi.
Questo "doppio titolo" è forse il più particolare di tutta la serie C&C . Prima di tutto Generals è il primo titolo della serie in cui un attento osservatore che conosce la saga può notare che non c'è più il marchio Westwood Studios, storica Software House "deceduta" nel 2003. Secondo poi è il primo C&C ad usare un motore tridimensionale, e terzo, nella trama non è legato minimamente nè alla serie di C&C nè a quella del mitico Spin Off RA, ed è un titolo a parte. Infatti a parte molti elementi del Gameplay (molte caratteristiche delle fazioni sono marcatamente "autocitazioni" dei passati schieramenti di RA 2 e del suo aggiornamento Yuri's Revenge), l'ambientazione è molto diversa: non si parla più nè di Tiberium, nè di un conflitto tra Sovietici e Alleati (o Giapponesi, aggiunti in RA 3), ma siamo portati a vestire i panni di un generale Americano o Cinese con cui dovremo combattere un'organizzazione terroristica mediorientale fittizia dagli armamenti obsoleti ma numerosi e agguerriti, chiamata ELG (Esercito di Liberazione Globale) . So che ve lo state chiedendo, e la risposta è si: potete interpretare anche questi cattivoni.
A rendere interessante l'offerta proposta dal gioco è un sistema di esperienza che dà la possibilità di personalizzare il proprio alter Ego (caratteristica poi ereditata da RA 3) con mezzi bellici e tattiche particolari.
Come negli altri titoli ogni fazione ha le proprie peculiarità ma anche difetti.

I Cinesi rappresentano la fazione secondo me più equilibrata e semplice del gioco: la fanteria e i carri armati standard ottengono un bonus di potenza quando formano un gruppo di 5 o più unità, la tecnologia è moderna ma non alla massima avanguardia, ma brutale ed efficace: carri con cannoni gattling, carri con cannone al napalm, un arsenale nucleare di tutto rispetto che consiste in Missili balistici (super-arma della nazione) e cannoni d'artiglieria che sparano testate nucleari a lunga distanza , carri armati pesanti (che possono "divorare" sotto i loro cingoli PERSINO i veicoli) personalizzabili in modo da renderli macchine da guerra autosufficienti al 100% infatti questo gioiello è secondo la mia umile opinione una delle unità più potenti del gioco: sul Tank potremo installare una torretta a scelta tra: mitragliatore gattling ottimo per falciare fanteria e aerei; bunker da 5 posti presidiabile da fanti scelti da noi; e un ripetitore che (irrealisticamente, lo ammetto) riparerà e guarirà rispettivamente veicoli e fanti vicini. I difetti di questa fazione sono la mancanza di unità base potenti e un aerounautica potente ed equilibrata ma che consiste solo dei MIG sovietici, potentissimi caccia multifunzionali ma col difetto che devono per forza tornare nell'aereoporto a rifornirsi di missili al napalm.
Gli Americani hanno una tecnologia allo stato dell'arte e dal sapore futuristico dalla loro. alcune unità sono potenziabili: infatti sarà possibile montare sui vecoli dei droni di vario tipo che aiutano a difendere meglio il mezzo o rivelano unità invisibili che possono minacciare le vostre truppe. La fanteria di base è migliore rispetto a quella degli altri schieramenti, tanto che è capace di utilizzare delle speciali granate in grado di sterminare la fanteria avversaria in un colpo solo quando è presidiata negli edifici. L'aereounautica statunitense si può riassumere facilmente: fa il mazzo a tutti. Essa comprende Bombardieri pesanti, caccia ed elicotteri da combattimento (questi ultimi non devono rifornirsi come gli altri velivoli, di munizioni), nonchè elicotteri da trasporto che si possono utilizzare per raccogliere le merci necessarie a sostenere l'economia della macchina bellica e possono essere adibiti a comodi trasporti truppe. La superarma per gli Stati Uniti consiste in un cannone a raggio (che possiamo manovrare personalmente), in grado di massacrare TUTTO meno che i velivoli. Grande difetto degli USA è oltre che il prezzo eccessivo di qualche unità, il fatto che senza un rifornimento di energia adeguato potrebbero cadere in disgrazia in poco tempo.
Infine ci sono i terroristi. Marcatamente ispirati ad Al-Qaeda gli arabi hanno una tecnologia bellica molto rudimentale.
I guerrieri dell'ELG pongono la loro forza nelle tattiche di guerriglia urbana e nel loro spirito di sopravvivenza. L'Esercito di Liberazione Globale è molto particolare e solo i veri intenditori sanno usarli con efficacia e saggezza. Logicamente un generale che li guida deve essere pronto ad accettare perdite ingenti, dato che devono fare un sapiente uso dei Kamikaze. Un'abilità utile dell'ELG consiste nella possibilità di catturare facilmente i veicoli nemici per sfruttarne i vantaggi. La punta di diamante dell'armamento di questo schieramento è la cavalleria leggera con archi e frecce. Scherzavo. Anche se i carri armati di base fanno ridere se non aiutati da unità di tipo diverso. Un paio di veicoli (il carro avanzato e il cannone antiaereo mobile) ha inoltre la capacità di migliorare il proprio armamento "riciclando" i resti dei carri nemici e creando così armi più devastanti con cui combattere il nemico.La cosa più letale che hanno a disposizione consiste nelle armi chimiche in grado di falciare la fanteria e veicoli leggeri (e con le dovute migliorie anche quelli pesanti). Uno dei pregi della fazione è un'arma a doppio taglio è la totale assenza di energia nelle loro base, che permette loro di costruire basi piccole ed efficienti ma contemporaneamente vulnerabili dato che il radar (che Cinesi e Americani possono costruire tramite una struttura specifica) può essere montato solo su un veicolo poco più resistente di un unghia. Inoltre questi fanatici non hanno una minima forza aerea. L'arma speciale degli arabi è una base missilistica in grado di lanciare ogni un tot di tempo 9 missili SCUD a testate chimiche molto potenti.

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lunedì 19 ottobre 2009

Third Age Total War

Legolas si oppone col suo plotone di fidi arcieri, uccide molti nemici.
Ma alla fine soccombe. Per mano dei guerrieri della scorta del re dei nani. Se la memoria vostra non è arrugginita di parecchio, dovreste esservi accorti che nè nel film nè nel libro i fatti si sono svolti. Questo è successo perchè non state leggendo il libro o vedendo il film, neanche quello col finale alternativo sul dvd. Questo è successo perchè vi siete presi la briga di installare l'ennesimo mod di Total War e di aver scelto di giocare con la fazione coi nani.
Non sono stato io a volere o a scaricare il mod, ma appena l'ho provato il mio lato nerd si è risvegliato e ha gioito. In questo gioco potete impersonare una delle fazioni coinvolte nelle guerre della Terra di Mezzo, dai regni di Dale a quei cattivoni di Mordor.
L'immancabile omologo alla fazione papale stavolta è impersonato da Sauron, che vi imporrà conquiste e Crociate dove il suo potere ha mire espansionistiche. Guai a voi se siete uno dei regni del bene e vi capita di finire fra i suoi nemici e ancora peggio se siete una fazione del Male che ha fatto il salto della quaglia!
Il gioco riproduce molti dei guerrieri che avete visto nel film e in più numerose unità tratte dal libro e che forse vedremo nel film dello Hobbit.
Se vi è piaciuto il film e il libro (o anche se siete semplicemente un nerd affiatato) apprezzerete questo mod. L'unico problema è la presenza di alcuni fastidiosi bug che precludono la vittoria finale (almeno così mi è capitato di vedere dalla parte dei nani) e alcuni problemi che tradizionalmente sono ormai di casa in questo capitolo della Total War
L'intelligenza artificiale continua a essere stupida, in particolare la diplomazia è inutile, vi troverete di fronte a fazioni che richiedono tregue quando converrebbe continuare la guerra o si ostinano a combattervi fino all'ultimo uomo anche quando offrite delle condizioni di resa onorevoli e addirittura vantaggiose.
Un ultimo problema che ho notato nel fare confronti fra il mod e i giochi dell'espansione è il fatto che ho notato che il morale nei mod è molto, molto meno importante che negli altri giochi: le truppe nemiche decidono di darsela finalmente a gambe levate solo dopo aver perso la metà o anche più del plotone, cosa che ho riscontrato perfino con quei codardi dei goblin.
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lunedì 12 ottobre 2009

Europa Universalis


Qualche fan di Europa Universalis mi darà del profano molto probabilmente ma ho deciso di pubblicare in una recensione tutta la serie. La motivazione è semplice. Il gameplay è molto simile in tutti e tre i titoli di Europa Universalis. Infatti, a parte qualche aggiunta, vige la regola "Squadra che vince non si cambia" e i risultati sono ottimi per i giocatori intenditori e pazienti, il tutto grazie ad un'enorme collaborazione tra Team di sviluppo e fan della serie, dato che questi ultimi sono stati gli ideatori di molte caratteristiche che poi gli sviluppatori hanno integrato nei giochi. Il modo di gioco è sempre molto caotico e chi si pone davanti ad esso come in qualsiasi altro gioco di strategia ha vita corta. per fare esempio questa serie insegna che, a differenza di altri titoli come quelli della serie Total War, la guerra è una soluzione non sempre valida da prendere. Perchè? Se noi dichiariamo guerra "a torto" cioè ad una fazione che ha con noi qualche legame sia esso di tipo matrimoniale, militare o religioso la stabilità del nostro regno precipiterà e avremo a che fare con un nemico ancora più temibile delle armi avversari, ovvero il nostro stato stesso: i proventi delle tasse raccolte nei nostri territori saranno più poveri, il rischio di ribellione nelle province sarà più elevato, il numero di agenti reclutati sarà più basso e anche il morale del nostro esercito ne risentirà, il tutto portandoci spesso a gravi sconfitte, sia sul campo di battaglia, sia in campo finanziario. La cosa più interessante è che spesso seguire la strada della storia può sembrare molto meno conveniente che crearne una da sè. Facendo un esempio se iniziamo il gioco ad Europa Universalis 3, nei panni del Regno di Francia nell'anno 1399 scopriremo che, invece di dichiarare guerra all'odiata Inghilterra è meglio dichiararla a degli stati ben meno temibili dal punto di vista militare come gli stati dell'Africa Settentrionale come il Marocco e l'Algeria in cui la tecnologia militare di terra dell'esercito francese può spazzare via le milizie musulmane allo scopo di guadagnare più prestigio e quindi maggiori risorse per poi affrontare l'Inghilterra con più risorse belliche. Ma non è tutto il nostro comportamento potrebbe persino influenzare le altre nazioni, come è successo a me. Nella mia già citata guerra impari contro l'Africa Mediterranea il regno di Scozia, mio alleato, ha deciso di seguirmi nel mio colonialismo ante litteram e si è imposessato di alcune regioni del sultanato marocchino. Questa manovra gli ha fatto passare in secondo piano lo storico odio per il regno inglese, in modo tanto esagerato da passare presto sotto l'ala dell'Inghilterra, prima come semplice vassallo e poi come nazione annessa!

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domenica 4 ottobre 2009

Project:Snowblind


Non ho aggiunto tra le etichette "Arte Videoludica" perchè purtroppo questo gioco non è molto innovativo e a suo tempo non ha rivoluzionato il genere degli sparatutto, dato che non fa altro che riproporre gli impianti cibernetici, già visti in Chrome e sopratutto in Deus Ex, tanto che molti tendono a considerare Project:Snoblind un seguito spirituale della serie Deus Ex. Nonostante questo difetto allontani il titolo dall'Olimpo dei videogiochi ci troviamo di fronte ad un gioco pregevole, in grado di offrire qualche ora di divertimento. La scelta delle armi e dell'equipaggiamento in generale consiste i una rielaborazione dei canonici oggetti di distruzione già visti in altri titoli, tuttavia per fortuna qualcuno di questi ha subito interessanti modifiche: la banale pistola silenziata offre come modalità alternativa di fuoco un mini missile esplosivo, il fucilone a pompa dà la possibilità di lanciare al posto delle normali pallottole delle potenti mine adesive, il fucile laser lancia dei minidroni ottimi per disturbare il nemico eccetera eccetera. Oltre alle granate il giocatore potrà,se li trova, lanciare degli aggeggi elettronici capaci di creare scudi antisommossa portatili da sfruttare come barricata di fortuna. Riguardo ai Bio-potenziamenti, come dicevo prima, si storce il naso, perchè è roba già vista: potenziatore di riflessi, visuale potenziata, corazza energetica e invisibilità. Project:Snowblind è ambientato nel 2065 a Hong Kong, dove un gruppo terroristico detto La Repubblica , prende il potere con le armi e noi, che facciamo parte didella coalizione della Libertà, un organizzazione militare internazionale formata apposta per combattere questi cattivi di turno dobbiamo fare qualcosa per salvare la situazione scottante. Ma parliamo del "noi": l'alter ego è un normalissimo tenente della coalizione che, appena giunto alla base per unirsi deve respingere un'assalto dei Repubblicani. Respinto l'attacco Nathan Frost, questo il nome del tenente, viene colpito da un attacco di sfiga multipla avendo la sfortuna di rimanere coinvolto in un esplosione di una bomba lanciata dai cattivoni e di conseguenza rischia la vita. Tramite un intervento di chirurgia viene "resuscitato" e potenziato con i suddetti impianti biotecnologici e d'ora in poi dovrà occuparsi di distruggere una potente arma in grado di riportare la tecnologia a quella di una nuova età della pietra...


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lunedì 28 settembre 2009

Men Of Valor

Men Of Valor è uno sparatutto classico. Spesso il gameplay non è troppo diverso dal classico "cerca e distruggi", ma questo difetto è mascherato bene da alcuni fattori. Il gioco ci porta indietro nel tempo, durante la sanguinosa guerra del Vietnam dove il giocatore impersonerà un Marine Afroamericano che partecipa a diverse operazioni militari del conflitto vietnamita, compresa l'offensiva del Tet resa celebre da Full Metal Jacket e la battaglia di Da Nang. Ma la trama (anche se purtroppo è molto lineare) non è un semplice susseguirsi di obiettivi, e avremo a che fare durante il gioco con dei ben caratterizzati e carismatici commilitoni, che ci accompagneranno durante le missioni e purtroppo in alcuni casi verranno uccisi dai soldati Vietnamiti o dai Vietcong di turno. A rendere più realistico e coinvolgente il gioco c'è una chicca: quando completeremo una missione il nostro alter ego scrive lettere alla famiglia dove commenta le sue azioni in territorio nemico e si informerà di come sta il suo fratello minore che ad un certo punto del gioco verrà spedito anche lui a combattere in Vietnam. Oppure, quando moriremo nel corso delle azioni in cui siamo coinvolti il game over altro non è che la lettera per informare la suddetta famiglia della morte del protagonista. Ma a battere tutti gli aspetti positivi del gioco è una superba colonna sonora che comprende bellissimi brani musicali scritti da artisti degli anni '60, tra i quali James Brown e i Mamas & Papas.
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martedì 15 settembre 2009

The Witcher

Non ho letto il romanzo da cui è preso il gioco, purtroppo. Dico purtroppo sia perchè è impossibile trovare il libro (scritto da un abile autore polacco) tradotto nell'italica lingua e sia perchè non ho avuto modo di poter assaporare al meglio i collegamenti con l'originale. Non fatevi ingannare dalla mia intoduzione perchè il gioco è assolutamente un buon titolo e i motivi non sono pochi. Prima di tutto il gioco ci mostra una trama interessante e originale, in cui impersoneremo Geralt di Rivia. Questo enigmatico personaggio fa parte di un gruppo di mutanti che, sacrificando parte dell'umanità e la possibilità di avere figli, proteggono gli umani dai mostri. Tuttavia questa protezione non riceve gli onori che merita, anzi, questi cacciatori, gli Witcher, sono oggetto di feroci discriminazioni razziste che li hanno costretti a vivere lontani dalla civiltà. In seguito ad un assalto ad una delle poche fortezze di Witcher rimanenti i cacciatori sono decisi a fare luce su questo misterioso attacco e si dividono per indagare e scoprire cosa minaccia sia la razza umana che i Witcher. Il gioco sfrutta l'Aurora Engine (opportunamente aggiornato), che già aveva dato prova di sè col primo titolo della serie Neverwinter Nights, che permette (con un computer adeguatamente potente) dei paesaggi realistici e una resa grafica dei personaggi credibile . Se siete troppo pignoli per la grafica, potete potenziarla ulteriormente acquistando The Witcher Enhanced edition, che migliora alcuni particolari della grafica, in particolar modo dei personaggi, che oltre ad avere una nuova veste grafica gesticoleranno in modo più realistico dell'edizione originale. Sul Gameplay c'è ben poco da storcere il naso. Infatti le azioni possibili sono di un numero soddisfacentemente elevato, e sono anche divertenti. Persino il "banale" combattimento in mischia offre delle sorprese, infatti lo stile di attacco sarà facilmente e originalmente personalizzabile in tre comode modalità, ovvero attacco pesante, attacco veloce e attacco di gruppo. Il primo è buono contro personaggi potenti e coriacei il secondo contro nemici agili ma fragili e il terzo servirà quando il personaggio principale è circondato dagli avversari. Oltre al canonico spada contro spada potremo anche darci al gioco d'azzardo in combattimenti a mani nude nelle taverne, in cui dovremo mettere K.O. l'avversario senza uscire dal "Ring". Rimanendo tra le mura della taverna inoltre, si avrà la possibilità di fare delle gare di bevute per guadagnare denaro, oggetti o informazioni utili al proseguimento della trama. L'alcol come avrete capito non sarà un particolare ininfluente, e se il personaggio esagera barcollerà e sarà meno efficiente nel combattimento e sarà più lento. L'alchimia anche è un elemento centrale che sarà utilissimo al protagonista per potenziare le sue caratteristiche e per procurargli pozioni di ogni genere, speciali unguenti per migliorare temporaneamente le sue armi e bombe il cui uso penso sia chiaro a tutti. La gestione dell'armamento è semplice: avremo a disposizione 4 slot per le armi: uno occupato dalle spade a due mani di metallo (utili contro i nemici umani e animali) , un secondo coccupato dalle spade a due mani di argento (potenti invece contro i mostri) e due slot aggiuntivi tenuti in serbo per armi a una e a due mani che non siano necessariamente spade, come asce, mazze e pugnali.
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mercoledì 2 settembre 2009

Emperor: la nascita dell'impero cinese

Dopo Pharaoh e lo sfortunato Zeus, la Sierra mette in campo sui monitor l'impero cinese.
Nel gioco gestirete le vostre città in un lasso di tempo che va dalla nascita della cultura cinese
all'invasione mongola. Gestire un'intera città è già una bel lavoretto e voi non dovrete solo costruire interi quartieri, rifornirli dei beni di lusso e di tutte le infrastrutture, ma dovrete anche mantenere il tenore di vita dei vostri cittadini, che più diventano ricchi e più diventano esigenti e viziati. Ma non solo: dovrete onorare con cospicui dono le divinità e gli antenati, barcamenarvi nella diplomazia con le altre città, usando le trattative e anche la forza, dovrete costruire delle città vivibili ed esteticamente gradevoli e che rispettino il feng shui, l'armonia degli elementi.
Lo stile di gioco è il solito, sorretto dalla cara vecchia modalità bidimensionale, di cui questo è l'ultimo gioco della serie che ne fa uso (purtroppo): i cittadini girano autonomamente per la città e voi dovrete garantire loro un percorso che li conduca in tutti i posti dove devono andare a erogare il loro servizi.
Per quanto riguarda il lato militare non ci sono stati grandi cambiamenti e i monumenti sono ancora possibili da costruire, fin'ora non ho avuto la stessa soddisfazione di quando vedevo i miei schiavi portare sulla piramide mattone per mattone come a Pharaon, ma forse è perchè non sono ancora arrivato alle missioni in cui si costruisconi i monumenti più tosti.
La gestione della mappa diplomatica è cambiata: non dovrete fare riferimento al solo faraone, dovrete vedervela con ogni singola città che vi sta vicina, commerciandoci, migliorando i rapporti, alleandovi, mandando spie e sabotatori e spedendovi truppe per difenderle o per sottometterle.
Ogni tanto vi ritroverete - come nei precedenti titoli - a sagrare sul perchè l'addetto a un certo servizio non va a fare il suo lavoro in un posto così vicino rispetto al posto da quale parte. Ho trovato un fastidioso bug in questo gioco, caratterizzato dalla presenza di alcune zone dove - ogni 5-10 minuti - vedrete crollare una dopo l'altra tutte le strutture, anche quando se sono zono ben servite da ispettori edili.
Nonostante le mille difficoltà che incontrerete durante il gioco (e forse prorpio grazie a queste difficoltà e ai conseguenti sforzi) resta comunque il fatto che vedere i propri quartieri evolversi in zone sempre più prosperose e agiate è una vera e propria gioia per gli occhi. Ancora più soddisfacente e riuscire a mantenere anche i più elevati tenori di vita degli inquilini. Anche perchè la mancanza di un bene di consumo o servizio causerebbe l'immediato degrado del quartiere e la perdita di numerosi cittadini e conseguenti lavoratori. Giocare a giochi simili è importante perchè molto istruttivo, aiuta a capire perchè, a volte, chi gestisce un'impresa o una città è così cinico e bastardo. Vi ritroverete a giocare dalla parte dei padroni, a vedere le cose dal loro punto di vista. E , brutto dirlo, capirete che per chiunque gestisca un paese o una città, un tasso di disoccupazione al di sotto del 10% è un gran vantaggio e di gran lunga preferibile alla carenza di lavoratori.

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