giovedì 19 novembre 2009

Doppio omaggio di The Thing - La cosa, ovvero la recensione sia del film( 1982) che del sequel videoludico (2002)

Non posso esimermi dal recensire questi due titoli che appartengono a due arti diverse, il cinema e il videogioco, per molteplici motivi. Primo di tutti è sicuramente il contributo che mi hanno dato per farmi imparare ad apprezzare il genere horror grazie allo sforzo di entrambe le "ciurme" che si sono occupate di generare una quantità notevole di suspense tale da rendere sia il gioco che il film veri e propri capolavori della tensione e della paura. Ma passiamo alla trama. Il film è ambientato in una stazione metereologica tenuta da una squadra statunitense dell'Antartide viene un'entità aliena in grado di riprodursi facilissimamente e che ha l'abilità di mutare la propria forma in quella degli animali, o delle persone, che uccide. Questo la rende imprevedibile e più di una volta tra i membri della squadra c'è un sacco di tensione, sospetto e paranoia che spinge ognuno di loro a credere di essere di fronte all'alieno assassino, e spesso non hanno torto, ma grazie al fatto che il pilota d'elicottero della base, interpretato dal grande Kurt Russel e al medico di bordo presto si viene a capire che l'unico modo per impedire che quest'alieno possa espandersi oltre i ghiacci dell'Antartide è isolarlo e cercare di farlo morire congelato, rischiando però la morte di buona parte degli addetti, dato che bisogna togliere i contatti con il mondo civilizzato. Tutto questo non serve perchè qualche anno dopo (e qui si parla del gioco) un colonnello (il giocatore) viene mandato ad indagare sul misterioso "silenzio radio" della stazione ed è costretto a vivere la stessa situazione di panico dei precedenti abitanti della base USA...
Il bello della trasposizione videoludica è che i compagni di sventura che aiuteranno Blake non saranno certo dei Robot, anzi! Il giocatore dovrà fare i conti con la loro fiducia (che potrà aumentare o uccidendo le "Cose" assassine oppure sottoponendosi ad esami del sangue che confermino la sua umanità, non dimentichiamoci infatti che un soldato della base potrebbe benissimo pensare che noi siamo un alieno!) e con la loro paura. Se uno dei compagni entra in una stanza particolarmente inquietante il suo nervosismo salirà a dismisura e potrebbe impazzire. E quindi per impedirlo bisognerà somministrargli dell'adrenalina o dargli un po' di potenza di fuoco extra, oppure ancora cacciarlo dalla stanza direttamente!
In entrambi i titoli la colonna sonora è di ottima qualità, e farei una menzione d'onore per i titoli di coda del gioco che esibisce la canzone "After Me" del gruppo americano SALIVA. Da non perdere !

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

lunedì 16 novembre 2009

Rise Of Nations + Thrones & Patriots


Ormai questo titolo è parecchio stagionato, risale al 2003, ma si sà, spesso le cose migliori si trovano nel passato, ergo ho deciso di fare una recensione su questo gioco della Microsoft.

Non a caso, il gioco è stato molto premiato e i motivi ci sono. Personalmente ho fatto l'errore di provare prima il sequel(Rise Of legends, Abbreviamolo in ROL facciamo prima) dell'originale, e quindi il mio gradimento, viziato dalle notevoli limature fatte anni dopo nel seguito, ne ha risentito un po'. Ciononostante ho saputo percepire la ventata di novità che può aver portato Rise Of Nations nell'ormai lontano 2003. Prima di tutto il gioco ha "inventato" nel genere degli RTS gestionali, il concetto di confine nazionale: infatti esso sarà individuabile facilmente dato che l'aerea del giocatore sarà circondata da una linea colorata che ne delinea per l'appunto i confini. Entro questi limiti fisici il giocatore che nè è responsabile (e i suoi alleati) ne ricevono benefici che vanno dai rifornimenti illimitati alla possibilità di trincerarsi. Al contrario i nemici vedranno le loro scorte esaurirsi e di conseguenza le loro truppe che perdono col tempo punti ferita. Questo fattore rende interessante il gioco perchè impedisce di fare piccoli raid decisivi con poche unità e spinge il giocatore ad interrogarsi quale possa essere l'esercito perfetto, equilibrando il numero di armi d'assedio, fanteria, unità dedite al rifornimento delle truppe e cavalleria(sostituita nelle ultime tre epoche del gioco dai mezzi corazzati). Il sistema tecnologico è un po' complesso, quando ci si fa l'abitudine ci si accorge della sua utilità, dato che, ad esempio toglie al giocatore lo stress, che si provava ai tempi di altri Rts come Age Of Empires e Warcraft, di dover costruire abitazioni su abitazioni per costruire un esercito decente. Qui infatti la faccenda è diversa dato che a fornire gli "alloggi" sono i gradi della tecnologia militare, e non più delle strutture che occupano spazio utile ad altre costruzioni. Altro punto positivo è dato dalla presenza di una gestione dell'economia. Personalmente io non sono un fan dell'edificare più strutture dello stesso tipo, ma con questo gioco la mia idea è cambiata data l'intoroduzione delle città al posto dei classici insediamenti alla Age Of Empires. Esse non sono solo il punoto di raduno degli abitanti del villaggio ma sono dei veri nuclei attorno ai quali si costruisce il proprio impero e si è spesso costretti a costruirne più di una per avere un 'economia solida. Il commercio è sviluppato in modo semplice e originale e coinvolge le carovane e le città che ho nominato poc'anzi, inoltre i mercanti saranno una parte importante dell'economia: essi infatti sono incaricati di rifornire il vostro regno di risorse rare che possono dare utilissimi potenziamenti alla vostra economia e al vostro esercito. Per le unità non si è cambiato molto rispetto ai precedenti giochi che ho già citato, a parte il fatto che le truppe di fanteria non comprendono una ma tre unità e il fatto che hanno un'intelligenza artificiale discreta. Le modalità di gioco sono varie si va dall'addestramento (che segue parte della storia inglese dalla rivoluzione della regina Boadicea alla battaglia d'Inghilterra) classica mappa casuale per le schermaglie. È presente una campagna che permette di interpretare varie nazioni (qui molte a differenza di Rise Of Legends in cui erano solamente 3) dall'antichità fino all'età contemporanea, inoltre c'è la possibilità di esercitarsi a giocare tramite delle piccole sfide, che consistono nell'uccidere civili entro un tempo limite, proteggere una meraviglia dalle mani nemiche o una sifda a perdere meno truppe possibile in una battaglia. C'è anche un aggiornamento, Thrones & Patriots che aggiunge strutture, unità e qualche nazione giocabile e della campagne supplementari ambientate in varie epoche e luoghi del globo, come le conquiste di Alessandro Magno, le guerre per contendersi i territori americani, la campagna napoleonica e infine un ipotetico scenario fantapolitico che vede un "riscaldamento" della cosidetta guerra fredda. Quest'ultima particolarmente è sviluppata in modo interessante, dato che è possibile ordinare missioni di spionaggio e vi è anche il livello DEFCON, ovvero quello che in tempo di guerra fredda era un "metro" con cui si misurava l'incandescenza della situazione USA-URSS. e quando esso raggiungerà livelli particolarmente preoccupanti si potranno utilizzare gli arsenali nucleari.


Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

giovedì 12 novembre 2009

Brother in arms

Brothers in Arms e ralativi seguiti si pongono come qualcosa ben al di sopra di un semplice spara spara ambientato nella Seconda Guerra Mondiale in mercato.
In questa serie non basta gettarsi col mitra spianato, lanciando granate, saltellando come scemi e buttando giù qualche nazi col corpo a corpo per fare il figo.
Siete liberi di farlo. Ma è improbabile che questa strategia paghi, perfino durante le prime missioni. Scordatevi le eroiche azioni di Call of Duty o Medal Of Honour, se volete ammazzare 500 tedeschi da soli, avete sbagliato gioco; avete sbagliato gioco anche se avete la pretesa di portare sia mitra che fucile da cecchino nello stesso inventario.
In questo gioco la guerra è guerra, signorinelle, non una partita di Unreal con una parvenza di riproduzione storica!
I giochi della serie, con un alternarsi di protagonisti fra il caporale Baker e il caporale Hartsock, rappresentano le peripezie dei soldati della 101ma aviotrasportata.
Per ora sono stati rappresentati gli scenari del lancio durante il D-Day e quello dell'operazione Market Garden.
La grandiosa innovazione del gioco consiste in un sistema di controllo che permette di dare ordini ai propri soldati dalla stessa schermata di combattimento. E i comandi stavolta non si limitano alla semplice avanzata o ritirata, ma permettono di dire ai soldati dove andare di preciso, dicendo addirittura a chi sparare o meglio, verso chi sparare.
In questo gioco non si mira solo per colpire il nemico, i nemici sono molto bravi a mettersi al riparo e quando il nemico si ripara dietro una protezione è abbastanza difficile colpirlo col sistema di puntamento realisticamente traballante del gioco. Per ovviare questo inconveniente si ricorre al cosiddetto fuoco di soppressione, si spara verso il nemico, costringendolo a mettere la testa al riparo, facendo avanzare l'altra squadra che cerca di aggirare la postazione nemica e mandarla nel regno dei più. Vi ritroverete a comandare una o più squadre, ciascuna col suo ambito di specializzazione e dovrete sfruttarle, cercando di non perderle, dato che le rimpiangerete altrimenti.
Grazie a questo stile di combattimento innovativo credo che questo gioco riproduca in maniera davvero completa la ferocia di una guerra moderna. Non è soft e pieno di licenze poetiche come un Call Of Duty, un Medal of Honour o un Hidden n' Dangerous, ma neanche troppo distaccato e concentrato sul lato tattico o strategico come un Close Combat o uno Steel Panthers.
Qui c'è la guerra ed è riprodotta davvero bene, grazie anche a una ricostruzione che in uno spara spara è rara.
Altra cosa che salta all'occhio nel confronto con gli altri del suo genere è che qui il gioco non rappresenta dei combattimenti particolarmente duri in momenti distinti nel corso di tutta la guerra come, per esempio, in Call of Duty; in questo gioco viene rappresentata la guerra ora per ora, il tutto in un lasso di tempo brevissimo, massimo qualche settimana e non qualche mese. Il che ti dà una vaga idea della quantità di stress psicologico subito da quei soldati, facendotici addirittura immedesimare e a volte dispiacere per un commilitone morto. E questo non mi è mai successo con gli altri giochi, non perchè visivamente meno forti, ma perchè solo questo gioco riesce a darti un'idea palpabile di una situazione simile, dato il suo realismo!



Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

lunedì 9 novembre 2009

Sid Meier's Pirates!

Nonostante lo stile un po' fanciullesco (quando ci sono i pirati in mezzo è, aihmè, quasi inevitabile) questo gioco è un piccolo gioiellino. Il protagonista, la cui famiglia è stata rovinata da un malvagio marchese spagnolo, decide di imbarcarsi in cerca di fortuna e di vendetta. Nazionalità e abilità dell'eroe saranno ovviamente a discrezione del giocatore, si potranno acquistare durante il gioco anche oggetti che incrementano le capacità.
La trama del gioco è lineare, ma potete interrompere il gioco quando volete, anche alla prima spartizione del bottino. Questo ovviamente influirà sul punteggio, che in questo caso sarà scarso, dato che non sarete riuscito a raggiungere nè gli obbiettivi principali, ovvero la vostra vendetta e la ricostruzione della vostra famiglia, nè quelli secondari quali la ricchezza, la fama e una bella moglie.
I comandi di gioco sono semplici: durante la navigazione, le battaglie navali e i duelli degli arrembaggi potrete usare i tasti direzionali per virare, cannoneggiare e combattere di scherma.
Ma non dovrete vedervela solo con battaglie in mare aperto.
Potrete anche scegliere di portare in vostri uomini a combattere via terra contro le truppe di una guarnigione cittadina, improvvisarvi cartografi per trovare tesori e città mitiche e, cosa fin'ora trascurata nei pochi giochi pirateschi in circolazione, vedervela con le corti dei governatori, per ingraziarveli e ottenere favori, missioni e il privilegio di fare la corte alle loro (non sempre!) fascinose figlie.
Potete aver conquistato città con colpi di mano strabilianti, affondato galeoni da quaranta cannoni, catturato i criminali più temibili di tutti i Caraibi, ma c'è una cosa che, senza la giusta dose di pratica, vi sembrerà un ostacolo insormontabile: il ballo al gran galà con la figlia del governatore!
Il gioco ha uno schema un po' rigido, che presto diventa ripetitivo. Il Baron Raymundo potete averlo sconfitto anche dieci volte, ma un minuto dopo spunta dall'altra parte dei Caraibi con una nuova nave e un altro pezzo di mappa.
Ma in ogni caso, resta un gioco molto piacevole.
L'idea di usare un sistema di gioco che accomuni tutte le fasi del gioco, i duelli, i dialoghi, le battaglie navali, il ballo e le missioni stealth, è stata una mossa furba e redditizia.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

venerdì 6 novembre 2009

Medal Of Honor: Airborne



Ammetto che ho scelto di installare questo tiolo come ripiego. Volevo cimentarmi in Stranglehold ma alla fine per un crash ho dovuto cambiare idea e gioco. Ho optato (incrociando le dita, perchè il PC con cui gioco sembra vada a vapore e non riesce a fare avviare titoli con una grafica promettente) per l'ultimo capitolo di Medal Of Honor disponibile per PC. Come si capisce dal titolo, non impersoneremo nè il ranger di Allied Assault, nè il marine di Pacific Assault, ma un soldato che appartiene all'aereotrasportata, più precisamente del corpo della 82esima divisione, la celebre "All Americans". Nonostante preferisca la storia della 101esima divisione "Screaming Ealges" devo ammettere che la scelta degli sviluppatori non è stata per niente stupida, anzi. Della 101esima ormai noi videogiocatori ne abbiamo le tasche piene, con il primo Call Of Duty e i tre capitoli della serie di Brothers in Arms (il terzo, anche se mi ci sono documentato purtroppo non ho avuto ancora l'onore di provarlo, purtroppo)! Questa scelta è ottima perchè ci porta in scenari ancora non esplorati negli FPS, come le operazioni Husky (per i neofiti della seconda guerra mondiale l'invasione della Sicilia)e Avalanche (un'operazione non molto conosciuta che ha preso piede nei dintorni di Salerno). Per non parlare dell'operazione Market Garden. Questa è stata già vista in Brother In Arms Hell's Highway, ma il settore evocato è diverso, dato che BIA vede i paracadutisti coinvolti ad Eindhoven e qui a Medal Of Honor invece si combatte a Nijemegen (riprodotta benissimo). Conclusa la parentesi storica parliamo del lato rozzo della recensione ovvero il Gameplay. Principalmente Airborne introduce due elementi. Il primo è indubbiamente quello "obbligatorio" dato che fondato su un gioco dedicato all'aviotrasportata, ovvero il lancio col paracadute: potremmo infatti condurre le danze appena saltiamo fuori dall'aereoplano che ci porta a destinazione. Questa innovazione è senza dubbio molto interessante, ma parecchio impegnativa. Infatti il sottoscritto sarebbe morto al primo lancio dato che l'esito dei miei lanci col paracadute era definito come "atterraggio disastroso" e ogni volta si trovava proverbialmente a mangiare la polvere. Il lancio è inoltre utile, oltre che a farci capire se siamo portati per il paracadutismo o meno, dal punto di vista tattico: infatti il paracadutista astuto sa che conviene atterrare su una posizione sopraelevata come il tetto di una casa, o magari anche la torre del campanile della chiesa di turno, possibilmente lontano dai nemici assetati del nostro sangue.
Il secondo grande punto aggiunto in Airborne è la possibilità di potenziare sul campo le nostre armi. Ognuno degli strumenti di dolore che avremo fra le mani avrà infatti 3 possibili potenziamenti (purtroppo non personalizzabili), che possiamo ottenere guadagnando esperienza con la determinata arma usandola contro il malcapitato di turno aumentando i "punti esperienza" con colpi in testa, attacchi corpo a corpo, e in caso di armi esplosive uccisioni in contemporanea di 3 o 5 nemici. E queste chicche sono molteplici: citando due esempi un nostalgico dei Film di gangster dovrà specializzarsi nel Thompson da 30 colpi e arrivato al terzo grado di potenziamento, avrà fra le mani un thompson da 50 colpi(il primo e il secondo potenziamento sono rispettivamente il manico supplementare e un miglioramento della canna)! Oppure se preferiamo specializzarci nella lunga distanza sarà sufficiente attuare lo stesso ragionamento con l'M1 Garand che al terzo potenziamento sfoggia un pratico tubo da cui è possibile sparare le bombe a mano.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

lunedì 26 ottobre 2009

Dragon Age: Origins - Io non posso ancora giocarci e SOFFRO!

Orgasmo Nerd. Ecco cosa si prova guardando il trailer di questo titolo. Gli ingredienti ci sono, al 100%: una veste grafica accattivante per i viziati della grafica, scene di combattimento dal sapore epico e violenza allo stato puro per gli amanti dell'azione che non disdegna un pizzico di buon vecchio splatter, una canzone "dura" che coinvolge lo spettatore (in questo caso This is New Shit di Marylin Manson) delle scene Hot per gli appassionati di...Vabbè avete capito e infine una Software House che è riuscita quasi sempre a farsi amare, ovvero la Bioware, degna dei maggiori onori per le sue serie giochi di ruolo come Baldur's Gate, Icewind Dale, Neverwinter Nights e Mass Effect. Ma c'è un però, che mi toglie il sorriso dalle labbra e lo sguardo ebete da innamorato: per fare girare in modo decente questo capolavoro bisognerà rubare il computer a Bill Gates, perchè si sa, l'ottima grafica per essere vista fluida e perfetta ha bisogno di un PC all'ennesima potenza di cui purtroppo ancora non dispongo, e questo mi fa venire voglia di cedere all' XBOX360 e alla Play Station 3, che hanno il vantaggio di non dovere essere potenziate ogni due secondi, ma che per uno della vecchia guardia informatica come il sottoscritto significherebbe cedere al lato oscuro del divertimento videoludico. Spero solo che presto avrò un Computer degno di questo nome.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

venerdì 23 ottobre 2009

Command & Conquer: Generals Zero Hour

Purtroppo quest'espansione non esiste completamente italiano quindi bisogna arrangiarsi con le proprie conoscenze della lingua anglofona. Tuttavia questo difetto è bilanciato da una vasta gamma di interessanti aggiunte al Gameplay di Generals. Oltre alla "canonica" aggiunta di unità e strutture e di tre nuove campagne, è stata implementata infatti una modalità aggiuntiva che rivoluziona completamente lo stile di gioco che è quella della specializzazione del generale. Ogni fazione del gioco originale viene infatti "scissa" in tre sottofazioni, capitanate da altrettanti generali, ognuno con le proprie abilità. All'inizio di questa modalità, chiamata per l'appunto "battaglia dei generali", dovremmo scegliere il nostro alter ego e scontrarci con tutti gli altri 8 più un nono che rimane segreto fino all'ultimo Match della campagna. Il bello è che ognuno di questi generali ha la sua specializzazione in campo bellico, e di conseguenza possiede pregi e difetti unici e spesso l'aspetto e l'armamento di unità cambiano radicalmente, come la guardia rossa, truppa standard della fazione cinese, viene "trasformata" in un mitragliere armato di un micidiale Gattling in grado massacrare fanteria e velivoli.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

mercoledì 21 ottobre 2009

Command & Conquer: Generals


Lo ammetto. Avrei dovuto recensire questo prima di Command and Conquer: Red Alert 3 (d'ora in poi rispettivamente C&C e RA, perchè se no impazzisco), ma qui su questo blog la storia dei videogiochi non segue per niente un ordine cronologico, quindi accontentatevi.
Questo "doppio titolo" è forse il più particolare di tutta la serie C&C . Prima di tutto Generals è il primo titolo della serie in cui un attento osservatore che conosce la saga può notare che non c'è più il marchio Westwood Studios, storica Software House "deceduta" nel 2003. Secondo poi è il primo C&C ad usare un motore tridimensionale, e terzo, nella trama non è legato minimamente nè alla serie di C&C nè a quella del mitico Spin Off RA, ed è un titolo a parte. Infatti a parte molti elementi del Gameplay (molte caratteristiche delle fazioni sono marcatamente "autocitazioni" dei passati schieramenti di RA 2 e del suo aggiornamento Yuri's Revenge), l'ambientazione è molto diversa: non si parla più nè di Tiberium, nè di un conflitto tra Sovietici e Alleati (o Giapponesi, aggiunti in RA 3), ma siamo portati a vestire i panni di un generale Americano o Cinese con cui dovremo combattere un'organizzazione terroristica mediorientale fittizia dagli armamenti obsoleti ma numerosi e agguerriti, chiamata ELG (Esercito di Liberazione Globale) . So che ve lo state chiedendo, e la risposta è si: potete interpretare anche questi cattivoni.
A rendere interessante l'offerta proposta dal gioco è un sistema di esperienza che dà la possibilità di personalizzare il proprio alter Ego (caratteristica poi ereditata da RA 3) con mezzi bellici e tattiche particolari.
Come negli altri titoli ogni fazione ha le proprie peculiarità ma anche difetti.

I Cinesi rappresentano la fazione secondo me più equilibrata e semplice del gioco: la fanteria e i carri armati standard ottengono un bonus di potenza quando formano un gruppo di 5 o più unità, la tecnologia è moderna ma non alla massima avanguardia, ma brutale ed efficace: carri con cannoni gattling, carri con cannone al napalm, un arsenale nucleare di tutto rispetto che consiste in Missili balistici (super-arma della nazione) e cannoni d'artiglieria che sparano testate nucleari a lunga distanza , carri armati pesanti (che possono "divorare" sotto i loro cingoli PERSINO i veicoli) personalizzabili in modo da renderli macchine da guerra autosufficienti al 100% infatti questo gioiello è secondo la mia umile opinione una delle unità più potenti del gioco: sul Tank potremo installare una torretta a scelta tra: mitragliatore gattling ottimo per falciare fanteria e aerei; bunker da 5 posti presidiabile da fanti scelti da noi; e un ripetitore che (irrealisticamente, lo ammetto) riparerà e guarirà rispettivamente veicoli e fanti vicini. I difetti di questa fazione sono la mancanza di unità base potenti e un aerounautica potente ed equilibrata ma che consiste solo dei MIG sovietici, potentissimi caccia multifunzionali ma col difetto che devono per forza tornare nell'aereoporto a rifornirsi di missili al napalm.
Gli Americani hanno una tecnologia allo stato dell'arte e dal sapore futuristico dalla loro. alcune unità sono potenziabili: infatti sarà possibile montare sui vecoli dei droni di vario tipo che aiutano a difendere meglio il mezzo o rivelano unità invisibili che possono minacciare le vostre truppe. La fanteria di base è migliore rispetto a quella degli altri schieramenti, tanto che è capace di utilizzare delle speciali granate in grado di sterminare la fanteria avversaria in un colpo solo quando è presidiata negli edifici. L'aereounautica statunitense si può riassumere facilmente: fa il mazzo a tutti. Essa comprende Bombardieri pesanti, caccia ed elicotteri da combattimento (questi ultimi non devono rifornirsi come gli altri velivoli, di munizioni), nonchè elicotteri da trasporto che si possono utilizzare per raccogliere le merci necessarie a sostenere l'economia della macchina bellica e possono essere adibiti a comodi trasporti truppe. La superarma per gli Stati Uniti consiste in un cannone a raggio (che possiamo manovrare personalmente), in grado di massacrare TUTTO meno che i velivoli. Grande difetto degli USA è oltre che il prezzo eccessivo di qualche unità, il fatto che senza un rifornimento di energia adeguato potrebbero cadere in disgrazia in poco tempo.
Infine ci sono i terroristi. Marcatamente ispirati ad Al-Qaeda gli arabi hanno una tecnologia bellica molto rudimentale.
I guerrieri dell'ELG pongono la loro forza nelle tattiche di guerriglia urbana e nel loro spirito di sopravvivenza. L'Esercito di Liberazione Globale è molto particolare e solo i veri intenditori sanno usarli con efficacia e saggezza. Logicamente un generale che li guida deve essere pronto ad accettare perdite ingenti, dato che devono fare un sapiente uso dei Kamikaze. Un'abilità utile dell'ELG consiste nella possibilità di catturare facilmente i veicoli nemici per sfruttarne i vantaggi. La punta di diamante dell'armamento di questo schieramento è la cavalleria leggera con archi e frecce. Scherzavo. Anche se i carri armati di base fanno ridere se non aiutati da unità di tipo diverso. Un paio di veicoli (il carro avanzato e il cannone antiaereo mobile) ha inoltre la capacità di migliorare il proprio armamento "riciclando" i resti dei carri nemici e creando così armi più devastanti con cui combattere il nemico.La cosa più letale che hanno a disposizione consiste nelle armi chimiche in grado di falciare la fanteria e veicoli leggeri (e con le dovute migliorie anche quelli pesanti). Uno dei pregi della fazione è un'arma a doppio taglio è la totale assenza di energia nelle loro base, che permette loro di costruire basi piccole ed efficienti ma contemporaneamente vulnerabili dato che il radar (che Cinesi e Americani possono costruire tramite una struttura specifica) può essere montato solo su un veicolo poco più resistente di un unghia. Inoltre questi fanatici non hanno una minima forza aerea. L'arma speciale degli arabi è una base missilistica in grado di lanciare ogni un tot di tempo 9 missili SCUD a testate chimiche molto potenti.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

lunedì 19 ottobre 2009

Third Age Total War

Legolas si oppone col suo plotone di fidi arcieri, uccide molti nemici.
Ma alla fine soccombe. Per mano dei guerrieri della scorta del re dei nani. Se la memoria vostra non è arrugginita di parecchio, dovreste esservi accorti che nè nel film nè nel libro i fatti si sono svolti. Questo è successo perchè non state leggendo il libro o vedendo il film, neanche quello col finale alternativo sul dvd. Questo è successo perchè vi siete presi la briga di installare l'ennesimo mod di Total War e di aver scelto di giocare con la fazione coi nani.
Non sono stato io a volere o a scaricare il mod, ma appena l'ho provato il mio lato nerd si è risvegliato e ha gioito. In questo gioco potete impersonare una delle fazioni coinvolte nelle guerre della Terra di Mezzo, dai regni di Dale a quei cattivoni di Mordor.
L'immancabile omologo alla fazione papale stavolta è impersonato da Sauron, che vi imporrà conquiste e Crociate dove il suo potere ha mire espansionistiche. Guai a voi se siete uno dei regni del bene e vi capita di finire fra i suoi nemici e ancora peggio se siete una fazione del Male che ha fatto il salto della quaglia!
Il gioco riproduce molti dei guerrieri che avete visto nel film e in più numerose unità tratte dal libro e che forse vedremo nel film dello Hobbit.
Se vi è piaciuto il film e il libro (o anche se siete semplicemente un nerd affiatato) apprezzerete questo mod. L'unico problema è la presenza di alcuni fastidiosi bug che precludono la vittoria finale (almeno così mi è capitato di vedere dalla parte dei nani) e alcuni problemi che tradizionalmente sono ormai di casa in questo capitolo della Total War
L'intelligenza artificiale continua a essere stupida, in particolare la diplomazia è inutile, vi troverete di fronte a fazioni che richiedono tregue quando converrebbe continuare la guerra o si ostinano a combattervi fino all'ultimo uomo anche quando offrite delle condizioni di resa onorevoli e addirittura vantaggiose.
Un ultimo problema che ho notato nel fare confronti fra il mod e i giochi dell'espansione è il fatto che ho notato che il morale nei mod è molto, molto meno importante che negli altri giochi: le truppe nemiche decidono di darsela finalmente a gambe levate solo dopo aver perso la metà o anche più del plotone, cosa che ho riscontrato perfino con quei codardi dei goblin.
Aggiungi immagine
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!

lunedì 12 ottobre 2009

Europa Universalis


Qualche fan di Europa Universalis mi darà del profano molto probabilmente ma ho deciso di pubblicare in una recensione tutta la serie. La motivazione è semplice. Il gameplay è molto simile in tutti e tre i titoli di Europa Universalis. Infatti, a parte qualche aggiunta, vige la regola "Squadra che vince non si cambia" e i risultati sono ottimi per i giocatori intenditori e pazienti, il tutto grazie ad un'enorme collaborazione tra Team di sviluppo e fan della serie, dato che questi ultimi sono stati gli ideatori di molte caratteristiche che poi gli sviluppatori hanno integrato nei giochi. Il modo di gioco è sempre molto caotico e chi si pone davanti ad esso come in qualsiasi altro gioco di strategia ha vita corta. per fare esempio questa serie insegna che, a differenza di altri titoli come quelli della serie Total War, la guerra è una soluzione non sempre valida da prendere. Perchè? Se noi dichiariamo guerra "a torto" cioè ad una fazione che ha con noi qualche legame sia esso di tipo matrimoniale, militare o religioso la stabilità del nostro regno precipiterà e avremo a che fare con un nemico ancora più temibile delle armi avversari, ovvero il nostro stato stesso: i proventi delle tasse raccolte nei nostri territori saranno più poveri, il rischio di ribellione nelle province sarà più elevato, il numero di agenti reclutati sarà più basso e anche il morale del nostro esercito ne risentirà, il tutto portandoci spesso a gravi sconfitte, sia sul campo di battaglia, sia in campo finanziario. La cosa più interessante è che spesso seguire la strada della storia può sembrare molto meno conveniente che crearne una da sè. Facendo un esempio se iniziamo il gioco ad Europa Universalis 3, nei panni del Regno di Francia nell'anno 1399 scopriremo che, invece di dichiarare guerra all'odiata Inghilterra è meglio dichiararla a degli stati ben meno temibili dal punto di vista militare come gli stati dell'Africa Settentrionale come il Marocco e l'Algeria in cui la tecnologia militare di terra dell'esercito francese può spazzare via le milizie musulmane allo scopo di guadagnare più prestigio e quindi maggiori risorse per poi affrontare l'Inghilterra con più risorse belliche. Ma non è tutto il nostro comportamento potrebbe persino influenzare le altre nazioni, come è successo a me. Nella mia già citata guerra impari contro l'Africa Mediterranea il regno di Scozia, mio alleato, ha deciso di seguirmi nel mio colonialismo ante litteram e si è imposessato di alcune regioni del sultanato marocchino. Questa manovra gli ha fatto passare in secondo piano lo storico odio per il regno inglese, in modo tanto esagerato da passare presto sotto l'ala dell'Inghilterra, prima come semplice vassallo e poi come nazione annessa!

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!